Come fare ricorso per il bonus 200 euro

Come fare ricorso per il bonus 200 euro. Scopri quali sono le modalità da seguire, chi può presentare istanza e cosa fare.

4' di lettura

Come fare ricorso per il bonus 200 euro. Scopriamo insieme in questo articolo tutti i passaggi che bisogna seguire (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Nei prossimi paragrafi approfondiremo nel dettaglio anche chi può farlo e quali sono i tempi previsti per presentare ricorso. In più vedremo alcuni esempi di richieste di riesame da parte dei contribuenti italiani.

Indice:

Come fare ricorso per il bonus 200 euro: le modalità

Rispondiamo subito al principale quesito di questo articolo: come fare ricorso per il bonus 200 euro. Il termine per proporre istanza di riesame, che non è perentorio sottolinea l’Inps, è di novanta giorni.

L’utente può presentare richiesta di riesame accedendo alla propria area personale del sito INPS in cui è stata presentata la domanda del bonus e seguendo la voce “Indennità una tantum 200 euro”.

Ricorda che per entrare nella piattaforma è necessario usare un’identità digitale riconosciuta dalla pubblica amministrazione tra Spid, Cie o Cns.

In particolare, per le domande che si trovano nello stato “Respinta”, è disponibile la lista dei motivi di reiezione e il tasto “Chiedi riesame”. Ciò ti consente di inserire la motivazione della richiesta e, attraverso la funzione “Allega documentazione”, i documenti previsti per il riesame.

Ricorda che, seguendo la voce allega documentazione, devi sempre poi inviare al sistema Inps le carte in cui si attesta il rispetto dei requisiti che ti erano stati contestati con il rigetto della domanda di incentivo.

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BONUS INPS RIFIUTATO? Come chiedere il riesame

Come fare ricorso per il bonus 200 euro: alcuni esempi

Il portale Pmi.it, riporta alcuni esempi di casi di rigetto dell’istanza di agevolazione e di cosa allegare per vincere il ricorso, vediamoli insieme.

Esempio 1

Se l’INPS ha rifiutato di erogare il bonus perchè il lavoratore non risulta iscritto alla gestione separata mentre doveva esserlo (è il caso dei collaboratori coordinati e continuativi ndr), bisogna produrre un’autocertificazione della presentazione di richiesta di iscrizione alla Gestione Separata con indicazione della data e del numero di protocollo del documento.

Esempio 2

Se l’INPS ha rifiutato la domanda di una lavoratore perchè non risulta aver svolto un’attività lavorativa per almeno 50 giornate nel 2021 come lavoratore stagionale e/o a tempo determinato e/o intermittente, bisognerà allegare alla domanda di riesame un contratto, buste paga o qualsiasi altro documento da cui si evinca la titolarità del rapporto di lavoro con qualifica di lavoratore stagionale e/o a tempo determinato e/o intermittente della durata totale di almeno cinquanta giornate durante lo scorso anno.

Come fare ricorso per il bonus 200 euro
Come fare ricorso per il bonus 200 euro

Come fare ricorso per il bonus 200 euro: chi può farlo

Come avrai sicuramente intuito dal primo paragrafo, possono presentare ricorso tutti i cittadini che si sono visti le proprie domande di incentivo come “respinte” o “rigettate”.

È logico che se ti rendi conto di non poter rispettare tutti i parametri previsti dalla norma nazionale sul bonus 200 euro è inutile che chiedi il riesame della tua domanda all’Inps, integrando la documentazione.

In ogni caso, se sei in difficoltà, fatti aiutare dal contact center Inps oppure da un ufficio territoriale dell’ente. In alternativa puoi sempre chiedere aiuto a un caf o a un patronato di fiducia oppure contare sulla competenza di un libero professionista. Occhio però che, nel caso dovessi adottare l’ultima modalità, dovrai pagare poi la parcella e non sempre ne vale la pena quindi fai attenzione.

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