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Come diventare postino: opportunità e requisiti in breve

Vi mostriamo l’ “applicativo”, come funzionano le graduatorie, i punteggi e il ruolo dei sindacati. Tutto su come diventare postino.

di Valerio Pisaniello

Aprile 2023

Come diventare postino? Si parte come CTD (contratto a tempo determinato) nella speranza di raggiungere il punteggio pieno dei 365 giorni utili per posizionarsi in graduatoria (scopri tutti gli annunci e le offerte di lavoro sempre aggiornatiRicevi su WhatsApp e sul canale Telegram la rassegna stampa con le ultime novità sui concorsi e sul mondo del lavoro. Prova il nostro tool online per la ricerca di lavoro in ogni parte d’Italia. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Di seguito vi mostriamo tutto su come funzionano i rinnovi contrattuali, le graduatorie, su come partecipare alle “politiche attive” e soprattutto le insidie di un “mondo nascosto”.

Indice

Come diventare postino: cosa fa il postino?

Come diventare postino. Il postino o la postina ha la responsabilità di consegnare la posta al domicilio dei cittadini.

Ogni giorno, questi professionisti attraversano la zona della città a loro assegnata a bordo di un mezzo di Poste Italiane, consegnando lettere e pacchi di piccole dimensioni nella cassetta delle lettere o direttamente nelle mani dei destinatari.

Il lavoro di questa figura professionale, però, ha inizio già prima di effettuare il giro di consegna, all’interno dell’ufficio postale o del deposito dove raccoglie la posta da recapitare nella propria area di competenza e la organizza affinché sia pronta per l’itinerario da seguire.

Il postino deve anche assicurarsi che lettere e pacchetti non siano smarriti lungo il tragitto e che non subiscano danni a causa delle condizioni atmosferiche avverse o per cadute accidentali. Inoltre, ha la responsabilità di verificare che siano recapitati all’indirizzo e al nominativo corretti.

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Come diventare postino? 

Come diventare postino. A questo punto, però, ti starai chiedendo come si diventa postino. Si tratta di un percorso che richiede svariati passaggi e alcuni requisiti di base che dovrai soddisfare anche solo per inviare la candidatura. Vediamo nel dettaglio l’iter da seguire:

1. Verifica i pre-requisiti

Come accennavamo prima, Poste Italiane ha fissato requisiti molto precisi per le candidature, in particolare per l’istruzione.

Ecco tutti i requisiti da soddisfare per poter inviare la candidatura come portalettere:

Inoltre, si dovrà allegare anche un certificato di buona salute rilasciato dal proprio medico curante o dalla ASL di competenza.

2. Invia la candidatura

Se soddisfi i requisiti, il primo passo per entrare nel gruppo Poste Italiane come portalettere è inviare la tua candidatura. Puoi farlo direttamente dal sito ufficiale, nella sezione Carriere. Talvolta il sito riporta un elenco delle posizioni aperte; in alternativa, potrai comunque candidarti spontaneamente.

La pagina è molto intuitiva e di facile utilizzo: dovrai semplicemente premere il tasto Invia Candidatura e completare gli step suggeriti.

Come diventare postino: il processo di selezione 

Come diventare postino. Come avvengono le selezioni? Da qualche anno, Poste italiane ha introdotto una nuova procedura selettiva, che prevede un test online che i candidati devono affrontare dopo aver inviato il cv in risposta agli annunci di lavoro. Il processo di selezione si svolge, solitamente, in 2 fasi, a cui possono accedere solo i candidati che hanno inviato il cv online e risultano idonei, così articolate:

1) I candidati individuati per i correnti fabbisogni di personale Poste Italiane ricevono, entro la settimana successiva a quella di scadenza dell’annuncio, una e-mail all’indirizzo di posta elettronica indicato in fase di candidatura con l’invito ad effettuare un test di ragionamento logico online. L’e-mail viene spedita dalla Società HR-EVO ([email protected]) – la quale è stata incaricata da Poste Italiane per la somministrazione del test di recruiting – e contiene il link a cui collegarsi per effettuare la prova via web e tutte le spiegazioni necessarie per il suo svolgimento.

2) Chi supera il test via web, viene contattato dal personale di Poste Italiane per il completamento della seconda fase del processo di selezione. Questa comprende un colloquio e la prova pratica di guida che viene effettuata su un motomezzo 125 cc a pieno carico di posta, il cui superamento è condizione essenziale senza la quale non può aver luogo l’assunzione.

