Calcolare la tredicesima in busta paga: esempi (2022)

Calcolare la tredicesima in busta paga: quanto spetta e quali fattori considerare per il calcolo? Ecco alcuni pratici esempi.

4' di lettura

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Indice

Come calcolare la tredicesima in busta paga? Esempi

La tredicesima è in arrivo a dicembre. La cosiddetta “gratifica natalizia” farà contenti lavoratori dipendenti e pensionati alle prese con i rincari, i costi per l’energia e le troppe spese da affrontare. Un toccasana per chi fa fatica ad arrivare a fine mese.

La tredicesima è la mensilità aggiuntiva che spetta di diritto ai lavoratori: ma come calcolare la tredicesima in busta paga?

L’importo della mensilità aggiuntiva è legato alla retribuzione lorda in busta paga, calcolato sulla base dei mesi lavorati durante l’anno. In ogni caso, l’importo della tredicesima non è pari allo stipendio mensile, in quanto sulla mensilità aggiuntiva vanno sottratti i contributi previdenziali e fiscali.

Come calcolare la tredicesima in busta paga? Prima di tutto dobbiamo avere a disposizione questi fattori:

  • Retribuzione lorda mensile;
  • Retribuzione lorda annuale;
  • Mensilità lavorate nell’anno;
  • Indennità di contingenza;
  • Scatti di anzianità;
  • EDR (Elemento Distinto della Retribuzione);
  • Trattamento di vacanza Contrattuale;
  • Terzi elementi;
  • Indennità mansione svolta.

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Per calcolare la tredicesima è necessario utilizzare questa formula:

  • retribuzione lorda mensile x numero di mesi lavorati / 12 mesi.

Prendiamo come esempio un lavoratore che ha lavorato 9 mesi nel corso dell’anno, con una retribuzione lorda mensile di 1.600 euro. Dobbiamo moltiplicare 1.600 euro per il numero di mesi lavorati, quindi 9 e avremo un importo di 14.400 euro. Questo valore va diviso per i 12 mesi dell’anno, per un totale di 1.200 euro lordi di tredicesima.

A questo importo (1.200 euro) vanno sottratte le ritenute fiscali e previdenziali. Di conseguenza, il valore della tredicesima mensilità, di norma, è sempre inferiore allo stipendio mensile. Lo stesso vale anche per chi ha lavorato tutto l’anno.

Attenzione, però: il mese di lavoro per il calcolo della tredicesima viene considerato soltanto quando si è lavorato per almeno 15 giorni. In caso contrario, il mese non verrà considerato nel computo della tredicesima.

Ad esempio, se su 9 mesi lavorati, 3 di questi non raggiungono i 15 giorni di impiego, la tredicesima andrà calcolata solo su 6 mesi effettivi.

Quindi, 1.600 euro di retribuzione lorda al mese moltiplicato per 6 mesi lavorati dà come importo 9.600 euro che, diviso per 12 mesi, dà come totale 800 euro lordi di tredicesima.

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Calcolare la tredicesima in busta paga: come funziona con i giorni di assenza?

Ma come calcolare la tredicesima in busta paga se si è usufruito di periodi di malattia, infortunio o ci si è assentati dal lavoro? I giorni non lavorati rientrano nel conteggio e si ha diritto comunque alla tredicesima?

La risposta è affermativa: si ha diritto alla tredicesima anche in caso di assenze per:

  • Ferie;
  • malattia;
  • infortunio;
  • maternità;
  • congedo Matrimoniale;
  • cassa Integrazione;
  • riposo giornaliero per allattamento.

Invece, la tredicesima non si calcola su lavoro straordinario (anche notturno), indennità per ferie non godute o aspettativa.

Calcolare la tredicesima in busta paga
Calcolare la tredicesima in busta paga: esempi.

Calcolare la tredicesima in busta paga: a chi spetta la “gratifica natalizia”?

Come detto in apertura, la tredicesima spetta ai lavoratori dipendenti con contratto di lavoro subordinato, anche part-time. La mensilità aggiuntiva tocca anche ai lavoratori domestici, oltre che ai pensionati.

Invece ai lavoratori parasubordinati e ai collaboratori, la tredicesima non spetta di diritto.

Quando viene pagata la tredicesima? Ai lavoratori dipendenti statali arriva lo stesso giorno in cui viene pagato lo stipendio di dicembre.

A tutti gli altri lavoratori dipendenti, la tredicesima mensilità arriva, orientativamente, la settimana che precede le festività natalizie, da qui il termine “gratifica natalizia”.

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