Come aumentare la pensione spendendo il giusto

Come aumentare la pensione spendendo il giusto? Ecco le varie soluzioni per incrementare l'importo degli assegni già liquidati o futuri e i costi da affrontare.

8' di lettura

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INDICE:

Come aumentare la pensione: differenze

Prima di chiarire come aumentare la pensione, è necessario spiegare che possiamo riferirci sia alla pensione già liquidata dall’INPS, sia a quella futura.

Gli importi di entrambe le pensioni possono essere migliorati, spendendo il giusto, pianificando la strategia migliore per evitare salassi e assicurarsi un assegno adeguato alle vostre esigenze.

Il primo consiglio che sentiamo di darvi è di muovervi in anticipo: prima si inizia a pianificare come aumentare la pensione e migliori saranno i risultati. In ogni caso anche interventi “in ritardo” potrebbero consentirvi di migliorare l’importo delle vostre pensioni.

Come aumentare la pensione è una delle domande poste dai lavoratori prossimi alla pensione o dai pensionati alle prese con assegni ridotti all’osso, con importi inferiori alle aspettative e non consoni alle esigenze e alle spese da affrontare quotidianamente.

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Ad oggi, circa il 70% delle pensioni ha un importo inferiore ai 1.000 euro: una cifra insufficiente, che non permette al pensionato di vivere serenamente, considerati il caro-prezzi, l’aumento dei costi dell’energia e la forte inflazione che ha colpito il nostro Paese.

Inoltre, a contribuire al rapido ridimensionamento del valore della pensione ci ha pensato il passaggio dal sistema di calcolo retributivo al sistema di calcolo contributivo, che danneggia soprattutto chi ha iniziato a lavorare dal 1996.

Secondo gli studi del Censis-Confcooperative, si ipotizza che chi andrà in pensione nel 2050 riceverà un assegno di importo leggermente inferiore al 70% dell’ultima retribuzione percepita: circa 700 euro netti di pensione, a fronte di 1.000 euro di stipendio.

Entrano, dunque, in gioco diverse possibilità per aumentare l’importo della pensione, che vi elencheremo nei prossimi paragrafi.

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Come aumentare la pensione: ricongiunzione, cumulo e riscatto contributi

La prima possibilità per aumentare l’importo della pensione futura è data dalla ricongiunzione dei contributi. Questo strumento viene in soccorso ai lavoratori che hanno posizioni assicurative in gestioni previdenziali differenti.

Con la ricongiunzione dei contributi è possibile trasferire e riunire tutti i contributi versati in un’unica gestione, ottenendo, quindi, una sola pensione, il più delle volte, di importo maggiore.

La domanda va presentata dall’interessato e riguarda tutti i periodi coperti da contribuzione, versati in almeno due casse previdenziali. Ai fini della ricongiunzione è necessario che questi requisiti non siano già stati liquidati per accedere a una pensione.

La ricongiunzione, però, ha un costo quantificabile nel 50% della differenza tra l’onere di ricongiunzione e l’ammontare dei contributi trasferiti, con interessi annui del 4,5%. L’importo totale varia in base agli di contributi da spostare, ma rimane uno strumento particolarmente vantaggioso per il lavoratore.

L’alternativa è il cumulo dei contributi, uno strumento gratuito con il quale si possono riunire i contributi versati in casse differenti, comprese quelle dei liberi professionisti, in un’unica gestione.

La differenza tra il cumulo e la ricongiunzione dei contributi, è che il cumulo prevede che ogni gestione paghi la propria quota indipendentemente. Di conseguenza, a differenza della ricongiunzione, con il cumulo difficilmente si percepirà una pensione di importo più alto.

Ma anche il cumulo ha un suo vantaggio: se i contributi versati in una delle casse dovessero essere insufficienti a far maturare il diritto alla pensione o a una pensione supplementare, con il cumulo si eviterebbe la perdita dei requisiti e la conseguente maturazione di una pensione di importo più basso del previsto.

Un’altra ipotesi per come aumentare la pensione è il riscatto dei contributi. Mettiamo il caso che alcuni anni lavorati non sono stati coperti dal versamento dei contributi oppure ci sono periodi per i quali i contributi non sono stati versati.

Versandoli volontariamente, il lavoratore futuro pensionato potrà maturare in anticipo i requisiti per accedere alla pensione e aumentare l’importo del suo assegno.

I periodi che possono essere riscattati sono i seguenti:

  • disoccupazione;
  • aspettativa;
  • part-time;
  • lavoro all’estero;
  • astensione per maternità;
  • i periodi compresi tra un lavoro stagionale e un altro;
  • servizio civile;
  • formazione professionale, studio e ricerca (riscatto della laurea).

Se, invece, il vostro datore di lavoro non vi ha versato i contributi, è possibile versarli autonomamente attraverso la costituzione della rendita vitalizia.

