Come si calcolano i contributi per lavoratori agricoli

Una guida rapida per scoprire come si calcolano i contributi per lavoratori agricoli. Quali dati ti servono e come farlo da solo.

6' di lettura

Se sei un lavoratore dipendente del settore agricolo saprai che, come previsto dalla legge, il tuo datore di lavoro dovrà fare dei versamenti all’INPS sia ai fini pensionistici, sia per assicurarti in determinate situazioni come gravidanza, malattie o perdita del lavoro. Andiamo a vedere insieme come si calcolano i contributi per lavoratori agricoli e scoprire cosa sono, quali sono le scadenze e come riscattare i contributi agricoli.

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Cosa sono i contributi agricoli

I contributi per agricoltori sono le quote di denaro che il datore di lavoro deve versare all’INPS per i suoi dipendenti. Servono ad assicurarli in caso di malattie, gravidanza, perdita di lavoro e, non ultimo, per assicurarsi la pensione.

Ci sono varie scadenze che dovranno essere rispettate, nei quali il datore di lavoro dovrà effettuare il pagamento tramite i modelli F24. Queste date di scadenza sono:

  • 16 settembre scade il Primo trimestre;
  • 16 dicembre scade il Secondo trimestre;
  • 16 marzo scade il Terzo trimestre;
  • 16 giugno scade il Quarto trimestre.

Il bollettino di pagamento verrà fornito direttamente dall’Istituto di Previdenza al proprio datore, in formato precompilato, così che dovrà solo effettuare il pagamento.

Come si calcolano i contributi per lavoratori agricoli

Il calcolo dei contributi è basato sull’importo dello stipendio. Ogni anno l’INPS comunica le aliquote contributive, tramite una circolare, che il datore di lavoro dovrà pagare per i suoi dipendenti di azienda agricola. Per quest’anno è valida la circolare n° 39 del 17 marzo 2020.

Giusto a scopo informativo, visto che, come detto, i calcoli li farà direttamente l’INPS, le aliquote contributive per aziende agricole sono pari al 29,30%, delle quali l’8,84% a carico del lavoratore e quindi scalate dal reddito del dipendente.

Se l’azienda agricola ha delle fasi di produzione industriale, il contributo è pari al 32,30%, di cui sempre l’8,84% a carico del lavoratore.

Le aliquote INAIL, invece, per il 2020 sono:

  • 10,1250% per Assicurazione
  • 3,1185% l’Addizionale

Se si lavora in una zona montana o in una zona svantaggiata, il contributo da dare all’INPS sarà ridotto:

  • 25% nelle zone montane;
  • 32% nelle zone svantaggiate.

Le agevolazioni, però, non saranno applicate al contributo per la disoccupazione previsto dall’art. 25, co. 4 della L. n. 845/78.

Come si calcolano i contributi per lavoratori agricoli

Pensione

Come abbiamo detto, i contributi versati servono anche a far maturare il diritto alla pensione per i dipendenti agricoltori. Per poterla avere, però, occorrono dei requisiti, sia anagrafici che contributivi:

  • Bisogna avere 67 anni di età, sia per gli uomini sia per le donne;
  • Avere almeno 20 anni di contributi.

Nel caso in cui non si dovessero raggiungere i 20 anni di contributi c’è la possibilità di avere la pensione: bisognerà aspettare di avere 71 anni età. Con questa età basterà avere almeno 5 anni di contributi.

Ci sono, poi, dei casi specifici in cui l’INPS può concedere questo diritto con agevolazioni:

  • se si ha un’invalidità superiore all’80% basta avere 55 anni se si è donna e 60 anni se si è uomini per andare in pensione;
  • se si diventa ciechi o con residuo visivo di massimo una diottria basterà avere 50 anni di età se si è donna e 55 anni se si è uomini, con, per entrambe i sessi, almeno 10 anni di contributi.

Ai fini pensionistici è importante sapere, vista la particolarità del lavoro agricolo, che l’INPS non calcola l’anno su una base di 365 giorni, ma di 270 giorni. In poche parole, se si versano i contributi per 270 giorni, che siano effettivi o contributivi, questo varrà come un anno di lavoro.

Pensione anticipata

Potrai chiedere anche di andare in pensione anticipatamente, cioè prima dei 67 anni, ma occorrerà avere una di queste due situazione:

  • Almeno 41 anni e 3 mesi di contributi se si è donna ed almeno 42 anni e 3 mesi di contributi se si è uomini;
  • Avere almeno 20 anni di contributi effettivi, quindi da escludere quelli versati per malattia, gravidanze ed altre situazioni particolari. In questo caso la somma percepita sarà superiore di 2,8 volte l’assegno sociale. Nel 2019 la somma ammontava a 1.282,37 euro al mese.

Prima e dopo il 1984

Le regole sulla contribuzione agricola sono diverse a partire dal 1984 quindi, se lavoravi già prima di quella data dovrai tenere conto di questi requisiti.

Fino al 31 dicembre 1983 un anno contributivo agricolo era composto da:

  • 104 giorni di lavoro per gli uomini;
  • 70 giorni di lavoro per le donne.

Quindi, come si è capito, se oggi per ottenere un anno di contributi dovrai lavorare per 270 giorni, fino al 1983 era diverso. I contributi versati entro quella data, poi, vengono rivalutati, in pratica moltiplicati, con un coefficiente specifico:

  • 2,60 per gli uomini;
  • 3,86 per le donne e ragazzi.

In pratica avranno un valore superiore.

Quanto valgono?

C’è un dettaglio da capire bene e cioè il valore dei contributi. Spieghiamoci meglio.

Come detto, un anno contributivo, oggi, è pari a 270 giorni di lavoro o, meglio, di contributi versati. Il che vuol dire che se, ad esempio, nel 2019 avete lavorato per 269 giorni, quello non sarà valutato come anno contributivo.

Disperarsi? No, c’è un rimedio. Infatti se in un altro anno, ad esempio, nel 2020, avrai lavorato per almeno 30 giorni in più, quindi 300 giorni, potrai usare quei giorni per coprire eventuali scoperti.

Come si calcolano i contributi per lavoratori agricoli

Riscatto

Può capitare, inoltre, di avere dei periodi di contributi non versati che non possono essere coperti con i giorni in più. In questo caso anche, però, c’è una soluzione: riscattare il periodo.

Questa operazione consente di pagare a posteriori, cioè anche ora, periodi nei quali non risultano versati contributi a nome tuo, con una cifra che comunicherò lo stesso ente. Facendo così, l’INPS valuterà come anni contributivi in più i momenti che, precedentemente, non erano conteggiati.

Facendo così, sì potrà ambire ad una pensione più alta avendo più contributi. Qui c’è la lista di tutti i casi in cui il riscatto può essere richiesto.

Ricongiunzione

Un altra situazione che può capitare è quella di avere contributi versati in varie gestioni. In questo caso, per spostare tutto in un’unica gestione, ed avere, invece di tante piccole pensione, un’unica pensione che unifichi tutte le somme.

Questa manovra, naturalmente è a pagamento. L’INPS, dopo aver fatto domanda, comunicherà se questa sia stata accettata o meno e l’importo e le modalità per fare il pagamento.

Si possono fare delle simulazioni recandosi presso dei patronati o dei consulenti del lavoro. Per farti affiancare e rispondere alla domanda che ha dato il via a questo articolo: come si calcolano i contributi per lavoratori agricoli?

Come si calcolano i contributi per lavoratori agricoli

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