3) Se la tua domanda sarà accettata, l’ufficio delle Risorse Umane di Poste Italiane ti contatterà per invitarti a superare le prove di selezione, che potrai svolgere in presenza presso la sede più vicina al tuo domicilio. 

La prima prova è un test psico-attitudinale che mira a valutare le capacità di ragionamento, logica e problem solving dei candidati attraverso un questionario a tempo composto da una serie di domande a risposta multipla di tipo logico-spaziale, numerico e verbale.

Poi ci sarà una prova moto-mezzo che mira a valutare la praticità e la capacità del candidato nel guidare i mezzi aziendali. 

4) Dopo aver superato il test passerai alla fase di colloquio. Se hai svolto il questionario online, ti sarà richiesto di ripeterlo (in forma breve) in presenza di un esaminatore presso la sede postale più vicina per accertare la veridicità del risultato.

Se invece hai effettuato il primo test in sede, questo step non sarà necessario e passerai direttamente alla seconda prova, che prevede innanzitutto la verifica della tua documentazione (carta d’identità, codice fiscale e documento che attesta il tuo titolo di studio) e prosegue poi con un test di guida a pieno carico dello scooter o del mezzo monoposto in dotazione a Poste Italiane per la tua località.

La prova è fondamentale ai fini dell’assunzione. Pertanto, se non sarai in grado di superarla, la tua domanda sarà scartata. Non ti scoraggiare, però, perché Poste Italiane non prevede un limite alla possibilità di riproporre la propria candidatura, quindi, anche se la prova non ha avuto successo, in futuro potrai presentarla nuovamente.

5) Hai superato un lungo processo di selezione. Ora cosa ti aspetta? L’ultimo passo, ovviamente, è l’assunzione. In genere, Poste Italiane offre contratti a tempo determinato che poi possono tradursi in contratti a tempo indeterminato alla fine dei rinnovi, in base alle esigenze dell’azienda.

Di seguito linkiamo offerte di lavoro in Lidl.

Come diventare postino: le posizione aperte 

Come diventare postino. Ecco quali sono le posizioni aperte al momento per lavorare in Poste, per le quali è possibile candidarsi:

Come diventare postino: il contratto di lavoro da portalettere 

Come diventare postino. I posti di lavoro per portalettere prevedono l’inserimento mediante contratti a tempo determinato CTD. Si tratta di un lavoro temporaneo (non a tempo indeterminato) a carattere stagionale e, generalmente, il contratto ha una durata di 3 o 4 mesi. Dunque le prossime assunzioni Poste Italiane per Portalettere copriranno, probabilmente, i mesi di aprile 2023, maggio 2023, giugno 2023 e luglio 2023.

Lo stipendio mensile è di circa 1.300 Euro al mese netti, che può aumentare nel caso si decida di fare straordinari. La suddivisione dei posti di lavoro tra Regioni e Province sono individuate nell’ambito delle Aree Territoriali indicate in base alle esigenze aziendali.

Come diventare postino: l’importanza di essere assunti nel primo giorno del mese

Quello che molti non sanno è che è fondamentale essere assunti il pro giorno nel mese in Poste italiane. Vi spieghiamo perché. 

Inizialmente si viene assunti a tempo determinato con contratti in media trimestrali. 

Alla scadenza di ogni contratto c’è la possibilità di un potenziale rinnovo. Una volta raggiunti i sei mesi di assunzione in Poste italiane si ha diritto a partecipare alle stabilizzazioni che permettono l’inserimento a tempo indeterminato. 

Sei mesi è il minimo per partecipare, ma per avere la possibilità di essere inseriti e di ottenere il famigerato “posto fisso” occorre maturare in azienda 12 mesi e 365 giorni da CTD (la figura di contrasto a tempo determinato). 

Questa fase, chiamata politiche attive, avviene e in media due volte l’anno e con la media di inserimenti pari a 5mila risorse. Tale fade ha avuto il via nel 2014 – grazie ad un accordo tra l’azienda e i sindacati – e s concluderà nel 2023. Tuttavia è molto probabile che ci sarà un nuovo accordo entro quest’anno per atre future stabilizzazioni. 

Dietro questo metodo di assunzione c’è un mondo. 

Abbiamo volutamente specificato, poc’anzi, che occorrono 365 giorni e 12 mesi per avere la quasi certezza di essere inseriti perché non sempre si raggiunge tale traguardo. 

