Come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli

Come si calcola l'assegno di mantenimento per i figli: quali sono le spese da includere e quali da escludere durante la fase di separazione di una coppia. Il dovere dei genitori, la separazione concordata o giudiziale, i parametri per la decisione del giudice. Cosa succede quando la separazione diventa divorzio.

4' di lettura

Come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli. L’obbligo di assistere i figli non viene certo meno dopo la separazione di una coppia sposata o convivente. Ed è questo il senso dell’assegno di mantenimento per i figli. Che può essere deciso dal giudice o di comune accordo tra gli ex coniugi.

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L’assegno di mantenimento per i figli viene versato mensilmente dal genitore non affidatario. Serve a coprire le spese ordinarie (abbigliamento, scuola e così via).

Come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli: spese ordinarie

Le spese ordinarie devono coprire la vita quotidiana, la scuola e altre attività.

Possono essere più o meno suddivise in questo modo:

Vita quotidiana:

  • vitto e abbigliamento;
  • ricarica cellulare;
  • spese di trasporto urbano;
  • carburante;
  • attività ricreative abituali.

Scuola:

  • spese per tasse scolastiche (con l’eccezione di quelle universitarie);
  • materiale scolastico di cancelleria;
  • mensa;
  • uscite didattiche;
  • prescuola, doposcuola.

Altre spese:

  • medicinali da banco;
  • baby sitter (se c’era l’esigenza anche prima della separazione);
  • spese per le cure degli animali domestici dei figli (se non sono stati donati dopo la separazione o il divorzio);
  • trattamenti estetici;
  • contributo per le spese dell’abitazione (incluse le utenze).

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Come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli: spese straordinarie

Altra cosa le spese straordinarie, che vanno divise equamente tra gli ex coniugi.

Nessuno dei genitori pu essere esonerato dalla sua responsabilità genitoriale (a partire, evidentemente, dall’assegno di mantenimento).

L’assegno di mantenimento ha queste 4 caratteristiche:

  • indisponibile: non è possibile rinunciarvi:
  • impignorabile;
  • non compensabile: come ad esempio nel caso di eventuali debiti di un genitore verso l’altro, si devono saldare a prescindere dall’assegno di mantenimento per i figli;
  • irripetibile: quello che è stato versato non può essere restituito.

Come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli: consensuale o giudiziale

Come detto l’assegno di mantenimento per i figli viene fissato quando la coppia si separa. E la separazione può essere consensuale o giudiziale:

  • Se la separazione è consensuale, c’è un accordo anche sull’assegno per i figli e si stabilisce anche un contributo per le spese straordinarie. Si può anche scegliere un mantenimento diretto ed escludere quindi l’assegno. Il giudice può omologare questo accordo (e di solito accade), dopo aver valutato l’interesse del minore.
  • Se la separazione è giudiziale, sarà il giudice a decidere l’importo dell’assegno di mantenimento e la suddivisione delle spese straordinarie.

In genere le stesse regole adottate per la separazione vengono poi replicate quando la separazione diventa divorzio.

Come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli: coppia conviventi

Nel caso di figli nati da una convivenza, i genitori possono non rivolgersi al giudice. Devono farlo se hanno intenzione di formalizzare i rapporti personali e patrimoniali con i figli.

Si può procedere in due modi:

  • depositare un ricorso congiunto, con una soluzione concordata (che il giudice decide se accogliere);
  • depositare un ricorso contenzioso, se non c’è accordo. In quel caso deciderà il giudice.

Come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli

Questa breve e sommaria premessa delle basi di una separazione.

Ma veniamo al dunque di questo articolo: come si calcola l’assegno di mantenimento per i figli?

C’è un articolo del codice civile (337 ter), che in modo esplicito sancisce che on caso di accordi diversi tra gli ex coniugi, bisogna provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale rispetto al proprio reddito.

Il giudice, per rispettare un criterio di proporzionalità, deve considerare questi parametri:

  • le attuali esigenza del figlio; (bisogna garantire vari aspetti della sua vita: scuola, sport, cura, educazione);
  • il tenore di vita che ha goduto prima della separazione: i figli non devono subire alcun danno dalla separazione dei genitori;
  • i tempi di permanenza a casa dei genitori separati;
  • le risorse economiche di entrambi i genitori. In questo caso il giudice deve considerare: i redditi da lavoro, i conti correnti, i risparmi, gli investimenti, le polizze assicurative, e infine i cespiti produttivi di reddito, come gli immobili in locazione;
  • la valenza domestica e di cura assunti da ciascun genitore.

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