Come chiedere in anticipo il Tfr

Come chiedere in anticipo il Tfr se si ha una necessità economica: le regole, i limiti e quanto di può chiedere. L'anticipo è possibile solo per i dipendenti privati che rientrano in determinati requisiti. Vediamo quali sono e come si presenta la domanda al datore di lavoro. Il modulo.

6' di lettura

Come chiedere in anticipo il Tfr: quali sono i requisiti, le condizioni e fino a quanto si può chiedere. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Come sapete il trattamento di fine rapporto (Tfr) è una retribuzione differita che viene accantonata ogni anno dal lavoratore. Molto spesso viene erogata quando si conclude il rapporto di lavoro. Ma in determinate condizioni è possibile chiedere un anticipo di quella somma.

Può accadere quando si ha un urgente bisogno di liquidità e il dipendente non può o non vuole ricorrere a prestiti. La soluzione potrebbe essere quella di richiedere l’anticipo della liquidazione. Bisogna però rispettare determinate regole.

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Come chiedere in anticipo il Tfr: solo privati

Questa prerogativa, l’anticipo del Tfr, è possibile solo per i lavoratori privati, è quindi preclusa per chi è impegnato con il settore pubblico. I dipendenti pubblici hanno la possibilità, una volta concluso il rapporto di lavoro, di chiedere il trattamento di fine servizio in anticipo, rispetto ai tempi che sono previsti dall’Inps ( molto lunghi), sottoscrivendo un accordo con una banca. In questo caso dovranno rimetterci gli interessi.

Sulla questione tfr si articolano molti dubbi. In un articolo rispondiamo alla domanda: «È possibile rateizzare il tfr?». Vediamo anche come funziona il Tfr con il congedo straordinario 104. E come avere pensioni più ricche con il tfr e la flessibilità in uscita. Per chi volesse saperlo abbiamo anche trattato la questione del tfr per badanti e colf: come si calcola?

Ma torniamo ai dipendenti privati che possono chiedere un anticipo del Tfr anche mentre stanno continuando l’attività lavorativa.

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Possono chiederlo tutti, ma a condizione che siano trascorsi almeno 8 anni dal giorno dell’assunzione.

Come chiedere in anticipo il Tfr: requisiti

I dettagli su come funziona questa richiesta, quali sono i requisiti e i limiti per i lavoratori sono stati inseriti nell’articolo 2120 del Codice civile, ai commi 6 e 11. Vediamo quali sono le condizioni:

  • come accennato, aver maturato almeno 8 anni di lavoro presso la stessa azienda;
  • l’anticipo non può superare il 70% della cifra che spetta alla data di presentazione della richiesta;
  • l’anticipo deve essere contenuto nel limite del 10% degli aventi diritto e comunque non può superare il 4% del numero complessivo di dipendenti;
  • l’anticipo del Tfr può essere richiesto solo una volta nel corso del rapporto di lavoro.

Come chiedere in anticipo il Tfr: motivazioni

Questi, diciamo, sono i presupposti formali per poter chiedere l’anticipo del Tfr. Ma la legge ha disposto anche altri casi particolari nei quali un dipendente può chiedere prima la liquidazione. Soprattutto quando il lavoratore deve affrontare delle spese che sono improvvise e inderogabili. Quando accade, però, il dipendente deve giustificare la sua richiesta. Questi sono i casi previsti dalla legge:

  • per sostenere spese mediche per terapie o interventi straordinari (serve la certificazione e il riconoscimento di strutture pubbliche);
  • per acquistare la prima casa, per sé o per i figli (serve un atto notarile);
  • per sostenere delle spese da affrontare nei periodi in cui si fruisce dei congedi parentali o per la formazione del lavoratore.

Non è tutto, perché ci sono diversi contratti nazionali di lavoro che possono prevedere l’anticipo del Tfr anche per motivazioni che non sono state incluse nel codice civile.

Come chiedere in anticipo il Tfr: ristrutturazione casa

A proposito di casa, ma è possibile chiedere l’anticipo del tfr per effettuare dei lavori di ristrutturazione nella propria abitazione? Nel codice questa eventualità non viene contemplata, ma è anche vero che è il datore di lavoro a decidere se erogare l’importo al suo dipendente.

La questione è stata affrontata in diverse controversie giudiziarie. E le ultime sentenze si sono trovate concordi nel concedere l’anticipo del tfr per la ristrutturazione della prima casa (propria o dei un figlio), ma solo se l’intervento è indispensabile per rendere abitabile l’edificio.

Non vengono quindi considerati urgenti (e quindi degni dell’anticipo del tfr) lavori che sono di semplice manutenzione, ampliamento o con finalità puramente estetiche dello stabile.

Questo significa che quando si chiede l’anticipo del tfr per interventi di ristrutturazione di una abitazione sarà necessario motivare con precisione e una adeguata documentazione le motivazioni dell’intervento.

Resta comunque scontato che l’ultima parola sulla concessione o meno del tfr al dipendente spetta comunque al datore di lavoro.

Come chiedere in anticipo il Tfr: chi non può

Vediamo chi non può richiedere l’anticipo del Tfr:

  • come detto i dipendenti pubblici;
  • i dipendenti private di aziende in crisi;
  • i dipendenti che hanno già in corso una cessione del quinto.

Oltre, lo ricordiamo, al rispetto della norma che prevede il limite massimo del 4% del totale dei dipendenti. Il che significa che oltre quella soglia anche il lavoratore che ha tutti i requisiti in ordine per avanzare la richiesta di anticipo della liquidazione potrebbe ricevere un secco no.

Come chiedere in anticipo il Tfr: la domanda

La richiesta di tfr anticipato deve essere presentata con una domanda scritta al datore di lavoro.

Ecco il modello in pdf.

Oltre alla domanda bisogna allegare:

  • una copia del documento di riconoscimento (valido);
  • la certificazione che attesta la motivazione per la quale si chiede l’anticipo.

Il datore di lavoro fa firmare una dichiarazione liberatoria, nella quale conferma di aver ricevuto una parte della liquidazione.

Ovviamente è importante ricordare che il Tfr (anche in anticipo) è soggetto a tassazione.

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