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Home / Diritto » Invalidità Civile / Come fare ricorso all’INPS per farsi pagare il dovuto

Come fare ricorso all’INPS per farsi pagare il dovuto

Come fare ricorso all'INPS? Ecco quali ricorsi produrre, perché si fa ricorso e la procedura da adottare.

di Carmine Roca

Novembre 2022

Come fare ricorso all’INPS per farsi pagare il dovuto? Ecco la procedura da seguire (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Come fare ricorso all’INPS?

La procedura per il riconoscimento dell’invalidità civile non va sempre a buon fine. Può accadere che l’INPS neghi l’invalidità al paziente che si è sottoposto alla visita di controllo effettuata dalla commissione medica dell’Asl, integrata da un medico dell’INPS.

Sottoporsi a visita medica è il passaggio obbligato per ottenere l’invalidità civile e i benefici e le agevolazioni ad esse collegata, in particolar modo le prestazioni economiche di tipo assistenziale erogate dall’INPS: l’assegno mensile di assistenza (dal 74% al 99% di invalidità riconosciuta), la pensione di inabilità (100% di invalidità) e l’indennità di accompagnamento (100% di invalidità e non autosufficienza).

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Tutto inizia con l’inoltro telematico all’INPS di un certificato introduttivo redatto e firmato dal proprio medico curante, sul quale sono presenti i dati dell’interessato e tutte le informazioni utili sul suo stato di salute. Entro 90 giorni dall’invio, il richiedente deve presentare domanda all’INPS, che a sua volta avviserà, tramite raccomandata A/R, quando, dove e a che ora si terrà la visita di controllo.

Come detto, può anche accadere che la commissione esaminatrice neghi l’invalidità al paziente. In questo caso, come fare ricorso all’INPS?

Scopri la pagina dedicata all’invalidità civile e ai diritti e le agevolazioni collegati.

Contro i provvedimenti avversi il diritto all’invalidità civile si può ricorrere in via giudiziale o in via amministrativa. Dal 21 febbraio 2011, l’INPS impone la presentazione dei ricorsi amministrativi esclusivamente per via telematica.

Nei prossimi paragrafi entreremo nel vivo dell’argomento e vedremo insieme come fare ricorso all’INPS.

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Come fare ricorso all’INPS: ricorso giudiziario o amministrativo

Abbiamo visto che, non sempre si è d’accordo con la decisione dell’INPS. In questi casi è possibile presentare ricorso.

Come fare ricorso all’INPS? Da oltre 10 anni è obbligatorio farlo in modo telematico e sono previsti due tipi di ricorso: giudiziario e amministrativo.

Il ricorso giudiziario riguarda la fase di accertamento sanitario, mentre il ricorso amministrativo riguarda la procedura di concessione dei benefici economici collegati all’invalidità civile.

Con il ricorso giudiziario viene contestata la mancata concessione dell’invalidità civile o la concessione di una percentuale di invalidità ritenuta inadeguata, dal paziente, rispetto alla gravità della sua patologia.

In questo caso è obbligatorio presentare, in prima istanza, l’accertamento tecnico preventivo presso il Tribunale territorialmente competente, in base alla residenza. Se non dovesse essere concesso quanto richiesto, si potrà procedere all’inoltro del ricorso giudiziale.

Il ricorso amministrativo viene, invece, presentato contro la mancata concessione dei benefici e delle agevolazioni economiche legate all’invalidità civile, causata, ad esempio, dal superamento del reddito personale (non superiore a 5.010,20 euro per ricevere l’assegno mensile di assistenza; non superiore a 17.050,42 per ottenere la pensione di inabilità civile) o da problemi di cittadinanza, di incompatibilità con altri benefici economici o, nel caso dell’indennità di accompagnamento, perché si risulta essere ricoverati da lungo tempo presso strutture sanitarie a spese dello Stato.

Come fare ricorso all’INPS: procedura ricorso amministrativo

Per presentare il ricorso amministrativo è necessario collegarsi al sito dell’INPS con una delle credenziali in vostro possesso (SPID, CIE, CNS) e seguire il percorso “Prestazioni e Servizi”, “Servizi”, “Ricorsi amministrativi”.

Sarà poi necessario selezionare il tipo di ricorso da presentare:

E la materia del contendere:

Se cliccate su “Prestazioni pensionistiche“, il sistema vi permetterà di selezionare come destinatario del provvedimento il “Cittadino (Ricorsi Inv. Civ per motivi amministrativi – Assegno/Pensione Sociale)”.

Quindi dovrete indicare il tipo di ricorso:

e il Numero Domus:

Una volta definiti tutti i dettagli del provvedimento, sempre sul sito dell’INPS, il sistema vi chiederà di:

A questo punto potrete procedere con l’inoltro del ricorso e con la stampa della ricevuta.

Ricollegandovi al sito dell’INPS, potreste visualizzare i ricorsi presentati. Per quelli definiti, potrete verificare la relativa delibera.

Come fare ricorso all'INPS
Come fare ricorso all’INPS? Ecco quali ricorsi produrre, perché e la procedura da adottare.

Come fare ricorso all’INPS? Procedura ricorso giudiziario

Il ricorso giudiziario è ammesso contro il diniego della commissione medica per l’accertamento di invalidità civile, handicap, disabilità, cecità o sordità e va presentato entro 6 mesi dall’emissione del provvedimento di diniego. Superati i termini, l’unica possibilità per il richiedente è ripresentare la domanda per l’invalidità.

Una volta presentato ricorso, il giudice nominerà un consulente tecnico d’ufficio (CTU), che si occuperà di approfondire la pratica assieme a un medico legale dell’INPS.

Una volta completata la verifica, il consulente trasmetterà una relazione peritale definitiva al giudice. A questo punto le parti in causa avranno 30 giorni di tempo per contestare o meno le conclusioni del CTU.

Se una delle parti, il ricorrente o l’INPS, dovesse contestare le conclusioni, il giudice sarà chiamato ad assegnare altri 30 giorni di tempo per presentare ricorso, motivando la contestazione. In caso di mancata contestazione, il giudice provvederà a omologare la perizia del CTU, che non sarà né impugnabile, né modificabile.

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