Clan Partenio 2, confermati sequestri nel filone aste. Spuntano tre nuovi testimoni

Indagine sul Nuovo Clan Partenio, filone aste. Confermati i sequestri. Depositate altre tre dichiarazioni per l'udienza di Riesame.

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Quindici pagine che confermano i sequestri di conti correnti e beni nell‘indagine sul Nuovo Clan Partenio che riguarda le aste giudiziarie. Sedici le persone sotto inchiesta. Il sistema delle aste – per gli inquirenti – faceva riferimento al gruppo Forte-Aprile e si avvaleva del braccio armato dell’associazione per “ammorbidire” acquirenti interessati a beni sui quali il Clan aveva messo gli occhi. (La foto di copertina è tratta da Google)

Sequestri necessari, scrive il giudice, per impedire agli indagati di “compiere l’attività illecita di turbativa d’asta”.

Il gip sul tipo di associazione

Il gip, Anna Tirone, riduce invece le contestazioni relative all’associazione di tipo camorristico, chiarendo come si possa parlare di un concorso in reati. Insomma, non un’associazione strutturata ma indagati che collaboravano all’occorrenza. Si legge nel documento come, le conversazioni raccolte, “lascino intravedere tracce di un consesso criminoso di spessore camorristico… (ma) non consentono di affermare la dedizione all’azione del Clan alle illecite aste giudiziarie”. E non emerge il fumus (l’essenza del reato) relativa all’aggravante mafiosa.

Nelle carte spuntano i nomi delle società finite nel mirino della finanza: la Lara Immobiliare, Rinascimento Italiano e Punto Finance. Soldi congelati su oltre venti conti correnti aperti in banche differenti come l’Azimut Capital Management, Banca Popolare del Mediterraneo, Unicredit, Poste Italiane.

Altri atti al Riesame

Intanto si aggiungono tre nuove dichiarazioni relative proprio alle aste giudiziarie. Testimonianze di vittime che parlano di beni immobili a Solofra. Conversazioni depositate in vista dell’udienza di Riesame e che si aggiungono a foto raccolte da alcune esecutati. Gli acquirenti minacciati o costretti a pagare, continua a crescere.

L’attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia si è infatti focalizzata su numerose procedure avvenute negli ultimi mesi e sulle persone che vi hanno preso parte. Presto potrebbe aumentare anche il numero degli indagati. Magari altri professionisti, come gli avvocati e i consulenti di banca già finiti sotto indagine.

Oggi – intanto – si sono conclusi i ricorsi al Riesame relativi all’altra indagine, quella condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Avellino, guidati dal capitano Quintino Russo. Nei giorni precedenti i giudici partenopei avevano confermato tutti gli arresti per quelli che sono considerati i vertici del clan.

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