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Come cambiano i bonus casa nel 2023

La Manovra al vaglio del governo in queste ore apporta delle modifiche ai vari aiuti previsti. Scopriamo come cambiano i bonus casa nel 2023.

di Valerio Pisaniello

Novembre 2022

Secondo i dati forniti da Censis ed Enea il Superbonus ha generato un valore di almeno 115 miliardi di euro e 900mila posti di lavoro in più. Con la Manovra – al vaglio dal governo Meloni – ci saranno dei cambiamenti. Vediamo come cambiano i bonus casa nel 2023. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unicoLeggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Come cambiano i bonus casa nel 2023: quali saranno prorogati? 

Dopo un biennio ricco di bonus, incentivi e detrazioni per ristrutturare immobili privati e condomini, cosa ci aspetta nel 2023 e nel 2024? Quali bonus saranno prorogati e quali, invece, cancellati in via definitiva o modificati? Il nuovo governo guidato dalla coalizione di centrodestra ha annunciato diverse novità che andranno a confluire nella prossima Legge di Bilancio.

La più importante riguarda il destino del Superbonus 110%, confermato anche per l’anno a venire con delle variazioni: la principale è l’abbassamento della soglia che dovrebbe passare dal 110 al 90% e il possibile tetto Isee per i possessori di villette.

Restano in vigore, salvo diversa disposizione, il bonus ristrutturazioni 50%, le detrazioni su mobili e grandi elettrodomestici, il bonus barriere architettoniche (seppur in maniera ridotta), le agevolazioni per l’efficientamento energetico degli edifici e per l’adeguamento sismicoAddio invece al bonus facciate, in scadenza il 31 dicembre 2022.

Vediamo elencate le novità del biennio su come cambiano i bonus casa nel 2023.

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Come cambiano i bonus casa nel 2023: Superbonus, dal 110 al 90%? 

Come cambiano i bonus casa nel 2023? Tra le varie agevolazioni fiscali, il Superbonus 110% è la misura più controversa e discussa. Nel primo consiglio dei Ministri del governo Meloni, in data 4 novembre 2022, si è avuta la conferma della sua proroga anche nel 2023, ci saranno però regole più stringenti.

Per quanto riguarda i condomini, l’aliquota dovrebbe passare al 90% a partire dal 1° gennaio del nuovo anno, percentuale da confermare nella Manovra Finanzia.

Come cambiano i bonus casa nel 2023: bonus ristrutturazioni al 50% fino al 2024

Salvo il bonus ristrutturazioni edilizie che consente di recuperare con credito d’imposta o sconto in fattura il 50% della spesa per lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria, restauro, ristrutturazioni, realizzazione di box auto, l’installazione impianti fotovoltaici, di grate a finestre o videocamere.

L’Agenzia delle Entrate, in uno dei suoi ultimi interventi, ha garantito l’agevolazione anche ai lavori che inizieranno dopo il 1° gennaio 2023 e il nuovo esecutivo, per ora, non ha smentito.
I richiedenti possono ripartire la detrazione in 10 anni in rate di pari importo fino alla spesa massima di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

La misura proseguirà anche dopo il 2024 ma nella misura del 36% con tetto massimo fissato a 48mila euro, salvo ulteriori proroghe o modifiche.

Ne possono beneficiare coloro che acquistano mobili o grandi elettrodomestici entro la fine del 2024 purché siano di classe energetica elevata (non inferiore ad A per i forni, a E per lavatrice, asciugatrice e asciugatrice, F per i frigoriferi).

Il bonus è particolarmente vantaggioso perché si applica a prescindere dall’importo complessivo delle ristrutturazioni e ha validità anche su diverse unità immobiliari dello stesso richiedente.

Come cambiano i bonus casa nel 2023: bonus barriere architettoniche

Le agevolazioni fiscali per l’eliminazione delle barriere architettoniche trovano conferma nel 2023, ma l’aliquota scende dal 75% al 50%. Si applica a tutti i lavori destinati ad agevolare i portatori di handicap, per esempio la realizzazione di rampe in condominio, ascensori esterni e montacarichi.

Come cambiano i bonus casa nel 2023: Ecobonus e Sismabonus

Confermate le agevolazioni per chi esegue lavori di efficientamento energetico su edifici esistenti – Ecobonus – nella misura del 65% fino al 31 dicembre 2024.
Stessa data per il Sismabonus, destinato ad interventi di ripristino, rinforzo o sostituzione di elementi strutturali dell’edificio.

Queste le percentuali detraibili:

La detrazione spetta su un tetto massimo di 96.000 euro da ripartire in 5 quote annuali di pari importo.

Come cambiano i bonus casa nel 2023: le statistiche 

Come cambiano i bonus casa nel 2023? “I dati diffusi oggi dal Censis, gli ultimi in ordine di tempo, ci dicono che il Superbonus 110% ha un indiscutibile effetto benefico sul sistema economico: +900mila posti di lavoro; il 70% del costo di investimento che rientra in termini di gettito; un valore generato sul sistema economico per 115 miliardi, più del doppio dell’ammontare degli investimenti attualmente ammessi a detrazione”. È quanto afferma in una nota i deputati e i senatori del M5S nelle commissioni Bilancio e finanze di Camera e Senato citando un focus di Censis ed Enea sul Superbonus.

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come cambiano i bonus casa nel 2023

Come cambiano i bonus casa nel 2023: le reazioni 

“Questi numeri – aggiungono dal M5S a proposito del Superbonus -, che confermano risultati analoghi precedentemente diffusi da Nomisma, Cresme e Ance, smentiscono clamorosamente, e una volta di più, la narrazione disfattista, e non vorremmo credere ideologica, del presidente del consiglio Meloni e del ministro dell’economia Giorgetti, secondo i quali la misura avrebbe un costo eccessivo rispetto a quanto impatta sul sistema”.

“L’Esecutivo, pertanto, prenda atto di questa situazione – scrivono ancora i parlamentari M5S -, si attivi per fare chiarezza sulle entrate prodotte dall’agevolazione e rinunci, finché è in tempo, a cambiare le carte in tavola del Superbonus, inficiando l’affidamento e le aspettative di famiglie e imprese. E soprattutto, sulla scia di questi dati, accetti immediatamente il confronto per valutare tutte le proposte, tra cui quelle del M5S, per sbloccare definitivamente la circolazione del crediti fiscali, vero polmone della misura”.

“Censis ed Enea smentiscono Meloni e Giorgetti sugli effetti del Superbonus: non ha creato buchi di bilancio ma si è rivelato uno strumento che ha portato benefici nei campi economico, sociale e ambientale” afferma, invece, il capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani, commentando i dati resi noti oggi dagli istituti di ricerca che certificano come per il periodo compreso tra agosto 2020 e ottobre 2022 i 55 miliardi di euro stanziati dalla misura abbiano attivato un valore di produzione complessivo di 115 miliardi di euro.

“È necessaria una riforma organica sui bonus edilizi – dichiara l’esponente dem – che assicuri la crescita del comparto e garantisca gli investimenti di famiglie e imprese, integrando benefici fiscali edilizi con appositi benefit per promuovere l’autoproduzione energetica degli immobili. Il Partito democratico sta lavorando ad una proposta concreta in questa direzione”.

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