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Tari 2023, come pagare meno la tassa sui rifiuti e chi può

Scopri come pagare meno la tassa sui rifiuti e in quali casi si ha diritto alle agevolazioni previste dalla legge.

di Chiara Del Monaco

Aprile 2023

La Tari, ossia la tassa sui rifiuti, è un’imposta che deve essere pagata dai cittadini per coprire il costo della gestione dei rifiuti urbani. Tuttavia, ci sono alcune persone che possono ottenere riduzioni o esenzioni sull’importo da versare. In questo approfondimento vediamo come pagare meno la tassa sui rifiuti e chi può farlo (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Prima di scoprire come pagare meno la tassa sui rifiuti, soffermiamoci un momento sulla definizione di Tari. Dunque, la Tari, acronimo di tassa sui rifiuti per l’appunto, è un tributo comunale che ha lo scopo di finanziare i costi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, quindi il servizio di raccolta e smaltimento.

Questa tassa deve essere pagata da chiunque sia in possesso di un immobile o aree scoperte in grado di produrre rifiuti.

La Tari è stata introdotta dalla legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147) e viene riscossa dall’amministrazione comunale o dal soggetto terzo a cui il Comune ha affidato questo compito.

Nei prossimi paragrafi analizziamo i casi in cui sono previste esenzioni o riduzioni della Tari e chi è tenuto a pagare questa imposta.

Indice

Come pagare meno la tassa sui rifiuti: esenzioni e riduzioni previste dalla legge

In merito al pagamento della tassa sui rifiuti, la legge prevede due tipi di esenzioni: quelle obbligatorie e quelle facoltative, ossia che dipendono dalla volontà del Comune di appartenenza.

In particolare, quando si parla di esenzioni e riduzioni obbligatorie, ci si riferisce alle seguenti agevolazioni:

Dall’altro lato, il Comune può decidere di applicare ulteriori esenzioni e riduzioni sulla Tari ad alcune specifiche categorie di soggetti. Per esempio, il Comune può stabilire riduzioni ed esenzioni in questi casi:

Altre esenzioni possono essere previste in caso di soggetti ritenuti meritevoli di tutela, per esempio le famiglie numerose o con reddito basso possono accedere al Bonus sociale Tari se rientrano nei requisiti stabiliti dal proprio Comune di residenza.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

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Come pagare meno la tassa sui rifiuti: chi deve pagare la Tari

Nel paragrafo precedente abbiamo illustrato i casi in cui sono previste esenzioni e riduzioni sulla Tari, sia in misura obbligatoria sia in forma facoltativa e a discrezione dei Comuni.

Ma chi è che ha l’obbligo di pagare la Tari secondo la legge?

Dunque, il presupposto principale che fa scattare il pagamento della Tari è la capacità di un locale o un’area aperta di produrre rifiuti, come una casa di abitazione. Questo significa che il mancato utilizzo di un locale (per esempio una casa) non basta a esonerare il cittadino dal versamento dell’imposta.

In particolare, per non pagare la Tari su un immobile che si dichiara “non abitato”, è necessario dimostrare che è inidoneo a produrre rifiuti, e cioè non devono essere attive le utenze di luce, gas e acqua e non devono essere presenti arredi. In pratica, per non versare la Tari, la casa non deve essere adatta a ospitare nessuno.

Basta la presenza o degli arredi o di una sola utenza a impedire al contribuente di poter beneficiare dell’esonero dal pagamento della Tari per il 2023.

Per chi ha una seconda casa e la utilizza pochi mesi all’anno, come abbiamo visto è prevista una riduzione del tributo da versare. Invece, il discorso cambia se l’immobile è abitato da un inquilino in affitto. Chi pagherà la tassa in questo caso, il proprietario o l’inquilino?

Dipende dal tempo di permanenza nell’abitazione. Nello specifico, l’inquilino è obbligato a pagare la tassa sui rifiuti se resta nell’immobile per più di 6 mesi. In caso di permanenza minore, invece, la tassa è completamente a carico del proprietario.

Come pagare meno la tassa sui rifiuti: in foro, un uomo che fa la raccolta differenziata.

Come pagare meno la tassa sui rifiuti: quando si paga la TARI

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto come pagare meno la tassa sui rifiuti e chi è tenuto a pagare la Tari. A questo punto, potrebbe essere utile sapere quando si paga la Tari, in termini temporali.

Innanzitutto, a stabilire le scadenze per pagare la Tari sono i Comuni, quindi le tempistiche variano a seconda della zona di residenza.

Generalmente, però, la tassa va versata in tre diversi periodi dell’anno, e in particolare:

Tuttavia, dal 1° gennaio 2023, l’Arera ha stabilito un piano di dilazione e rateizzazione della Tari per coloro che si trovano in queste condizioni:

Infine, i Comuni possono assicurare la rateizzazione solo in caso di importo iniziale pari ad almeno 100 euro.

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