Come evitare il pignoramento con il diritto di abitazione

Come evitare il pignoramento con il diritto di abitazione: uno strumento importante per non perdere il diritto a vivere nella casa espropriata. Il diritto di abitazione non blocca infatti l'azione del pignoramento, ma il debitore potrà continuare a utilizzare l'appartamento (se è prima casa). Quali sono i limiti e i pregi del diritto di abitazione e cosa bisogna fare per non renderlo opponibile.

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Come evitare il pignoramento con il diritto di abitazione? Ci riferiamo naturalmente alla prima casa e il diritto di abitazione è uno degli strumenti più efficaci. Ma spieghiamoci meglio prima di continuare: in realtà il diritto di abitazione non evita il rischio che la prima casa del debitore venga espropriata dal creditore, consente però a chi ci abita (si suppone il debitore) di continuare a occuparla.

In pratica: mi espropri il bene, non il diritto di abitarci. Per il creditore rivendere una casa occupata con il diritto di abitazione è più che difficile è quasi impossibile.

Vediamo cos’è il diritto di abitazione e come si può costituire.

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Come evitare il pignoramento con il diritto di abitazione: cos’è

Il diritto di abitazione concede al beneficiario la possibilità di continuare a vivere in quell’appartamento anche se la proprietà è di un’altra persona.

Chiaro che il diritto di abitazione non può applicarsi a immobili di uso commerciale (che non possono rientrare nella “prima casa”).

Ma il proprietario dell’immobile a chi può concedere il diritto di abitazione? Certamente al coniuge o ai figli, ma in realtà anche a qualsiasi altra persona che convive stabilmente.

Chi beneficia del diritto di abitazione non avrà però la possibilità di concedere l’usufrutto dell’immobile se risiede altrove. Neppure ai suoi figli. L’appartamento non può essere dato in locazione a terze persone.

Come evitare il pignoramento con il diritto di abitazione: quando si usa

Questo strumento viene utilizzato in questi casi:

  • in un testamento: quando il proprietario decide di cedere il diritto di abitazione a un qualsiasi erede;
  • quando muore il coniuge: il diritto di abitazione passa direttamente al coniuge superstite. Gli eredi legittimi del bene non potranno sfrattarlo;
  • con la sentenza di un giudice: in caso di separazione o divorzio l’appartamento viene concesso con diritto di abitazione al coniuge al quale sono stati affidati i figli.

Come evitare il pignoramento con il diritto di abitazione: quando si estingue

Prima di affrontare il tema principale di questo articolo, come evitare il pignoramento con il diritto di abitazione, vediamo quando si estingue il beneficio:

  • morte del titolare
  • prescrizione
  • quando chi ha il diritto di abitazione diventa anche proprietario dell’immobile
  • quando scadono i termini previsti nell’atto costitutivo
  • quando non c’è più il bene

Ok, abbiamo visto c’è questo strumento, ora veniamo al dunque: come evitare il pignoramento con il diritto di abitazione.

Il diritto di abitazione non è pignorabile

Il diritto di abitazione non può evitare il rischio che l’immobile venga pignorato. Ma a sua volta il diritto di abitazione non è pignorabile.

La questione come vedete si complica.

Cosa succede a questo punto, quando cioè una casa è stata pignorata ma chi c’è dentro vanta un diritto di abitazione?

Che anche se la casa venisse venduta all’asta giudiziaria il nuovo proprietario non potrà entrare in possesso del bene fino a quando non termina il diritto di abitazione.

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C’è solo un requisito da rispettare: il diritto di abitazione deve essere stato trascritto nei registri immobiliari prima del pignoramento del bene e dell’ipoteca.

In questo caso il creditore non potrà nulla.

Se invece il diritto di abitazione è stato trascritto dopo il pignoramento o dell’ipoteca, prevarrà sempre l’interesse e il diritto del creditore.

Come evitare il pignoramento con il diritto di abitazione: conclusione

C’è comunque un’altra questione legata al diritto di abitazione che deve essere valutata da chi pensa di utilizzare questo strumento non per evitare il pignoramento (come abbiamo visto), ma per avere la garanzia di continuare a vivere nella propria casa.

Chi riceve il diritto di abitazione dal proprietario dell’immobile se il creditore dovesse riuscire a entrarne comunque in possesso, potrebbe chiedere un risarcimento al vecchio proprietario, che si ritroverebbe così con un altro creditore alle calcagna.

E quindi, il diritto di abitazione, può essere uno strumento valido per non perdere l’usufrutto della casa, ma deve essere eseguito nei tempi (prima del pignoramento e dell’ipoteca), e con persone di estrema fiducia.

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