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Rdc che futuro? Come funziona il Reddito di inclusione (Rei)

Cosa succederà dopo il Rdc? Arriva la proposta del Rei per il 2024: scopri come funziona il Reddito di inclusione.

di Chiara Del Monaco

Dicembre 2022

L’abrogazione del Reddito di cittadinanza nel 2024 è ormai certa, ma cosa succederà dopo? Sono diverse le proposte avanzate, ma la più discussa al momento è il ritorno del Rei. In questo articolo spieghiamo come funziona il Reddito di inclusione per avere un’idea del futuro dopo il Rdc (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Qualcuno ricorderà che prima dell’introduzione del Reddito di cittadinanza con il dl 4/2019 era in vigore un’altra misura anti-povertà: il Reddito di inclusione (Rei). Poiché la manovra finanziaria 2023 prevede l’abolizione del Rdc dal 2024, alcune coalizioni hanno proposto il ritorno del Rei.

Ecco perché nei prossimi paragrafi ricordiamo come funziona il Reddito di inclusione e cosa potrebbe succedere dopo il Rdc se questa ipotesi sarà messa in pratica.

Indice

Come funziona il Reddito di inclusione: il futuro dopo il Rdc

Nelle ultime settimane si è discusso molto del futuro del Reddito di cittadinanza, sia per i cambiamenti che saranno apportati nel 2023 sia per quello che succederà nel 2024.

Ricordiamo che, in base alla bozza della legge di bilancio 2023, il Reddito di cittadinanza sarà ridotto a un massimo di 7 mensilità per una platea specifica di cittadIni, considerati occupabili, cioè in grado di entrare nel mondo del lavoro e trovare un’occupazione. Dall’altro lato, le persone considerate “fragili” e quindi inoccupabili, avranno diritto al sussidio per una durata massima di 12 mesi, fino al 31 dicembre 2023.

Dal 1° gennaio 2024, invece, è prevista tassativamente l’abolizione del Reddito di cittadinanza che negli ultimi anni ha supportato milioni di famiglie in difficoltà economica e sociale. L’idea del Governo, dopo l’abrogazione della misura, sarebbe di utilizzare il prossimo anno per mettere a punto un altro sussidio ad hoc destinato solo alle categorie che non possono lavorare.

Ultimamente sono state avanzate una serie di proposte a tal proposito, tra cui un ipotetico Reddito di sussistenza tutto da scrivere e anche il ritorno del Reddito di inclusione. Ques’ultimo, in particolare, sembra essere stato preso in considerazione dalla Presidente del Consiglio Meloni come punto di partenza per realizzare una misura più efficace del Reddito di cittadinanza.

Probabilmente qualcuno ricorderà che il Reddito di inclusione, o Rei, è un sussidio economico di contrasto alla povertà entrato in vigore prima del Rdc e abrogato proprio con l’introduzione del Reddito di cittadinanza.

Anche se per ora resta ancora incerto, se l’ipotesi del Rei dovesse verificarsi nella realtà, potrebbe essere utile sapere come funziona il Reddito di inclusione e cosa cambia rispetto al Reddito di cittadinanza. Nel prossimo paragrafo descriviamo nel dettaglio la proposta avanzata da Calenda e dal Terzo Polo in merito al ritorno di questa misura economica dal 2024.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili. Leggi quali sono in breve le novità per l’Rdc 2023 e quali sono i casi nei quali il sussidio verrà tolto.

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Nel video di seguito si discute delle possibili alternative al Reddito di cittadinanza: il Reddito di sussistenza e il Reddito di inclusione.

Come funziona il Reddito di inclusione: le proposte avanzate

Come dicevamo nel paragrafo precedente, una delle ipotesi per sostituire il Reddito di cittadinanza nel 2024 è attraverso il ritorno del Rei, ossia il Reddito di inclusione, una misura di contrasto alla povertà attiva prima dell’introduzione del Rdc.

Su questa base, la coalizione Terzo Polo e in particolare Calenda ha avanzato una serie di proposte sull’eventuale ritorno di questo sussidio, illustrando il suo punto di vista alla Presidente del Consiglio Meloni.

Innanzitutto, nel reintegrare il Reddito di inclusione, la prima intenzione sarebbe quella di togliere il sussidio anti-povertà alle persone con meno di 40 anni e senza figli.

In secondo luogo, la misura sarebbe interamente gestita dai comuni, compresa la fase di accesso al beneficio.

Inoltre, ciò che viene lamentato da Terzo Polo è l’ambiguità del Rdc: non è chiaro se sia familiare, individuale, di disoccupazione o universale. Invece, l’ideale sarebbe tornare a una misura familiare, proprio come lo era il Rei. Ciò vuol dire che sarebbe slegata dalle offerte di lavoro individuali.

Un altro punto menzionato da Calenda riguarda poi l’importo. Se per il Reddito di cittadinanza ci si aggira intorno ai 500 euro a famiglia, l’importo medio del Rei sarebbe molto più basso: il Reddito di inclusione, infatti, andava dai 225 e i 328 euro al mese e raggiungeva un numero molto inferiore di famiglie rispetto al Reddito di cittadinanza oggi.

Per quest’ultimo punto, sarebbe molto difficile pensare a un ritorno immediato del Rei senza un adeguamento degli importi. Il rischio sarebbe, infatti, di lasciare tantissime persone in povertà.

Un’altra differenza sostanziale del Reddito di inclusione rispetto al Reddito di cittadinanza è che il Rei sarebbe gestito non solo dai Comuni ma anche dai servizi sociali, considerati l’unico ente capace di affrontare la povertà dei cittadini su più piani (non solo su quello economico).

Infine, il Rei e il Rdc presentano differenze evidenti anche per quanto riguarda i requisiti di accesso, di cui parleremo nel dettaglio nel prossimo paragrafo.

Come funziona il Reddito di inclusione? Persona con espressione spaventata per l’incertezza del futuro del Rdc.

Come funziona il Reddito di inclusione e a chi spetta

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto che il futuro dopo il Reddito di cittadinanza è ancora incerto e una delle ipotesi plausibili per sostituire la misura anti-povertà che tutti conosciamo è con il ritorno al Reddito di inclusione, sulla base della proposta avanzata da Calenda alla Presidente Meloni.

Se effettivamente ci sarà un ritorno di questa misura, sarebbe utile ricordare come funziona il Reddito di inclusione e soprattutto quali erano i requisiti previsti per ottenerla.

Dunque, innanzitutto il Reddito di inclusione si compone di due parti:

In merito ai requisiti, ci sono diversi aspetti che distinguono il Rei dal Rdc. In particolare, per quanto riguarda i requisiti di residenza e soggiorno, la persona richiedente deve essere:

Invece, in merito ai requisiti economici, il nucleo familiare deve essere in possesso di:

Inoltre, per avere diritto al Reddito di inclusione, ciascun componente del nucleo familiare deve rientrare in queste condizioni:

In ogni caso, per avere informazioni più chiare sull’effettivo ritorno del Reddito di inclusione e sul suo funzionamento (che potrebbe anche cambiare rispetto a cinque anni fa) bisogna solo aspettare decisioni ufficiali dall’esecutivo.

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