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Come non pagare un decreto ingiuntivo (e quando è possibile)

Come non pagare un decreto ingiuntivo? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Marzo 2024

In questo articolo vedremo come non pagare un decreto ingiuntivo e quali sono le conseguenze (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è il Decreto ingiuntivo e a cosa serve?

Il decreto ingiuntivo rappresenta uno strumento di grande importanza, che ha lo scopo di consentire ai creditori di ottenere in maniera veloce e efficiente quanto gli spetta, sia in termini monetari che di beni materiali. Questo meccanismo giuridico si distingue per essere particolarmente rapido e per avere costi significativamente più bassi rispetto a un procedimento ordinario.

Nello specifico, un decreto ingiuntivo è un provvedimento emesso da un giudice, il quale impone a un debitore il pagamento di una somma di denaro o la consegna di un determinato bene a favore di un creditore. Questo tipo di decreto, essendo esecutivo, non necessita dell’ascolto della parte debitrice prima della sua emissione.

Per l’emissione di un decreto ingiuntivo è indispensabile che il creditore presenti una prova scritta del credito vantato, come una fattura o un contratto. La sua efficacia risiede nella possibilità di fornire rapidamente al creditore ciò che gli è dovuto, senza la necessità di un lungo processo.

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Come non pagare un decreto ingiuntivo

L’opposizione rappresenta il principale strumento attraverso cui è possibile bloccare un decreto ingiuntivo e non pagare la somma spettante. Questa procedura consente alla parte debitrice di presentare le proprie motivazioni affinché il giudice possa considerare di mantenere il decreto nella sua forma originaria, senza esecutività immediata. Il Codice Civile offre la possibilità di sospendere l’esecuzione del decreto se vi sono motivi validi.

Dopo l’opposizione, si svolgerà una prima udienza dove il giudice valuterà se rendere il decreto temporaneamente esecutivo. Se il giudice decide di procedere, il debitore dovrà pagare ma potrà essere rimborsato in caso di successo nella causa. In caso contrario, il creditore può iniziare l’esecuzione forzata. Il processo culminerà in una sentenza definitiva che determinerà l’esito del debito.

Se il decreto ingiuntivo si trasforma in un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, questo richiede al debitore un pagamento immediato, solitamente entro 10 giorni dall’emissione, a differenza dei 40 giorni previsti normalmente. Questa forma di decreto è comune in presenza di cambiali, assegni bancari o contratti specifici. Se non viene concesso il carattere di provvisorietà, il debitore può attendere la conclusione del processo prima di effettuare il pagamento.

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In foto, una bilancia che simboleggia la giustizia.

Quali sono i motivi validi per opporsi a un decreto ingiuntivo

Qualora un decreto ingiuntivo diventi definitivo, esistono vie legali per evitarne il pagamento, soprattutto se i beni reclamati sono legalmente impignorabili. Ma in questo caso è fondamentale affidarsi a un avvocato esperto per navigare le complessità del processo e individuare la migliore strategia di opposizione.

Rivolgersi ad un avvocato con esperienza in materia è infatti essenziale per identificare vizi formali, procedurali o questioni di diritto sostanziale che possano costituire fondamento per l’opposizione. Tra i motivi comuni ci sono la mancanza di requisiti procedurali obbligatori o la contestazione della validità della prova scritta su cui si basa il decreto.

La complessità delle procedure legali richiede perciò l’assistenza di avvocati specializzati in decreti ingiuntivi, al fine di aumentare le possibilità di un esito favorevole nell’opposizione.

Modalità di pagamento del decreto ingiuntivo

Nel caso in cui il pagamento diventi inevitabile è importante conoscere i metodi più efficaci per adempiere all’obbligazione. Trovare un accordo con il creditore può offrire modalità più flessibili di pagamento, come la rateizzazione del debito, contribuendo a evitare procedure di pignoramento.

Se il debitore non dispone di fondi sufficienti per contestare il decreto, esistono strategie, come il pagamento di una quota parziale al creditore, che possono facilitare la rinuncia all’opposizione, estendendo i tempi per il saldo del debito.

Cosa succede se il debitore non paga?

Se un debitore non paga dopo aver ricevuto un decreto ingiuntivo, rischia seriamente il pignoramento. Questo significa che il creditore, avvalendosi dell’autorità giudiziaria, può forzatamente appropriarsi di beni del debitore, come stipendi, conti bancari o proprietà, per recuperare il debito. Il pignoramento è l’ultima fase di un processo legale che si attiva quando tutte le altre vie per ottenere il pagamento sono fallite.

È quindi fondamentale affrontare il decreto ingiuntivo tempestivamente, eventualmente ricorrendo all’opposizione, per evitare conseguenze così drastiche e invasive sulla propria situazione finanziaria e personale.

FAQ: Domande frequenti sul pignoramento

Posso impedire il pignoramento ?

È possibile evitare il pignoramento attraverso diverse opzioni. Ad esempio, il pagamento del debito in modo tempestivo, la negoziazione con il creditore per un piano di pagamento rateale, la ricerca di assistenza da un consulente finanziario o un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni.

Posso riattivare il pignoramento del conto corrente se successivamente deposito fondi sul conto?

Se il saldo del conto corrente è vuoto o in negativo, i fondi non vengono bloccati. Tuttavia, eventuali depositi successivi potrebbero essere soggetti a pignoramento, ciò dipende se si è chiuso o meno il procedimento di pignoramento avviato.

Quali sono le alternative al pignoramento del conto corrente vuoto?

Se il conto corrente è vuoto e ci sono in difficoltà finanziarie, è consigliabile cercare assistenza da parte di un consulente finanziario o di un avvocato specializzato in diritto delle esecuzioni. Possono esaminare le opzioni e consigliare sulle alternative al pignoramento, come la negoziazione del debito o l’elaborazione di un piano di rimborso.

Chi può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente?

Un creditore che ha un credito non soddisfatto nei confronti di un debitore può avviare una procedura di pignoramento del conto corrente. Questo avviene generalmente attraverso un’azione legale o tramite un avvocato.

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