Come si sospende una cartella esattoriale

Come si sospende una cartella esattoriale? Quando è possibile mettere in pausa la procedura esecutiva? I metodi e le possibilità di successo. La sospensione, che non è la cancellazione, può essere chiesta a un giudice o all'ente creditori. I tempi per l'istanza e per ricevere risposta.

4' di lettura

Come si sospende una cartella esattoriale? Come tentare di avere più dei 60 giorni già previsti dalla legge per pagare il debito (tutto, in parte o a rate), ed evitare che si avviino procedure giudiziarie che possono portare al pignoramento del conto corrente o dei beni? O, come pure accade spesso, tentare di puntare alla prescrizione o a una nuova pace fiscale?

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Lo vedremo insieme.

Come si sospende una cartella esattoriale: effetto temporaneo

Come saprete sospendere una cartella esattoriale è cosa assai diversa rispetto a un annullamento o una cancellazione. Le ultime due azzerano e liberano dal debito. La sospensione, come è facile intuire, ha solo un effetto temporaneo (come è accaduto durante la pandemia).

Nel frattempo può impedire che il creditore, pensiamo all’Agenzia delle Entrata, continui ad adottare, in maniera sempre più stringente, atti esecutivi (come il pignoramento).

Quindi la sospensione di una cartella esattoriale è solo una pausa. Non libera da debito e creditori, ma consente di avere tempo. A volte questo può essere fondamentale.

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Come si sospende una cartella esattoriale: il ricorso al giudice

Su come si sospende una cartella esattoriale ci sono diversi metodi. Il più ovvio è quello di chiedere al giudice la sospensione presentando ricorso per una presunta illegittimità della cartella.

In genere il giudice accoglie la sospensione nell’attesa di valutare il vizio della cartella esattoriale.

Questo metodo è comunque consigliato quando ci sono dei fondati motivi di illegittimità. Se così non fosse, i costi del procedimento (e gli interessi) peserebbero sulle spalle del debitore.

Non sempre quindi può rivelarsi una buona idea.

Come si sospende una cartella esattoriale: ricorso all’ente creditore

Non sempre però è necessario chiedere la sospensione al giudice. In presenza di chiari vizi di illegittimità della cartella esattoriale, il contribuente può avanzare la stessa richiesta all’ente che è titolare del credito.

Un esempio:

  • Agenzia delle Entrate: se nella cartella ci sono imposte sui redditi (Irpef, Iva, Irap, Ires);
  • Inps: se nella cartella ci sono contributi previdenziali;
  • Comuni: Imu e Tari;
  • Regione: bollo auto.

Come si sospende una cartella esattoriale: le illegittimità

Questa procedura è molto più semplice, meno costosa e ha un vantaggio ulteriore (e determinante): permette di ottenere la sospensione automatica della cartella.

C’è solo da rispettare il limite dei 60 giorni dall’arrivo della cartella esattoriale.

È pur vero, e non deve essere dimenticato, che questa richiesta di sospensione deve essere avanzata quando ci sono vizi di illegittimità piuttosto evidenti.

Ma quali possono essere queste illegittimità?

Vediamo:

  • se la cartella esattoriale è caduta in prescrizione o è stata verificata la decadenza;
  • se è stata già sospesa dall’ente creditore (se è stata già presentata una richiesta di sgravio);
  • se è stata già sospesa da un giudice;
  • se è stata annullata, anche solo in parte, da un giudice;
  • se la cartella esattoriale è stata pagata prima che venisse formato il ruolo.

Quando si presenta una istanza per chiedere la sospensione di una cartella esattoriale in base a dei presunti vizi di illegittimità, è necessario allegare anche la documentazione che attesta quanto dichiara il contribuente.

Come si sospende una cartella esattoriale: i termini

Dopo aver inviata la richiesta di sospensione della cartella esattoriale inizia l’attesa. O meglio, la risposta dell’ente creditore. Se non arriva entro 220 giorni, la cartella può essere considerata annullata.

Se ritenete che i vizi di illegittimità della cartella esattoriale siano del tutto evidenti (del tipo: l’avete già pagata), non conviene aspettare con le mani in mano per 220 giorni.

Attivatevi prima. Perché dopo 60 giorni non ci sarà più la possibilità di presentare un eventuale ricorso al giudice. E se la risposta dell’ente creditore sarà negativa vi ritroverete con le armi spuntate, decisamente indifesi rispetto a quell’atto esecutivo.

E quindi, quando sarete vicini al 60esimo giorno dalla notifica della cartella, avviate l’impugnazione davanti al giudice per evitare che scadano i termini.

E se dopo l’ente creditore dovesse comunque annullarla? Nessun problema, è sempre possibile rinunciare al ricorso davanti alla magistratura.

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