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Home / Assegno Unico / Come rinnovare l’Assegno Unico 2023 e quando non serve           

Come rinnovare l’Assegno Unico 2023 e quando non serve           

Come rinnovare l'Assegno Unico 2023? Scopriamo se e quando è necessario presentare la domanda.

di Alda Moleti

Febbraio 2023

Come rinnovare l’Assegno Unico 2023: scopriamo chi deve presentare domanda e chi no (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Tutti coloro che sono percettori dell’Assegno Unico 2022, cioè hanno presentato la domanda di richiesta e questa e stata accolta entro il 28 febbraio 2023, non dovranno presentare nessuna domanda di rinnovo quest’anno.

L’Assegno Unico viene infatti rinnovato d’ufficio, cioè in automatico, e a chiarirlo è stata la circolare INPS n. 132 del 15 dicembre 2022.

Tuttavia, nonostante il rinnovo sia automatico, i titolari di Assegno Unico sono comunque tenuti a presentare all’INPS la DSU 2023 per aggiornare l’ISEE entro il 28 febbraio 2023. Quanti non presentano la nuova certificazione ISEE(DSU) riferita all’anno 2023 continueranno a ricevere l’Assegno Unico, ma con l’importo minimo, cioè quello che si applica ai redditi ISEE a partire dai 40.000 euro.

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Invece, quanti percepiscono già il contributo, ma hanno subito gravi variazioni familiari, oltre alla DSU devono anche integrare la vecchia domanda già presentata.

Quelli che invece prima del 28 febbraio 2023 hanno presentato (o presenteranno) domanda per ricevere l’Assegno Unico, ma questa non è stata (o non sarà) approvata, a partire da marzo 2023 potranno presentare una nuova domanda di richiesta del beneficio.

Indice

Come rinnovare l’Assegno Unico 2023: chi non deve presentare la domanda?

L’Assegno Unico è un contributo che si rinnova ogni anno e la sua annualità va da marzo a febbraio dell’anno successivo. Tuttavia, poiché è una misura relativamente nuova e introdotta solo l’anno scorso c’è stata molta confusione sulla modalità di rinnovo.

Chiariamo perciò subito che una volta presentata e accolta la domanda per l’Assegno Unico l’agevolazione si rinnova automaticamente, cioè non si dovrà presentare nessuna domanda di rinnovo vera e propria.

Per essere più precisi, quanti sono già percettori dell’Assegno Unico nel 2022 o presentano, prima del 28 febbraio 2023, una richiesta per il contributo e questa verrà accolta, vedranno il beneficio rinnovato in automatico per l’annualità successiva.

Tuttavia, poiché gli importi dell’Assegno Unico sono calibrati sul reddito, per mantenere eventuali maggiorazioni è necessario fornire ogni anno all’INPS i dati aggiornati sulla propria situazione economica. Cioè, ogni anno i percettori di Assegno Unico devono compilare la nuova DSU per aggiornare l’ISEE entro la fine febbraio.

Nel caso di quest’anno, quanti già ricevono l’Assegno Unico hanno tempo fino al 28 febbraio 2023 per presentare la nuova DSU, che serve a calcolare l’ISEE in corso di validità.

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Come rinnovare l’Assegno Unico 2023: cosa accade se non si aggiorna l’ISEE?

La DSU 2023 può essere compilata ed inviata telematicamente all’INPS in prima persona usando il servizio ISEE precompilato sul portale web dell’Istituto, dopo aver effettuato l’accesso con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Quanti non rispettano la scadenza di fine febbraio, cioè non compilano la DSU 2023 per ottenere l’ISEE in corso di validità non perderanno comunque l’Assegno Unico, ma vedranno le cifre ridotte perché sarà applicato l’importo minimo garantito, senza alcuna maggiorazione.

In pratica, a prescindere dalla loro situazione riceveranno gli importi che spettano alla fascia più alta di reddito, quella con ISEE da 40.000 euro all’anno in poi.

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In foto la sezione del sito dell’INPS dedicata all’ISEE precompilato.

Come rinnovare l’Assegno Unico 2023: chi deve presentare la domanda?

Chi percepisce l’Assegno Unico 2022, ma nel frattempo ha subito grandi variazioni all’interno del nucleo familiare, oltre ad essere tenuto come tutti ad aggiornare l’ISEE deve anche integrare tempestivamente la domanda già presentata.

L’integrazione è utile anche al calcolo delle nuove maggiorazioni 2023. In dettaglio parliamo di questo genere di variazioni:

La modifica dell’istanza deve essere fatta online sul sito dell’INPS accedendo al portale “Prestazioni e servizi” e autenticandosi con SPID, CIE o CNS. Fatto questo, basta andare nella sezione dell’Assegno Unico e selezionare “Consulta e gestisci le domande già presentate”.

Per quanto riguarda le nuove richieste, possono presentare domanda per l’Assegno Unico 2023 coloro che non lo hanno mai richiesto e quelli che hanno presentato domanda per l’Assegno Unico 2022, cioè prima del 28 febbraio 2023, ma questa non è stata accolta.

La richiesta dell’Assegno Unico deve essere inoltrata all’INPS in via telematica tramite il portale dei servizi online, dopo l’autenticazione con SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile chiedere l’aiuto di Caf e Patronati.

Si ricorda invece che i titolari di Reddito di Cittadinanza o di Pensione di Cittadinanza non devono mai richiedere l’Assegno Unico, perché per loro l’assegnazione è sempre automatica e gli importi sono corrisposti sulla carta del Rdc.

Come rinnovare l’Assegno Unico 2023: come si recuperano gli arretrati?

I contribuenti che non rispettano la scadenza la scadenza di febbraio 2023, termine ultimo per aggiornare la DSU senza subire riduzioni di importo dell’Assegno Unico, hanno comunque un’altra data utile da tenere a mente.

Anche se all’Assegno Unico 2023 viene applicata la riduzione di importi, c’è comunque tempo per presentare la nuova DSU entro il 30 giugno 2023 e ricevere gli arretrati.

Chi, infatti, provvederà ad aggiornare l’ISEE entro la fine di giugno potrà non solo avere un ricalcolo delle somme, ma avrà anche il versamento di eventuali arretrati spettanti, calcolati a partire dalla mensilità di marzo 2023.

La scadenza di giugno vale anche per le nuove domande: coloro che non sono percettori dell’Assegno Unico, se presentano richiesta entro il 30 giugno 2023 riceveranno come arretrati anche le mensilità di marzo, aprile e maggio 2023.

Scopri la pagina dedicata all’Assegno unico per conoscere altri diritti e agevolazioni.

Come rinnovare l’Assegno Unico 2023: come controllare se è stato rinnovato?

Abbiamo detto che il rinnovo dell’Assegno Unico avviene in automatico, quindi, tutto quello che dovete fare è aspettare di ricevere la prossima mensilità, se già siete percettori.

In ogni caso è possibile verificare se tutto è in regola, compreso l’esito della presentazione delle nuove domande, consultando il fascicolo previdenziale online.

Non si deve far altro che accedere all’area MyINPS sul sito dell’Istituto, con credenziali SPID, CIE o CNS, e poi nella barra di ricerca in alto cercare le parole “fascicolo previdenziale”.

Fatto questo, basta selezionare la voce “fascicolo previdenziale” nei risultati e, una volta all’interno, trovare l’Assegno Unico nella scheda delle “prestazioni”.

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