Come annullare un finanziamento e non pagare più le rate

Come annullare un finanziamento e non pagare più le rate: una situazione che capita molto spesso, in alcuni casi è possibile, in altri meno. La procedura ha maggiori possibilità di successo se il finanziamento era mirato all'acquisto di un determinato bene o servizio. Con la conciliazione i tempi si accorciano molto, massimo 90 giorni.

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Sarà capitato a molti di chiedere un prestito per acquistare un oggetto, fare una vacanza, comprare un’auto e poi fare marcia indietro per un qualsiasi motivo. A quel punto la domanda è stata: come annullare un finanziamento?

Le richieste di annullamento sono numerose. Ma quali sono le strade evitare di continuare a pagare rate per qualcosa che non si vuole più o che non siamo più in grado di pagare o che si è rivelato essere diverso da quello che avevamo acquistato o ancora che non abbiamo potuto usufruirne perché nel frattempo l’azienda produttrice è fallita?

L’argomento non è semplice. Anche perché capita spesso che chi ha erogato il finanziamento non ha legami con la società che ha venduto l’auto o il viaggio o qualsiasi altra cosa.

Prima una premessa.

Come annullare un finanziamento? Due tipi di prestito

I prestiti possono essere di due tipi.

  • Il primo. Il finanziamento viene erogato per acquistare un bene preciso o un servizio. E in questo caso l’oggetto da comprare viene indicato nel contratto di prestito che si stipula con la banca o la finanziaria. Può accadere con maggiore facilità quando la finanziaria ha sede nel negozio stesso dove abbiamo acquistato il bene (come succede nelle grandi catene di prodotti elettronici).
  • Il secondo. Oppure l’acquirente si rivolge da solo a una banca o a una finanziaria e in quel caso riceve il denaro senza che ci sia bisogno di specificare le ragioni del prestito.

È facile intuire che nel primo caso (mutuo di scopo), il collegamento tra il prestito e il contratto di vendita sia chiaro. Ovvero: quel finanziamento è stato accesso con l’unica motivazione di fare proprio quell’acquisto.

In questo caso è più semplice annullare un finanziamento. Il consumatore potrà chiedere l’annullamento direttamente alla finanziaria in modo pacifico. In caso contrario basterà rivolgersi a un giudice che in genere impone anche la restituzione degli importi già versati.

Nel secondo caso, quando cioè il collegamento tra la richiesta di prestito e l’oggetto o il servizio acquistato non c’è, tutto si complica. Anzi, possiamo dire che non è possibile chiedere di annullare il finanziamento in caso di inadempimento del venditore, perché tra chi ha erogato il prestito e il venditore, appunto, non esiste nessun legame.

Come annullare un finanziamento: la conciliazione

Ci sono comunque altre strade per annullare un finanziamento. Potrebbe essere utile rivolgersi alla conciliazione Assofin per trovare (in particolare nel primo caso, il mutuo di scopo), una soluzione bonaria del contenzioso.

Che cos’è la conciliazione paritetica Assofin?

Si tratta di una procedura che sana in via stragiudiziale (quindi evita procedimenti davanti a un giudice), controversie tra consumatori e intermediari (banche o finanziarie).

In particolare Assofin interviene su questioni che riguardano:

  • prestiti personali
  • prestiti finalizzati
  • carte di credito
  • finanziamenti con la cessione del quinto dello stipendio

Come annullare un finanziamento: procedura breve

Questa procedura per annullare un finanziamento può essere attivata solo dopo che è stato inviato un reclamo alla banca o alla società che ha erogato il prestito e non sia arrivata nessuna risposta o se quella risposta è stata ritenuta dal consumatore parziale e insoddisfacente.

L’iter per annullare un finanziamento non può durare più di 90 giorni, è gratuita e non richiede l’assistenza di un legale. Il consumatore può recedere in qualsiasi momento.

La procedura è a gestione paritaria. Ossia: la commissione di conciliazione che tenta di risolvere la controversia è composta da un rappresentante dell’Associazione dei Consumatori, che fa le veci di un cliente, e un rappresentante dell’intermediario (banca o finanziaria) coinvolto

Qualora si raggiungesse un accordo transattivo, la Assofin lo sottoporrà al cliente che può accettarlo o rifiutarlo e, nel caso, rivolgersi al giudice o all’Arbitro Bancario Finanziario.

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