Come difendersi dai casi di malasanità

Come difendersi dai casi di malasanità: a chi vanno segnalati, la procedura e se è meglio l'azione civile o penale. Tutto quello che serve sapere prima di intraprendere una azione legale per i danni subiti a causa di un errore medico. I tempi, i dati, i casi.

5' di lettura

Come difendersi dai casi di malasanità, a chi segnalarli, come e dove denunciarli, qual è la strada più percorribile.

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I casi veri o presunti di malasanità in Italia sono piuttosto frequenti. Ma il termine, “malasanità”, è piuttosto vago e giornalistico, vediamo nel dettaglio cosa rientra in questa definizione:

  • l’errore medico: un intervento sbagliato, una diagnosi errata e così via;
  • cure o pratiche superflue o dannose: interventi non necessari, farmaci somministrati senza motivo o con leggerezza;
  • cattiva gestione della sanità pubblica: come le attese annuali per una prestazione medica;
  • corruzione, speculazione, furti: acquisti inutili, assenze ingiustificate del personale medico.

Come difendersi dai casi di malasanità: i numeri delle assoluzioni

La parte più rilevante degli errori medici sui verifica durante le operazioni (32%) o nei reparti di degenza e urgenza.

È utile sapere che nell’80% dei casi i procedimenti si concludono con l’assoluzione dei medici.

Ma procediamo con ordine e verifichiamo anche se conviene avviare un’azione civile (di risarcimento del danno) o una penale, che potrebbe concludersi con la condanna del medico.

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Come difendersi dai casi di malasanità: la denuncia

Vediamo come si presenta la denuncia.

Può essere presentata in due modi diversi:

  • in forma orale: in questo caso l’Ufficiale di Pg raccoglie la denuncia del cittadino e la trascrive in un verbale;
  • in forma scritta: l’atto dovrà essere firmato dal cittadino o dal suo procuratore legale.

C’è anche un’altra distinzione:

  • nella denuncia il cittadino espone semplicemente quanto è accaduto;
  • nella querela il cittadino esprime in modo chiaro la richiesta di punizione del presunto colpevole.

Come difendersi dai casi di malasanità: penale o civile

Bisogna anche decidere se attivare un procedimento penale e uno civile.

Ci sono dei pro e dei contro. (bimba sordomuta per errore medico, De Luca: risarcite i genitori)

In genere e sulla base di una casistica ormai sterminata non risulta conveniente la denuncia penale, per questi motivi:

  • la denuncia attiva l’azione penale, che segue le tempiste del pubblico ministero. Ci sono spesso dei ritardi anche notevoli e non controllabili;
  • la responsabilità penale ricade sul singolo sanitario mentre nell’azione civile sono previste anche forme anonime di responsabilità (in pratica anche la cattiva organizzazione di una struttura). Risulta quindi anche meno complessa da dimostrare;
  • in un procedimento penale bisogna dimostrare «con elevato grado di credibilità razionale e probabilità logica» il nesso casuale tra la condotta del medico e il danno subito. Non è così semplice. In sede civile è invece sufficiente il «più che probabile che non», che evidentemente è meno complesso.

Come difendersi dai casi di malasanità: i tempi

Queste sono le tempistiche per una denuncia penale:

  • per l‘omicidio colposo non sono previste scadenze, oltre quelle dell’eventuale prescrizione del reato;
  • per una querela, e quindi per lesioni colpose, i tempi di presentazione sono di 3 mesi da quando si ha avuto notizia del presunto reato.

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Queste sono invece le tempistiche per una procedura civile di risarcimento del danno:

il risarcimento del danno nei confronti di una struttura sanitaria, pubblica o privata, può essere esercitato entro i 10 anni;

anche la responsabilità del medico scelto dal paziente ha un limite di 10 anni:

per la responsabilità del singolo sanitario non scelto dal paziente l’eventuale azione civile nei suoi confronti si prescrive in 5 anni.

Come difendersi dai casi di malasanità: due differenze

Nel caso di una richiesta di risarcimento del danno in sede civile per omicidio colposo bisogna fare anche un’altra distinzione:

il diritto al risarcimento del danno fatto valere dai familiari eredi, che si prescrive in 10 anni;

il diritto al risarcimento del danno fatto valere dai congiunti per la perdita del rapporto parentale, la prescrizione può intervenire dopo 5 anni (se il fatto contestato viene ritenuto come reato, in questo caso omicidio colposo, la prescrizione interviene dopo almeno 6 anni).

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Come difendersi dai casi di malasanità: quale strada scegliere

Da questo rapido confronto appare evidente che una azione civile con il risarcimento del danno è preferibile a una denuncia penale che preveda l’inevitabile costituzione di parte civile. I tempi, per l’azione penale, sono incontrollabili (se si tiene conto anche dell’appello) e la sentenza di condanna per niente scontata (bisogna dimostrare il nesso di casualità).

Ci sono però dei casi in cui la denuncia penale può essere opportuna:

quando è indispensabile effettuare delle indagini urgenti e accertamenti irripetibili, come l’autopsia o il riscontro diagnostico;

quando è necessario il sequestro dei luoghi (sala operatoria), degli strumenti, dei dispositivi e dei documenti per evitare un qualsiasi tipo di manomissione;

quando il cittadino ha deciso di far rispettare, a prescindere dai tempi, le proprie istanze morali o deontologiche.

Come difendersi dai casi di malasanità: a chi rivolgersi

I cittadini che vogliono intraprendere delle azioni penali o civili per tutelarsi nei confronti di eventuali casi di malasanità possono rivolgersi a una serie di associazioni che mettono a disposizione un bagaglio di esperienze notevoli. E possono già stabilire, in sede preventiva, se l’azione legale, sulla base delle documentazioni e dei fatti narrati, possa o meno avere un buon esito per il cittadino che la promuove.

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