Nella graduatoria che si forma in occasione degli inserimenti annuali ci sono determinati requisiti che servono a formare il punteggio in graduatoria. Vediamoli nel dettaglio. 

Come diventare postino: i requisiti

Come diventare postino. Analizziamo i requisiti.

Facciamo un esempio:

Francesco è stato assunto il giorno primo giugno e termina, cumulando quattro contratti da tre mesi l’uno, il suo percorso da CTD il 30 maggio dell’anno successivo. Ha maturato 12 mesi e 365 giorni. 

Maria viene assunta il giorno 2 del mese e termina, con la stessa tipologia di contratti, sempre il giorno 30 maggio dell’anno successivo. Maria ha maturato 12 punti e 364 giorni

Francesco sarà più alto in graduatori di Maria. 

Quindi chi verrà assunto il giorno 3 del mese ne maturerà 363, chi il 4, 362 e così via. In media per essere stabilizzato occorre avere 365 giorni. Già chi ne ha 364 rischia e le possibilità si abbassano via via scendendo con i giorni. Chiaramente chi verrà assunto verso dopo il dieci del mese e maturerà 350 giorni non ha avrà possibilità con le regole attuali di entrare. Non ne parliamo per chi non riesce a maturare i dodici mesi e si ferma a 11 o anche meno. 

Facciamo un esempio:

Citiamo sempre Francesco e Maria. Entrambi con 12 punti e 365 giorni, aventi la stessa età ed essendo persino nati lo stesso giorno e anno decidono di concorrere per la provincia di Bologna. L’unica differenza che Maria ha cumulato il suo punteggio lavorando da CTD nella provincia di Bologna, mentre Francesco ha cumulato il suo anno nella provincia di Napoli. Maria sarà in posizione più alta rispetto a Francesco. 

Come diventare postino: nella foto un CTD

Come diventare postino: la scelta delle province

Come diventare postino. Dopo aver spiegato i requisiti vi mostriamo come funziona l’iter delle stabilizzazioni. Ogni anno Poste indice la selezione attraverso un “applicativo”, una piattaforma che si trova sul sito di Poste italiane a cui possono acceder solo coloro che sono assunti come CTD dall’azienda e sono in possesso di una matricola aziendale. 

Nella prima fase si accederà all’applicativo indicando una preferenza di tre province nella quale si vuole concorrere. Si formeranno così le graduatorie provvisorie provinciali e nazionali. 

Da qui si da il via alla seconda fase che consiste nella scelta dell’unica provincia

Il candidato accede di nuovo all’applicativo e di quelle tre province dovrà sceglierne una. Badate bene, potrà scegliere solo tra le tre che ha indicato nella prima fase. Se non effettuerà tale scelta si darà precedenza alla provincia che ha indicato come prioritaria. 

Da qui si attendono altri giorni fino alla formazione delle graduatorie definitive nazionali e provinciali. 

Ogni provincia, nel momento in cui esce il bando, indica il numero di risorse da inserire e in base a quello e al punteggio individuale ogni CTD valuta dove concorrere e se concorrere. 

Per esempio:

Per la provincia di Milano sono disponibili 194 risorse, per Torino 170, per Roma 205. Ognuno sceglierà dove concorrere maturando un punteggio individuale in base ai requisiti specificati nel paragrafo precedente. 

Come diventare postino: l’assunzione

Dopo le graduatorie definitive chi si è classificato nelle posizioni utili verrà contattato dall’azienda per firmare il contratto nella sede territoriale dell’Azienda. 

Al momento della firma occorre produrre determinati documenti, indicati via email e per tempo, e firmare oltre al contratto anche un accordo “tombale”. Chiamato volgarmente così consiste nel firmare un accordo che mette fine a eventuali contenziosi che ha il neo dipendente nei confronti dell’azienda.

Qualora ce ne siano chiaramente. Per firmare tale accordo, oltre al contratto di assunzione, occorre la presenza di un rappresentante sindacale o di un avvocato. La differenza consiste che l’avvocato dovrà essere pagato, mentre il sindacato fornisce tale servizio in maniera gratuita.

Non è possibile fare a meno di queste due figure visto che per legge è obbligatorio pena la validità del contratto. E arriviamo all’ultimo punto: quello del ruolo dei sindacati. 

