Come difendersi dalle cartelle esattoriali

Come difendersi dalle cartelle esattoriali: a chi e in quale sede proporre ricorso nel merito o per vizi formali contro la cartella di pagamento. I tempi limite oltre i quali non è più possibile impugnare la cartella esattoriale.

4' di lettura

Come difendersi dalle cartelle esattoriali può essere importante. A volte le cartelle di pagamento possono contenere sanzioni o tributi già versati. Ma non solo, ci potrebbero essere tasse e multe già prescritte o decadute. (vedi questo articolo su prescrizioni e decadenza delle cartelle esattoriali)

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Ma per tutelarsi è necessario sapere bene come muoversi, a chi presentare il ricorso e quali sono i tempi.

Ne parliamo nei dettagli in questo articolo.

Come difendersi dalle cartelle esattoriali: chi giudica

Partiamo dalla questione preliminare: la giurisdizione delle cartelle.

Per intenderci meglio, qual è il giudice competente? In realtà, come vedremo, cambia, il tribunale viene determinato in base alla natura degli importi.

Vediamo:

  • le cartelle esattoriali che contengono crediti tributari (come imposte o tasse): la competenza è della Commissione Tributaria Provinciale;
  • le cartelle esattoriali che contengono contributi previdenziali (Inps) e assistenziali (Inail): la competenza è del Tribunale – Sezione Lavoro;
  • le cartelle esattoriali che contengono sanzioni amministrative: la competenza è del Tribunale o del Giudice di Pace;
  • le cartelle esattoriali che contengono violazioni del Codice della Strada: la competenza è del Giudice di Pace.

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Come difendersi dalle cartelle esattoriali: competenza territoriale

Dopo aver stabilito qual è il giudice competente, è necessario stabilire con certezza un’altra competenza, quella territoriale.

Ci spieghiamo: è necessario individuare il giudice che ha competenza sul luogo dove deve svolgersi il procedimento.

Per individuarlo correttamente queste sono le indicazioni da seguire:

  • contenziosi per cartelle esattoriali che contengono crediti tributari: la competenza è della Commissione Tributaria Provinciale della circoscrizione dove c’è la sede dell’ufficio che ha emesso la cartella di pagamento;
  • contenziosi per cartelle esattoriali che contengono crediti previdenziali e assistenziali: la competenza è del tribunale Sezione – Lavoro del luogo dove ha sede l’ufficio dell’ente che ha emesso la cartella esattoriale/avviso di addebito, se si tratta di lavoro subordinato. Se invece si tratta di lavoro autonomo la competenza è del Tribunale – Sezione Lavoro dove è residente il contribuente;
  • per le impugnazioni di cartelle esattoriali che sono riferite a sanzioni amministrative è competente il giudice (Tribunale o Giudice di Pace) del luogo dove la violazione è stata commessa;
  • per le opposizioni alle cartelle di pagamento che riguardano violazioni del codice della strada, la competenza è del Giudice di pace del luogo dove è stata commessa la violazione.

Come difendersi dalle cartelle esattoriali: la decadenza

Abbiamo stabilito chi è il giudice competente e dove presentare il ricorso.

L’opposizione alle cartelle di pagamento deve essere presentata entro un determinato periodo di tempo (pena la decadenza). Questo periodo cambia, dipende infatti dalla natura del credito.

  • Cartella esattoriale per debiti di natura tributaria: il termine è di 60 giorni (decorrono dalla notifica della cartella);
  • cartella esattoriale per debiti di natura contributiva o assistenziale: il termine è di 40 giorni per vizi di merito (quando ci sono dubbi sull’esistenza del credito o la sua entità). Il termine è invece di 20 giorni se l’impugnazione riguarda vizi di carattere formale (mancano gli interessi o non sono indicati elementi essenziali, come indica l’articolo 30 comma 3 del decreto legge numero 78/10).
  • Il termine è di 20 giorni anche se l’impugnazione contiene sia vizi di merito sia vizi formali;
  • cartella esattoriale per debiti che derivano da sanzioni amministrative o di violazioni al codice della strada: il termine per proporre opposizione è di 30 giorni.

Come difendersi dalle cartelle esattoriali: il condono

Per le cartelle esattoriali, come sapete, il decreto del 14 luglio 2021, ha previsto un condono, con conseguente annullamento automatico, per provvedimenti emessi per importi non superiori a 5000 euro tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010. Ma solo per chi ha maturato nel 2019 un reddito non superiore a 30.000 euro.

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