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Tari 2023, come pagare meno la tassa sui rifiuti e chi può

Scopri come pagare meno la tassa sui rifiuti e in quali casi si ha diritto alle agevolazioni previste dalla legge.

di Chiara Del Monaco

Aprile 2023

La Tari, ossia la tassa sui rifiuti, è un’imposta che deve essere pagata dai cittadini per coprire il costo della gestione dei rifiuti urbani. Tuttavia, ci sono alcune persone che possono ottenere riduzioni o esenzioni sull’importo da versare. In questo approfondimento vediamo come pagare meno la tassa sui rifiuti e chi può farlo - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

Prima di scoprire come pagare meno la tassa sui rifiuti, soffermiamoci un momento sulla definizione di Tari. Dunque, la Tari, acronimo di tassa sui rifiuti per l’appunto, è un tributo comunale che ha lo scopo di finanziare i costi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, quindi il servizio di raccolta e smaltimento.

Questa tassa deve essere pagata da chiunque sia in possesso di un immobile o aree scoperte in grado di produrre rifiuti.

La Tari è stata introdotta dalla legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147) e viene riscossa dall’amministrazione comunale o dal soggetto terzo a cui il Comune ha affidato questo compito.

Nei prossimi paragrafi analizziamo i casi in cui sono previste esenzioni o riduzioni della Tari e chi è tenuto a pagare questa imposta.

Indice

Come pagare meno la tassa sui rifiuti: esenzioni e riduzioni previste dalla legge

In merito al pagamento della tassa sui rifiuti, la legge prevede due tipi di esenzioni: quelle obbligatorie e quelle facoltative, ossia che dipendono dalla volontà del Comune di appartenenza.

In particolare, quando si parla di esenzioni e riduzioni obbligatorie, ci si riferisce alle seguenti agevolazioni:

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Dall’altro lato, il Comune può decidere di applicare ulteriori esenzioni e riduzioni sulla Tari ad alcune specifiche categorie di soggetti. Per esempio, il Comune può stabilire riduzioni ed esenzioni in questi casi:

Altre esenzioni possono essere previste in caso di soggetti ritenuti meritevoli di tutela, per esempio le famiglie numerose o con reddito basso possono accedere al Bonus sociale Tari se rientrano nei requisiti stabiliti dal proprio Comune di residenza.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

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Come pagare meno la tassa sui rifiuti: chi deve pagare la Tari

Nel paragrafo precedente abbiamo illustrato i casi in cui sono previste esenzioni e riduzioni sulla Tari, sia in misura obbligatoria sia in forma facoltativa e a discrezione dei Comuni.

Ma chi è che ha l’obbligo di pagare la Tari secondo la legge?

Dunque, il presupposto principale che fa scattare il pagamento della Tari è la capacità di un locale o un’area aperta di produrre rifiuti, come una casa di abitazione. Questo significa che il mancato utilizzo di un locale (per esempio una casa) non basta a esonerare il cittadino dal versamento dell’imposta.

In particolare, per non pagare la Tari su un immobile che si dichiara “non abitato”, è necessario dimostrare che è inidoneo a produrre rifiuti, e cioè non devono essere attive le utenze di luce, gas e acqua e non devono essere presenti arredi. In pratica, per non versare la Tari, la casa non deve essere adatta a ospitare nessuno.

Basta la presenza o degli arredi o di una sola utenza a impedire al contribuente di poter beneficiare dell’esonero dal pagamento della Tari per il 2023.

Per chi ha una seconda casa e la utilizza pochi mesi all’anno, come abbiamo visto è prevista una riduzione del tributo da versare. Invece, il discorso cambia se l’immobile è abitato da un inquilino in affitto. Chi pagherà la tassa in questo caso, il proprietario o l’inquilino?

Dipende dal tempo di permanenza nell’abitazione. Nello specifico, l’inquilino è obbligato a pagare la tassa sui rifiuti se resta nell’immobile per più di 6 mesi. In caso di permanenza minore, invece, la tassa è completamente a carico del proprietario.

Come pagare meno la tassa sui rifiuti: in foro, un uomo che fa la raccolta differenziata.

Come pagare meno la tassa sui rifiuti: quando si paga la TARI

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto come pagare meno la tassa sui rifiuti e chi è tenuto a pagare la Tari. A questo punto, potrebbe essere utile sapere quando si paga la Tari, in termini temporali.

Innanzitutto, a stabilire le scadenze per pagare la Tari sono i Comuni, quindi le tempistiche variano a seconda della zona di residenza.

Generalmente, però, la tassa va versata in tre diversi periodi dell’anno, e in particolare:

Tuttavia, dal 1° gennaio 2023, l’Arera ha stabilito un piano di dilazione e rateizzazione della Tari per coloro che si trovano in queste condizioni:

Infine, i Comuni possono assicurare la rateizzazione solo in caso di importo iniziale pari ad almeno 100 euro.

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