Concorsi letterari, a Conza tra poesia e narrativa

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E’ la quinta edizione di uno dei concorsi letterari della provincia di Avellino: il Premio nazionale di poesia e narrativa Città di Conza della Campania. Abbiamo ascoltato uno degli ideatori, nonché componente della giuria, Armando Saveriano. Insieme a lui anche il poeta Davide Cuorvo, tra i fondatori del concorso e artefice dell’iniziativa.

Cos’è il Premio nazionale di poesia e narrativa “Città di Conza della Campania”, quando, perché nasce e soprattutto per merito di chi.

Davide Cuorvo ed io rivendichiamo la fondazione del concorso, nato per gettare e vincere la sfida culturale su un territorio vergine, in espansione evolutiva. Il Premio letterario nasce per l’esigenza di divulgare il pensiero creativo poetico e narrativo in Irpinia, che annovera volontà e talenti in attesa di venire alla luce e alla considerazione critica.

Quali sono stati i numeri delle passate edizioni e fin dove si è spinto il Premio “Città di Conza”? Ha superato anche i confini regionali?

Il certamen, nato in sordina, ha riscontrato uno straordinario successo già a partire dalla prima edizione, e quindi, sotto tale spinta, si è affermato, corroborato, arricchito di nomi eccelsi e di premi, a rilevanza nazionale. Siamo in ascesa e contiamo di consolidare tale stato.

La forza è nella giuria

La vostra giuria, negli anni, si è sempre contraddistinta per un livello di qualità e di professionalità molto elevato, in cui erano presenti anche personaggi noti a livello nazionale. Come costruite la giuria e chi ne farà parte quest’anno?

La forza del premio consiste nell’eccellenza della sua giuria, che lo rende curriculare, un vero e proprio MUST per i candidati. Wanda Marasco, due volte nella cinquina del Premio Strega, Giampiero Neri, massimo esponente della linea lombarda, Franco Arminio paesologo di chiara fama, Maria Grazia Calandrone, critico e poeta di grande spicco, tra l’altro vincitrice del primo premio per il libro edito nella scorsa edizione 2018; poi Eugenio Lucrezi, Eleonora Rimolo, il giudice Gennaro Iannarone, il critico, poeta e giornalista Alessandro Di Napoli, la poeta e presidente dell’Associazione L’Artefatta di Afragola, Carmina Esposito; la giornalista Floriana Guerriero, la giornalista e scrittrice Flavia Balsamo. Compito della giuria, che esamina scrupolosamente il materiale pervenuto e poi redige la classifica e i commenti agli elaborati risultati vincitori, è quello di tastare il polso alla poesia contemporanea, individuarne gli sbocchi, magari nuovi canoni e possibili premesse, in un mondo dove già è stato detto e scritto tutto, dove tutto, attraverso le correnti e le avanguardie, è stato cercato, indagato, sviscerato.

Tre le sezioni

Entriamo adesso nel merito del premio e del suo regolamento. Quali sono le sezioni per cui si può partecipare quest’anno, quali le modalità ed il termine ultimo per concorrere all’edizione del 2019?

Tre le sezioni. Si può concorrere con un libro di poesie, con la poesia singola, massimo tre elaborati, che può essere edita o inedita, non fa differenza; infine c’è la sezione narrativa, che prevede l’invio di una short story di massimo 5 cartelle. La scadenza è il 31 maggio prossimo venturo, ma abbiamo un largo margine di tollerabilità. L’invio cartaceo dei libri è tutelato dal timbro postale che fa fede. Per le altre sezioni, il materiale si invia telematicamente. Il Regolamento è molto dettagliato, basta esaminarlo con paziente attenzione.

“Voglio ricordare – aggiunge Davide Cuorvo, poeta e tra i fondatori del concorso – che il Premio si caratterizza anche per l’assegnazione dei lauri; lauro d’oro alla carriera poetica insigne; lauro d’argento ai poeti più qualificati e operativi; lauro di bronzo aperto alle categorie dell’azione in campo sociale e a quelle dell’arte, dal teatro alla pittura, dalla danza alla fotografia, alla scultura, alla saggistica, alla ricerca scientifica. Ci prefiggiamo di stilare un albo d’oro, riportando i nomi dei vincitori di tutte le edizione e magar, appena possibile, una plaquette con la poesie premiate. Per i lauri d’oro abbiamo già premiato Bruno Galluccio, Gabriella Maleti, Mariastella Eisenberg, Antonio Spagnuolo e il grande e compianto Daniele Grassi, di Morra De Sanctis, residente a Bruxelles.

Ed infine, quali sono le prospettive del premio per il futuro e quali i progetti o le novità a cui state lavorando?

Il nostro obiettivo è rendere il Premio uno ‘status’ all’interno del reticolo di iniziative intellettuali di valore, e quindi Conza della Campania un fulcro per la concentrazione di talenti e di pietre miliari nel campo delle attività umanistiche.

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