Clementino conquista Avellino: “Old school come la castagna di Montella”

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2' di lettura

Viale Italia gremito di persone. Anziani, giovani, qualcuno più piccino. Lo spettacolo del rapper Clementino, con la lettura di alcuni stralci di “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo, è piaciuto. E non era scontato. Per chi ama De Crescenzo, come chi vi scrive, c’era un po’ di pregiudizio. Anche perché, come dichiarato candidamente da Clementino, quella di stasera era la prima volta che portava in scena questo tipo di esibizione.

Ma – dicevamo – l’esperimento è riuscito. Clementino, con una spontaneità tutta partenopea, ha incarnato alla perfezione lo spirito ironico e disincantato con il quale De Crescenzo descrive fatti della vita quotidiana o aneddoti letti sui giornali.

Clementino conquista Avellino

Così parlò Bellavista” è un libro il cui straordinario successo, dovuto a un incontro casuale fra De Crescenzo e Maurizio Costanzo, avrebbe permesso all’allora ingegnere di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. E all’altra grande passione, la divulgazione. Rendere concetti complessi, come le opere di Platone e Aristotele o i miti greci, estremamente semplici. Comprensibili anche a “quel popolino”, citato da Gianni Simioli in apertura di serata, nei confronti del quale De Crescenzo provava uno sconfinato rispetto e un’altrettanta sconfinata gratitudine. A chi gli chiedeva dei pochi premi vinti, il maestro rispondeva infatti che il suo più grande merito era proprio l’affetto del pubblico.

Quello stesso pubblico con il quale, Clementino, ha creato una straordinaria empatia, smuovendo emozioni. Facendo a tratti ridere.

Clementino legge De Crescenzo

“La mia prima esperienza sessuale è stata bellissima e sarebbe stata ancora più bella se fossimo stati in due”, ha recitato Clementino con, una studiata pausa a effetto, che ha strappato più di un sorriso al pubblico. Così come emozionante è stato un brano rap dedicato a una metafora con la quale De Crescenzo spiega l’amore: “Gli uomini e le donne sono angeli con un’ala sola. Possono volare solo abbracciati“.

Non è mancato un momento goliardico che ha visto il sindaco, Gianluca Festa, protagonista. Per chi ha seguito qualche evento di questo cartellone estivo, non una novità. Il primo cittadino ha intonato sul palco un brano che ha caratterizzato anche la sua campagna elettorale: “Ho sangue irpino”. In una inedita chiave rapper con l’assistenza proprio di Clementino e il direttore artistico della serata, Gianni Simioli, a incitare i presenti.

“Cos Cos Cos”

Alla fine delle letture, incitato dal pubblico, il rapper non ha rinunciato a due suoi cavalli di battaglia: “Chi vuol essere milionario”, e “Cos Cos Cos”. Intonata passando fra le file di pubblico, assiepate anche sui muretti delle aiuole di viale Italia. Non prima di aver dedicato un’improvvisazione all’Irpinia.

“Sono nato alla Malzoni”, ha rappato Clementino – “E da piccolino andavo alle giostre a Mercogliano E sono old school come ‘a castagna di Montella”. Poi ha ricordato come sua madre fosse maestra di matematica a Grottaminarda. E spiegando, in pieno stile Venditti, di non essere mai stato una cima coi numeri. Se la cavava meglio con rime e parole. E stasera anche Avellino se n’è accorta.

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