Clima, gli adulti hanno fallito. Ecco perché i giovani dicono: ora basta!

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Come mai la rivoluzione per il clima è partita dai giovani? Perché in piazza a protestare scendono sempre e solo loro? C’è bisogno dei più piccoli e inesperti per cambiare il mondo? Gli adulti da soli non ne sono capaci?

Queste sono alcune domande che sicuro vi sarete posti da quando è iniziata la protesta dei ragazzi per la tutela del pianeta. Per il secondo appuntamento della rubrica internazionaleCovering Climate Now“, proviamo a darvi una risposta.

La protesta per il clima

La ricordate la giovane svedese con le trecce bionde. Si proprio lei, Greta Thumberg, quella che ha saltato la scuola per settimane per andarsi a sedere davanti al Parlamento del suo paese. L’obiettivo? Sensibilizzare il governo e l’umanità alla tutela del pianeta. Da quel momento sono nati gruppi in molte città del mondo ispirati a lei. Tanti giovani hanno deciso di uscire di casa e unire le proprie forze contro l’inquinamento. L’unico ostacolo? Gli adulti.

Dalla scorsa estate ogni venerdì in tante città italiane e del pianeta i giovani di Fridays for Future, hanno organizzato proteste pacifiche per focalizzare, come unico obiettivo dei governi, la salvaguardia della nostra specie. Tanti risultati sono stati raggiunti in pochi mesi. Dallo stop alla plastica monouso nel 2021 alle tante dichiarazioni di emergenza climatica e così via. Come mai secondo voi abbiamo dovuto aspettare il 2019. Eppure l’emergenza inquinamento la si conosceva già da anni.

Il fallimento degli adulti

Può sembrar strano o duro da accettare ma in questo campo (e non solo) gli adulti hanno fallito. Coloro che dovrebbero dare i giusti esempi non sono stati capaci di contenere i consumi e di evitare emissioni così massicce di CO2 nell’aria. Proprio loro che oggi ci governano non sono stati in grado di preservare la ricchezza più grande che abbiamo: la natura.

La motivazione? Beh, una risposta certa non esiste. Forse la mania di potere e il businees hanno offuscato le loro menti o semplicemente l’ignoranza del problema o forse, la cosa più grave, l’indifferenza l’ha fatta da padrona. Si, quando conosci l’esistenza di una cosa ma non ti interessa, come se la questione fosse irrilevante, riferita magari a una realtà parallela. Intanto a subirne le conseguenze ora sono le future e le attuali generazioni che con le scelte del passato non c’entrano nulla. Di certo dalla pancia della mamma non potevano firmare lo stop alle emissioni o contrastare il consumismo sfrenato.

Com’è la situazione in Italia

Come tutti i paesi sviluppati, l’Italia non è un paese modello. Il nostro stivale con le risorse che ha, ad esempio, potrebbe alimentarsi solo con energie rinnovabili. Grazie al nostro settore primario, potremmo essere leader nel nell’innovazione agricola a impatto zero. Potremmo sfruttare la ricchezza dei rifiuti diventando così i maggiori riciclatori d’Europa.

Tutto questo però non avviene. Perché? Secondo voi costa troppo? Per me no. Forse è più semplice trivellare l’Adriatico come si è sempre fatto. Costruire inceneritori e sbarazzarsi della spazzatura all’istante. Finanziare opere architettoniche enormi per portare il gas nel nostro paese.

Il vero problema del mondo purtroppo è la mancanza di volontà. Perché se un soggetto, anche un semplice cittadino di un piccolo paese italiano, vuole fare qualcosa la può fare. Certo bisognerà sudare e lavorare tanto. Ma prima o poi i risultati arriveranno.

L’esempio sono i giovani che stanno protestando da tempo e pian piano stanno ottenendo i loro risultati, almeno imporre all’attenzione di tutti l’emergenza ambiente. Bisogna sempre essere testardi e seguire i propri ideali. Se vuoi cambiare qualcosa, il momento è ora, perché nulla è impossibile.

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