Come difendersi dai controlli fiscali è una questione rilevante se, come sembra possibile da una prima analisi della Riforma del fisco in via di approvazione, le verifiche dell’Agenzia delle Entrate saranno più costanti e approfondite, grazie a nuovi strumenti tecnologici, i pagamenti digitali e l’accesso costante e libero che verrà garantito all’Agenzia all’Anagrafe Tributaria - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
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Senza dimenticare che nel giro di qualche anno ci saranno 4mila nuove assunzioni nell’ente e che nel frattempo, con un ulteriore aumento del personale a disposizione, verranno accorpate Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate e Riscossione.
Come difendersi dai controlli fiscali: formali e sostanziali
I controlli attivati dall’amministrazione finanziaria sono due tipo:
- controlli formali;
- controlli sostanziali.
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Come difendersi dai controlli fiscali: formali
I controlli formali si poggiano quasi esclusivamente su una procedura automatizzata che verifica i dati inseriti dal contribuente nella dichiarazione dei redditi.
Se vengono evidenziate delle anomalie al contribuente viene inviato un avviso bonario, che contiene:
- l’imposta che deve essere saldata:
- gli eventuali interessi.
Chi riceve questa raccomandata ha 30 giorni per fornire i chiarimenti o saldare.
Se questo non avviane il debito sarà iscritto a ruolo e notificato con una successiva cartella esattoriale.
Come difendersi dai controlli fiscali: sostanziali
I controlli di natura sostanziale sono molto diversi. E puntano in modo diretto a contrastare l’evasione fiscale.
Ci sono vari tipi di controlli sostanziali:
- accertamento contabile: in questo caso la verifica riguarda la valutazione del reddito imponibile e del volume d’affari del contribuente. Vengono vagliate tutte le operazioni che sono rivelanti ai fini dell’Iva. Questo accertamento viene eseguito quando il reddito dichiarato risulta inferiore a quello effettivo o quando la contabilità viene ritenuta poco attendibile;
- accertamento analitico – induttivo: per chi ha l’obbligo di avere delle scritture contabili;
- accertamento con studi di settore: quando la valutazione dei redditi di un professionista viene effettuata sulla base di una analisi statistica del settore e dei cosiddetti indici sintetici di affidabilità fiscale.

Come difendersi dai controlli fiscali: avviso di accertamento
Comunque la prima cosa che riceverete quando l’Agenzia ritiene che qualcosa non quadri nella vostra dichiarazione dei redditi è l’avviso di accertamento.
L’avviso di accertamento contiene le motivazioni che hanno spinto l’Agenzia ad effettuare il controllo.
Veniamo al dunque, e cioè come difendersi dai controlli fiscali.
Anche l’avviso di accertamento può contenere dei vizi. Per verificarlo è forse opportuno farsi assistere da un professionista.
Come difendersi dai controlli fiscali: ricorso o autotutela
Se vengono accertati dei vizi, l’atto deve essere impugnato dal contribuente.
In caso contrario, vizi o non vizi, l’accertamento andrà avanti.
Se si impugna l’avviso di accertamento si può agire in due modi:
- l’autotutela;
- il ricorso in via giudiziaria.
L’autotutela può portare l’amministrazione finanziaria a riesaminare gli atti e nel caso di riconoscerli come non fondati.
Si agisce per autotutela quando vengono evidenziati errori di questo tipo:
- errori di persona;
- pagamenti effettuati e non considerati dall’ente:
- errori di calcolo;
- tributo fatto pagare due volte…
In questi casi è lo stesso cittadino che può recarsi nella sede dell’Agenzia delle Entrate e presentare una domanda di riesame.
È consigliabile presentare la documentazione necessaria (bisogna dimostrare che quel tributo che non risulta versato è stato in realtà regolarmente pagato).

Come difendersi dai controlli fiscali: i vizi dell’atto
Quali sono i vizi di un atto tributario?
Possono essere di tre tipi:
- nullo, quando per esempio c’è stato un difetto di notifica (anche in questo caso se non viene impugnato diventa poi comunque valido);
- inesistente, quando ad esempio in un atto tributario non viene indicato l’ufficio che lo ha emesso;
- annullabile, come nel caso dell’incompetenza territoriale (anche in questo caso va comunque impugnato).