Cocaina spedita per posta dal Perù: arrestato un avellinese

Narcotraffico in Campania, così vendevano droga ai clan
2' di lettura

Droga, in larga parte cocaina, spedita per posta in Italia dal Perù. In manette sono finite sei persone, fra cui il 38enne avellinese Nicola Amato. Sono nove gli indagati accusati a vario titolo di detenzione illecita e vendita di sostanze stupefacenti in continuazione. Nei confronti di uno di loro è anche ipotizzato il reato di evasione continuata.

La cocaina spedita per posta

L’indagine è scattata a gennaio del 2018 quando i militari sono stati informati di un plico sequestrato nell’aeroporto di Lima, capitale del Perù. All’interno oltre 206 grammi di cocaina. Polvere bianca occultata in un pacco che conteneva bottoni e lana pregiata. Direzione Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma. Il destinatario era Gabriel Preda Catalin, una figura centrale all’interno dell’indagine.

Droga per posta dal Perù in Italia: poi qui lo spaccio

Il mittente peruviano, che non è indagato, indicava anche il numero del cellulare intestato al destinatario. Insomma, impossibile sbagliarsi. I militari sono così arrivati a Catalin, non proprio il profilo di un grande trafficante di droga. Rumeno, ufficialmente disoccupato, con vari precedenti a carico, alcuni comunque legati al piccolo spaccio. Una traccia investigativa che poi è stata ampliata grazie alle prove raccolte. A partire dall’utenza telefonica intestata a Luca Odore, di Napoli ma residente a Parma, anche lui con diversi precedenti penali a carico, alcuni per reati connessi allo spaccio di stupefacenti.

Gli investigatori hanno ricostruito legami fra i due con il colombiano Ahumada, Ayala Juan Carlos. E ricostruito un’articolata attività di spaccio che si sviluppava a Parma e dintorni. Ayal – per gli investigatori – era l’addetto a fornire la droga a un gruppo di italiani che poi la spacciavano. Ufficialmente dipendenti di una impresa di spedizione estranea all’indagine. Fra loro, oltre a Odore, anche Nicola Amato, incensurato, di Avellino ma residente a Fidenza, in provincia di Parla, così come Gennaro Rescigno.

Grazie a numerose intercettazioni e pedinamenti i carabinieri sono poi risaliti al tunisino Messaoudi Abdelbasset, tunisino, già arrestato dai carabinieri il 26 febbraio 2018 con addosso oltre 50 grammi di eroina e una piccolo quantitativo di hashish. Lui a Parma non ci poteva stare perché raggiunto da un divieto di dimora.

L’altro indagato, Vincenzo Ghezzi, avrebbe avuto contatti diretti con Ahumada Ayala Juan Carlos, suo fornitore abituale di cocaina.

Oltre mille le cessioni accertate dai carabinieri: in larga parte vendita di cocaina, eroina e hashish fra l’estate del 2017 e quella del 2018.



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