Anche il riscatto dei contributi ha un costo che può variare in base al regime contributivo nel quale si è inquadrati. Se il sistema di calcolo è il retributivo, la quota da pagare è definita riserva matematica e tiene conto di diversi fattori, come il sesso, l’età e la retribuzione.

Se, invece, il sistema di calcolo è il contributivo, l’operazione è più semplice e potrebbe portare al versamento di poco più di 6.500 euro a fronte di 20.000 euro di retribuzione percepita. In ogni caso leggi questo approfondimento per saperne di più su modalità e costi.

Come aumentare la pensione: contributi volontari e figurativi

Un altro capitolo interessante lo fornisce il versamento volontario dei contributi, che arriva in soccorso dei lavoratori che hanno perso il lavoro o che non riescono ad accedere a una delle opzioni previdenziali per lo scarso numero di anni di contributi versati.

Facendosi carico dei costi previsti (attenzione, però, si rischia un investimento molto elevato, che potrete osservare in questo approfondimento), il lavoratore può versare volontariamente i contributi e aggiungerli al montante contributivo, costruendo e aumentando l’importo della pensione futura. È una soluzione economicamente molto pesante.

Ma l’importo della pensione può essere aumentato anche accreditando contributi figurativi.

Alcuni periodi lavorativi, anche se non si è servizio, consentono di maturare contributi figurativi, solitamente accreditati d’ufficio o tramite domanda d’accredito (la richiesta è gratuita).

I periodi coperti da contribuzione figurativa sono i seguenti:

  • servizio militare;
  • malattia e infortunio;
  • maternità e congedi parentali;
  • persecuzione;
  • licenziamento politico;
  • funzioni pubbliche;
  • tubercolosi;
  • disoccupazione ordinaria;
  • cassa integrazione;
  • contratti di solidarietà;
  • mobilità.

Come aumentare la pensione: pensione supplementare e complementare

Negli ultimi anni stanno prendendo quota le adesioni alla pensione supplementare e alla pensione complementare.

La pensione supplementare copre la falla causata dal mancato cumulo o dalla mancata ricongiunzione dei contributi in un’unica cassa.

Questo accade quando il lavoratore non versa abbastanza anni di contributi per ricevere la pensione dall’una o dall’altra cassa. In questo caso l’INPS riconosce al lavoratore una pensione supplementare da aggiungere a quella ordinaria.

La pensione supplementare è diversa dal supplemento di pensione che, invece, viene riconosciuto al pensionato che riprende a lavorare dopo essere andato in pensione. Dopo 5 anni dalla data di decorrenza della pensione (2 anni se si accede alla pensione di vecchiaia) il pensionato può richiedere al supplemento di pensione calcolato in base ai contributi versati dopo aver avuto accesso alla pensione.

La pensione complementare, invece, è un assegno che integra la pensione ordinaria del pensionato che, durante la vita lavorativa, ha versato contributi integrativi a un fondo privato o ha versato l’intero TFR a un fondo di previdenza complementare.

Come aumentare la pensione
Come aumentare la pensione spendendo il giusto?

Come aumentare la pensione: Pensione di Cittadinanza

In precedenza vi abbiamo elencato tutte le modalità per aumentare l’importo della vostra pensione futura. Ora concentriamoci su come aumentare la pensione già erogata.

La prima ipotesi è fornita dalla Pensione di Cittadinanza, che viene erogata ai nuclei familiari composti interamente da persone con età pari o superiore ai 67 anni o ai nuclei familiari composti da una persona con età pari o superiore ai 67 anni e da altre persone affette da disabilità.

Per poter accedere alla Pensione di Cittadinanza, oltre al requisito anagrafico è necessario anche possedere:

  • ISEE inferiore a 9.360,00€;
  • reddito familiare, in cui è compresa la pensione eventualmente percepita, inferiore a 7.560€, oppure a 9.360,00€ qualora il nucleo familiare viva in affitto. Il limite aumenta per i nuclei numerosi, tramite l’applicazione del cosiddetto parametro di scala di equivalenza.

La Pensione di Cittadinanza può essere, quindi, erogata a un pensionato over 67 che riceve una pensione di 500 euro al mese (6.000 euro l’anno). Il sussidio consentirà al pensionato di integrare il proprio assegno di circa 130 euro al mese (1.560 euro l’anno), per 12 mensilità.

Come aumentare la pensione: maggiorazioni e detrazioni

I pensionati con assegni di importo basso hanno diritto anche alle maggiorazioni previste dal nostro ordinamento.

Parliamo di integrazione al minimo della pensione, che consente all’assegno previdenziale di raggiungere l’importo della pensione minima; delle maggiorazioni sociali, come l’incremento al milione e del bonus quattordicesima.

L’ultima modalità per come aumentare la pensione è prestare attenzione alle detrazioni percepite sulla pensione. Il controllo può essere effettuato accedendo al sito MyInps con una delle credenziali in vostro possesso.

Cliccando alla voce “Detrazioni fiscali, domanda e gestione”, potrete verificare se avrete diritto alle detrazioni richieste.

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