Pensione a 61 anni nel 2023: chi potrà andarci e chi no

Pensione a 61 anni: chi può andarci nel 2023? Ecco quali categorie di lavoratori possono accedere alla pensione anticipata il prossimo anno.

5' di lettura

Pensione a 61 anni nel 2023: chi potrà andarci e chi no? Vediamolo insieme in questo articolo (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Prima di leggere questo approfondimento, dai un’occhiata agli aumenti delle pensioni previste per ottobre 2022.

INDICE:

Pensione a 61 anni nel 2023: chi può andarci?

Chi può andare in pensione a 61 anni nel 2023? C’è una categoria di lavoratori che può uscire in anticipo dal mondo del lavoro, una volta compiuti 61 anni, rispettando requisiti contributivi.

Parliamo degli addetti ai lavori usuranti e notturni: i dipendenti possono accedere a questa pensione con 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi versati, fruendo di Quota 97,6 (somma di età più contributi).

I lavoratori autonomi, invece, possono accedervi a 62 anni e 7 mesi di età, sempre con 35 anni di contributi, sfruttando Quota 98,6.

Questa particolare opzione previdenziale fa parte dell’elenco di pensioni anticipate che comprende anche la pensione anticipata ordinaria, Quota 102, l’Ape Sociale, Opzione Donna e Quota 41 per lavoratori precoci.

Scopri la pagina dedicata a tutti i modi per andare in pensione in anticipo.

La pensione a 61 anni può essere richiesta anche dai lavoratori a turni in orari notturni. Ma non vale per tutti. Possono accedervi i lavoratori che effettuano turni di notte per 78 o più giorni all’anno. Anche per loro è possibile andare in pensione con 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.

Ma se i turni sono compresi tra 64 e 71 giorni all’anno, la pensione si raggiunge soltanto al compimento dei 63 anni e 7 mesi (dipendenti) o 64 anni e 7 mesi (autonomi).

Ricapitolando, in pensione a 61 anni nel 2023 possono andarci:

  • i lavoratori impiegati in mansioni gravose, se dipendenti;
  • i lavoratori impegnati in turni di notte (almeno 78 giorni all’anno).  

Ma quali sono le professioni ritenute usuranti dall’ordinamento previdenziale italiano? Ne parliamo nei prossimi paragrafi.

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Pensione a 61 anni: quali sono i lavori usuranti?

Prima di andare a vedere quali sono i lavori usuranti che permettono di andare in pensione a 61 anni nel 2023, scopri quanto si prende di pensione con:

I lavori usuranti che permettono di andare in pensione a 61 anni nel 2023, sono i seguenti:

  • lavori in galleria, cava o miniera: mansioni svolte in sotterraneo con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori nelle cave: mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;
  • lavori nelle gallerie: mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di 2 fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale;
  • lavorazione del vetro cavo: mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio;
  • lavori espletati in spazi ristretti: con carattere di prevalenza e continuità ed in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte continuativamente all’interno di spazi ristretti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture;
  • lavori di asportazione dell’amianto: mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità.

Pensione a 61 anni: come accedervi e domanda

Per accedere alla pensione anticipata per lavori usuranti è necessario aver svolto una di queste professioni per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa oppure per almeno la metà della vita lavorativa. Nel conteggio degli anni non si rilevano, però, i periodi coperti da contribuzione figurativa.

Chi matura i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2023 ha potuto presentare domanda per la pensione a 61 anni per lavoratori usuranti entro il 1° maggio 2022 oppure entro tre mesi da questa scadenza (1° agosto).

La domanda per la pensione va inviata all’INPS telematicamente, attraverso la compilazione del modulo AP45, allegando alla richiesta la documentazione prevista. L’ente valuterà la sussistenza dei requisiti del richiedente e accoglierà o rigetterà la domanda di pensione.

In caso di rigetto, il richiedente dovrà fornire una nuova documentazione, più dettagliata ed esaustiva. In caso di esito positivo, l’INPS comunicherà al richiedente la data di decorrenza della pensione a 61 anni per lavori usuranti.

Pensione a 61 anni: altre possibilità di uscita

Un’altra possibilità per andare in pensione a 61 anni nel 2023 è data da Quota 41 per lavoratori precoci. Questa opzione permette di uscire dal mondo del lavoro una volta maturati 41 anni di contributi, di cui almeno uno versato prima del compimento dei 19 anni.

La possibilità è aperta:

  • alle persone disabili con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%;
  • a chi svolge lavori gravosi (per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni di vita o per 7 anni negli ultimi 10 anni);
  • ai disoccupati senza ammortizzatori sociali;
  • ai lavoratori che assistono familiari di primo e secondo grado con gravi disabilità.

Un’altra via di uscita anticipata è rappresentata da Opzione Donna: con 35 anni di contributi maturati, al compimento dei 58 anni (dipendenti) o 59 anni (autonome) si può accedere a questa opzione previdenziale pensata esclusivamente per le donne.

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