Clan Partenio 2, filone aste: perquisizioni a un avvocato e altri professionisti

2' di lettura

Altre perquisizioni nell’indagine sul Nuovo Clan Partenio. Carabinieri e finanza da questa mattina stanno passando a setaccio case e uffici di professionisti. Fra i quali un noto avvocato, A.C. (al momento il nome è puntato perché non si conoscono i dettagli della sua posizione rispetto all’indagine). Una perquisizione eseguita a pochi passi da piazza Kennedy dove si trova lo stazionamento dei bus. Gli accertamenti rientrano nell’inchiesta focalizzata sui “colletti bianchi”.

Indagine sui colletti bianchi

Quegli indagati che – per gli inquirenti – si occupavano di truccare le aste giudiziarie. Anche grazie al supporto dell’ala militare del Clan Partenio. Quella decapitata dai ventitré arresti dei carabinieri del comando provinciale, al comando di Massimo Cagnazzo.

Il gip Anna Tirone, come vi abbiamo raccontato, ha confermato i sequestri e congelato soldi su oltre venti conti correnti. Tre le società finite nel mirino della finanza, la Lara Immobiliare e Rinascimento Italiano.

Il filone delle aste giudiziarie

Gli accertamenti di questa mattina, verosimilmente, sono successivi agli interrogatori che si stanno svolgendo in questi giorni. Gli inquirenti dell’antimafia, Henry John Woodcock, Simona Rossi e Luigi Landolfi, stanno focalizzando la loro attenzione sulle aste giudiziarie che si sono tenute negli ultimi mesi. Fra le denunce ce ne sono alcune che fanno riferimento a dei professionisti. Nomi sui quali gli investigatori hanno focalizzato la loro attenzione o comunque profili ritenuti sospetti che potrebbero in qualche modo aver partecipato ai reati contestati fra i quali la turbativa d’asta.

In questo filone d’indagine, delegato alla guardia di finanza di Napoli, si contesta anche lo scambio elettorale politico mafioso. Pacchetti di voti dirottati dal Clan (questa l’accusa) nelle amministrative avellinesi del 2018.

Le nuove testimonianze

Nelle nuove testimonianze, depositate negli atti di Riesame, si ricostruisce proprio come agiva il gruppo che si occupava delle aste. Dopo aver individuato le procedure, ritenute interessanti, gli indagati si facevano versare dei soldi per far andare deserte le aste oppure intimidivano gli acquirenti per farli desistere dalle trattative.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!
Iscriviti al bot di Messenger e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!