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Andare in pensione a 58 anni: differenze fra uomini e donne

Andare in pensione a 58 anni: quali sono le differenze fra gli uomini e le donne? Scopriamole insieme in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Settembre 2022

Andare in pensione a 58 anni: quali sono le differenze fra uomini e donne? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Andare in pensione a 58 anni: Opzione Donna

Andare in pensione a 58 anni avvantaggia più le donne, che gli uomini. A creare la differenza tra sessi è Opzione Donna, la misura dedicata appositamente per le lavoratrici dipendenti e autonome, ma poco sfruttata dalle stesse perché poco conveniente in termini economici.

Se da un lato, uscire dal mondo del lavoro a 58 anni con 35 anni di contributi versati (vale per le lavoratrici dipendenti, alle autonome è richiesto un anno in più di età, 59 anni) può essere particolarmente conveniente, dall’altro il ricalcolo contributivo della pensione provoca un taglio dell’importo fino al 30%.

Infatti, il sistema di calcolo contributivo non considera i periodi versati nel sistema retribuito dalla lavoratrice e li trasforma in anni contributivi. Di conseguenza, chi ha carriere particolarmente lunghe, antecedenti al 1996, si ritroverebbe con un assegno alleggerito rispetto a quello che percepirebbe accedendo alla pensione anticipata ordinaria (41 anni e 10 mesi) o alla pensione di vecchiaia (67 anni e 20 anni di contributi).

Inoltre, Opzione Donna prevede una finestra mobile di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le lavoratrici autonome. Nel 2022, la misura è accessibile alle lavoratrici che hanno perfezionato i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2021.

Scopri la pagina dedicata a tutti i modi per andare in pensione in anticipo.

Come spiegato in questo articolo di The Wam.net, Opzione Donna potrebbe essere prorogata e resa strutturale dal Governo Meloni, considerate le difficoltà nell’affrontare, nell’immediato, il discorso Quota 41 per tutti e per evitare la sparizione di misure cuscinetto tra la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata ordinaria introdotta dalla Legge Fornero (stesso discorso per Quota 102 e per l’Ape Sociale).

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Andare in pensione a 58 anni: novità per gli uomini?

Opzione Donna, dunque, è la discriminante principale che consente alle donne di andare in pensione a 58 anni rispetto agli uomini costretti, invece, a lavorare ancora qualche anno.

In teoria, c’è chi vorrebbe estendere il regime contributivo sperimentale di Opzione Donna anche agli uomini. Una sorta di equiparazione di trattamento, che permetterebbe agli uomini di uscire dal mondo del lavoro a 58 anni.

Ovviamente, come Opzione Donna, anche l’eventuale misura dedicata esclusivamente agli uomini verrebbe inserita nel contesto di calcolo interamente contributivo, penalizzando il lavoratore che ha maturato diversi anni di contributi prima del 1996, con un taglio dell’assegno fino al 30%.

Andare in pensione a 58 anni: pensione di vecchiaia anticipata per invalidità

Ma non c’è solo Opzione Donna a provocare una differenza sostanziale di trattamento tra gli uomini e le donne. Ad esempio, la pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile permette alle donne di andare in pensione a 56 anni e agli uomini di accedervi a 61 anni.

La misura è collegata alla maturazione di almeno 20 anni di contributi e al possesso di un’invalidità pensionabile all’80%: a parità di condizioni contributiva e invalidante, agli uomini è concessa con 5 anni in più di età.

Andare in pensione a 58 anni
Andare in pensione a 58 anni: differenze.

Andare in pensione a 58 anni: pensione anticipata e Quota 41 precoci

Per quanto riguarda la pensione anticipata ordinaria, la discriminante è l’anno in meno di contributi richiesto alle donne per accedere alla misura: 41 anni e 10 mesi per le donne, 42 anni e 10 mesi richiesti agli uomini.

Uscire a 58 anni dal mondo del lavoro con la pensione anticipata ordinaria, significa aver iniziato a lavorare intorno ai 16 anni (vale per le donne) e verso i 15 anni di età per gli uomini. Una soluzione piuttosto insolita e remota.

Non c’è differenza, invece, per accedere a Quota 41 per lavoratori precoci. La misura consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro con un’anzianità contributiva di 41 anni (vale per gli uomini, quanto per le donne) di cui almeno un anno versato prima del compimento dei 19 anni.

Iniziando a lavorare a 17 anni (il limite anagrafico per le assunzioni, in Italia, è 16 anni), possedendo 41 anni di contributi, a 58 anni è possibile accedere a Quota 41 per lavoratori precoci.

Attenzione, però, la misura può essere sfruttata soltanto da alcune categorie di lavoratori o di lavoratrici: parliamo dei caregiver che da almeno 6 mesi assistono il coniuge o un familiare con disabilità grave fino al secondo grado di parentela, agli invalidi o invalide con una percentuale pari o superiore al 74% e ai lavoratori o alle lavoratrici impiegati in mansioni gravose, usuranti o in orari notturni.

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