Come diventare postino: il ruolo dei sindacati

Come diventare postino. I sindacati in Poste italiane hanno un ruolo fondamentale e molto influente. Ogni dipendente è iscritto ad una sigla sindacale tramite una quota che gli viene trattenuta dalla busta paga. Fin qui nulla di nuovo. Per intenderci: su uno stipendio netto di 1.300 euro la quota si aggira intorno agli 11 euro

L’importanza che queste sigle assumono sta nello stipulare gli accordi con l’azienda, tipo le mansioni di ogni portalettere, i limiti di prodotti che sono tenuti a consegnare, la sicurezza sul lavoro, la qualità delle condizioni lavorative dei dipendenti. 

Per esempio, esistono più profili di postini: 

C’è la “linea business” che è tenuta a portare i prodotti postali cosiddetti “prioritari” in quanto costano di più ai cittadini. Esiste la “linea mercato”, un postino che consegna i prodotti preso gli uffici pubblici, ritira presso gli uffici postali, consegna ai cosiddetti “grandi utenti”, in genere aziende. Esiste poi l’ “articolazione di base” che è il classico postino che consegna la posta ordinaria nella propria zona.

Tutte queste figure hanno dei limiti nei prodotti che devono portare e che vengono decisi tramite accordi tra azienda e sindacati. Spesso accade per che questi limiti non vengono mai rispettati per l’alta mole di lavoro che si presenta periodicamente.

La forza dei sindacati, quindi, consiste nel riuscire a garantire tali condizioni, tutelando i lavoratori, e avendo sempre maggiori iscritti. È chiaro che più iscritti ci sono più un sindacato è rilevante. Attualmente in Poste italiane il sindacato maggioritario è la Cisl. 

Come diventare postino: attenzione alle speculazioni

Facciamo un passo indietro. I CTD che decidono di intraprendere il percorso nella speranza di essere stabilizzati si trovano spesso a subire turni di lavoro andando oltre i limiti previsti da contratto, per timore di non essere rinnovati e di perdere l’opportunità.

In questa dinamica è importantissimo e fondamentale il lavoro fatto dai sindacati di concerto con l’azienda, ma spesso si rischia di incappare in speculazioni da parte di sedicenti “sindacalisti” alquanto opportunisti e orientati esclusivamente verso i propri interessi personali. Che qualsiasi dipendente voglia iscriversi a un sindacato perché ne condivide i valori e i principi fondanti è una nota più che positiva.

Negativo diventa chi strumentalizza un sindacato agendo sulla “debolezza contrattuale” del nuovo assunto. Molti sono i casi in cui i CTD vengono spinti a iscriversi a un sindacato nella convinzione di avere più tutela in fase di rinnovo contrattuale.

Questa logica di “affiliazione” e non di iscrizione diventa lesiva per il CTD stesso che magari verrà rinnovato perché bravo e portato per il lavoro, mentre lui crede che sia stato rinnovato perché “iscritto”.

Famosi sono i casi in cui tanti sedicenti e improvvisati sindacalisti – nella maggior parte dei casi esponenti di bassa istruzione o, nella migliore delle ipotesi, medio bassa – convincono i CTD a iscriversi prendendosi i meriti in fase di rinnovo.

Caso contrario in cui lo stesso CTD non viene rinnovato, non riuscendo a raggiungere il punteggio pieno e tanto auspicato. In questo caso le ragioni più comuni sono fatte risalire “alle dinamiche aziendali”. Insomma: si vince insieme e si perde da soli. In virtù di ciò, stare sempre attenti nel valutare la persona che si ha di fronte e affidarsi a rappresentanti sindacali sulla base delle competenze e anche della storia che portano con sé. Di sindacalisti (quelli veri) ce ne sono.

Per concludere.

In un periodo in cui Poste italiane sta elaborando numerosi inserimenti e lo sta facendo anche innalzando il livello di qualità, grazie al gran numero di laureati assunti – e su questo gliene si da atto -, occorre tener d’occhio alle défaillance di singoli elementi, sia rappresentanti sia dirigenti sindacali, – magari con mentalità obsolete e non più attuali – altamente lesive oltre che al processo di rinnovamento e di modernizzazione aziendale, alle opportunità fornite a una nuova generazione.

Stesso discorso, d’altro canto, vale anche per i sindacati in quanto compromettono la propria fondamentale immagine per singoli – quasi anonimi, ma lesivi atteggiamenti – da parte di elementi che magari non conoscono neanche la funzione dei cosiddetti gruppi di pressione all’interno dell’arco costituzionale, dello scenario sociale e politico italiano. Figuriamoci se ne conoscono la storia. 

Fonti e materiale di approfondimento

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