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Come si andrà in pensione nel 2023 dopo la Legge di Bilancio

Come si andrà in pensione nel 2023? Ecco tutte le soluzioni possibili e i requisiti da soddisfare per andare in pensione l'anno prossimo, dopo la Legge di Bilancio.

di Carmine Roca

Novembre 2022

Come si andrà in pensione nel 2023 dopo la Legge di Bilancio? Ecco una panoramica completa sulle possibilità in uscita (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Come si andrà in pensione nel 2023? Tabella riepilogativa

Come si andrà in pensione nel 2023 dopo la Legge di Bilancio approvata dal consiglio dei ministri e che, al netto di clamorosi scossoni e ripensamenti dell’ultimo minuto, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023?

La prima finanziaria del Governo Meloni ha portato in dote le proroghe di Opzione Donna e dell’Ape Sociale e l’introduzione di Quota 103 al posto di Quota 102, che uscirà di scena a fine anno, ma permetterà almeno fino al 31 dicembre 2023 di andare in pensione con 64 anni di età e 38 di contributi.

Con Quota 103, invece, via libera ai pensionati e alle pensionate che hanno versato 41 anni di contributi e compiuto 62 anni di età. Chi ha maturato i requisiti già quest’anno, potrà accedervi a partire dal 1° gennaio 2023. Per i privati l’uscita è prevista ad aprile 2023, per i dipendenti pubblici la prossima estate.

Ecco una tabella riepilogativa con tutte le soluzioni previdenziali in vigore nel 2023 e i requisiti per accedervi:

OPZIONI PREVIDENZIALIREQUISITI
Pensione di vecchiaia67 anni di età e almeno 20 di contributi (se versati tutti dal 1996, l’assegno deve essere almeno 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale)
Pensione anticipata ordinaria42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne
Quota 10362 anni di età e 41 di contributi
Quota 10264 anni di età e 38 di contributi
Opzione Donna35 anni di contributi e 58 anni di età (lavoratrici dipendenti), 59 anni di età (lavoratrici autonome)
Ape Sociale63 anni e 30 di contributi per disoccupati, caregiver, invalidi al 74%; 63 anni e 32 di contributi per lavoratori del settore edile e ceramisti; 63 anni e 36 di contributi per i lavoratori impiegati a mansioni gravose
Pensione per lavori usurantiSistema delle quote, minimo 61 anni e 7 mesi con 35 di contributi versati. Può accedervi chi è impiegato in lavori faticosi, in condizioni estreme o di notte
Quota 41 per lavoratori precoci41 anni di contributi, di cui uno versato prima dei 19 anni di età, se disoccupati, caregiver, invalidi al 74% o addetti a mansioni gravose e usuranti
Pensione anticipata contributiva64 anni di età e 20 di contributi, tutti versati dal 1996. L’assegno deve essere almeno 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale
Pensione di vecchiaia contributiva71 anni e almeno 5 di contributi versati interamente dal 1996
IsopensionePossono accedervi gli impiegati in grandi aziende, se maturano requisiti per la pensione di vecchiaia entro 7 anni
Contratto di espansioneEsodo anticipato fino a 5 anni prima del compimento dei 67 anni
Come si andrà in pensione nel 2023? Tabella

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a seguire questo video, su come cambierà il sistema pensioni nel 2023, dopo la Legge di Bilancio.

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Come si andrà in pensione nel 2023: pensione di vecchiaia e anticipate

Come si andrà in pensione nel 2023? Abbiamo visto che la Legge di Bilancio 2023 ha apportato alcune piccole modifiche nel sistema previdenziale italiano. Sono state prorogate l’Ape Sociale e Opzione Donna ed è stata introdotta Quota 103.

Almeno fino al 31 dicembre 2024, la pensione di vecchiaia sarà accessibile con i requisiti attuali, in vigore anche nel 2023: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi.

Chi ha versato tutti gli anni di contributi dal 1996 e rientra nel sistema contributivo puro, per andare in pensione dovrà aver maturato un assegno che sia pari a 1,5 volte l’assegno sociale (almeno 702,15 euro).

Alla pensione di vecchiaia si affiancheranno la pensione anticipata ordinaria, con gli stessi parametri attualmente in vigore (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, a prescindere dall’età anagrafica) e Quota 103 che, come abbiamo visto in precedenza, sarà accessibile con 62 anni di età e 41 di contributi.

Nel 2023 sarà ancora possibile andare in pensione con Quota 102, maturando 38 anni di contributi, al compimento dei 64 anni di età. Per le donne lavoratrici per tutto il 2023 sarà possibile andare in pensione con Opzione Donna, con 35 anni di contributi versati: occorrono 58 anni di età alle lavoratrici dipendenti e 59 anni alle lavoratrici autonome.

Confermato il ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo, particolarmente penalizzante (è previsto un taglio sull’importo della pensione del 20-25%).

Come si andrà in pensione nel 2023? Pensioni per categorie tutelate

Come si andrà in pensione nel 2023 per alcune categorie di lavoratori tutelate dallo Stato? L’anno prossimo rimarrà in vigore l’Ape Sociale, prorogata con la Legge di Bilancio.

Confermati i requisiti attuali: i disoccupati di lungo corso, i caregiver che assistono il coniuge o un familiare con disabilità grave e i lavoratori o le lavoratrici con una percentuale di invalidità di almeno il 74%, possono andare in pensione con 63 anni di età e 30 di contributi.

Gli addetti alle attività gravose possono, invece, accedervi con 63 anni di età e 36 di contributi. Ricordiamo che dal 1° gennaio 2022, gli operai edili, i ceramisti e i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta possono accedervi sempre a 63 anni di età, ma con 32 anni di contributi.

Rimarrà in vigore anche la pensione per lavori usuranti, con il sistema delle quote, da un minimo di 61 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi, per chi svolge lavori particolarmente faticosi, in condizioni difficili e con orari notturni.

Tutto confermato anche per Quota 41 per lavoratori precoci, almeno fino a quando non verrà introdotta Quota 41 per tutti, come vorrebbe la Lega (ipotesi remota).

Nel 2023 potranno andare in pensione con 41 anni di contributi i lavoratori che hanno versato un anno di contributi entro i 19 anni di età e appartengono alle categorie dell’Ape Sociale (disoccupati, caregiver, invalidi al 74%, addetti a mansioni gravose).

Come si andrà in pensione nel 2023
Come si andrà in pensione nel 2023? Ecco tutte le soluzioni possibili.

Come si andrà in pensione nel 2023? Altre soluzioni

Come si andrà in pensione nel 2023? Inoltre, sarà ancora possibile accedere a due formule previdenziali previste per chi ha maturato contributi soltanto a partire dal 1996: la pensione anticipata contributiva e la pensione di vecchiaia contributiva.

La pensione anticipata contributiva è accessibile con 64 anni di età e 20 di contributi, tutti versati dal 1996 in poi. Inoltre l’assegno maturato deve essere pari a 2,8 volte il valore dell’assegno sociale (1.310,68 euro).

La pensione di vecchiaia contributiva è aperta a chi ha compiuto 71 anni e ha versato almeno 5 anni di contributi, tutti dal 1996 ad oggi.

Infine rimangono attive le possibilità di accedere all’Isopensione (ai lavoratori di grandi aziende, che matureranno l’accesso alla pensione entro 7 anni) e il contratto di espansione.

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