Come usare la fattura elettronica da luglio (guida facile)

Scopri come usare la fattura elettronica da luglio, cosa cambia per le Partite Iva e chi potrà ignorare le novità.

7' di lettura

Oggi spiegheremo come usare la fattura elettronica da luglio. Ci sono importanti novità per i titolari di partita Iva che abbiano aderito al regime forfettario: l’obbligo della fattura elettronica dal 1° luglio, per l’appunto. Tuttavia, non tutti, saranno tenuti a questo nuovo adempimento. Si dovranno adeguare solo i contribuenti che abbiano percepito redditi superiori a 25.000 euro nel corso del 2021. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Ma facciamo chiarezza su quali siano gli adempimenti e le regole a cui dovranno sottostare i lavoratori autonomi tenuti ad aderire alla fattura elettronica.

A proposito di Partita Iva, scopri quali sono le soluzioni più economiche per attivarla e quali le tasse e i costi da tenere d’occhio.

INDICE

Come usare la fattura elettronica da luglio: le scadenze

Come già anticipato, dal primo luglio 2022 scatta l’obbligo della fattura elettronica, ma solo per quanti hanno ottenuto ricavi o compensi superiori a 25.000 euro nel 2021. Per quanti siano rimasti sotto questa soglia, l’obbligo slitterà di due anni, cioè solo dal primo gennaio 2024.

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Come usare la fattura elettronica da luglio: la normativa europea

Con tale operazione l’Italia non ha fatto altro che recepire una Direttiva europea (2014/55/UE) sulla fatturazione elettronica negli appalti pubblici. Inoltre l’approvazione dell’estensione è arrivata direttamente dal Consiglio Ue, al quale l’Italia si era rivolta per poter applicare l’obbligo alla fattura elettronica anche ai contribuenti di dimensioni più piccole, i quali erano rimasti, fino ad oggi, esclusi. Grazie al nuovo Decreto legge, quindi, una fascia più ampia di contribuenti è stata messa sullo stesso piano.

Come usare la fattura elettronica da luglio: le agevolazioni

forfettari, almeno per il terzo trimestre 2022, potranno beneficiare di un’agevolazione transitoria, la quale servirà loro per prendere dimestichezza con la fattura elettronica. A questi contribuenti non saranno applicate le sanzioni per le fatturazioni, quelle previste nel caso in cui il documento contabile non venga emesso entro il mese successivo rispetto a quello nel quale dovrebbe essere effettuata l’operazione. È bene precisare che una fattura elettronica viene ritenuta emessa in ritardo nel caso in cui sia redatta ed inviata al Servizio di interscambio oltre i 12 giorni rispetto alla prestazione o al servizio svolto.

Ma quali sono le regole che deve rispettare un forfettario che emette la fattura elettronica?

Come usare la fattura elettronica da luglio: le regole

Sostanzialmente le regole saranno le stesse di quanti siano nel regime ordinario. Fermo restando che le fatture non saranno soggette all’Iva e alla ritenuta d’acconto.

Ma proviamo ad andare più a fondo riguardo le norme da rispettare dal primo luglio 2022, in modo da evitare inconsapevoli errori.

Come usare la fattura elettronica da luglio: conservazione e obblighi Agenzia delle Entrate

Sgombriamo subito il campo da dubbi. La fattura elettronica non modifica la numerazione della fattura e nemmeno l’obbligo della tenuta dei registri sezionali. L’ e-fattura, quindi, proseguirà a tutti gli effetti la numerazione di quella cartacea.

Per esempio: se l’ultima fattura analogica era la numero 18, la prima fattura elettronica sarà la numero 19.

Leggermente più complicata, invece, risulterà essere la conservazione della fattura elettronica, che è obbligatoria ai sensi del D.p.r. 633/1972 art. 39. Per poter adempiere a questo obbligo, sarà necessario seguire una specifica procedura: non basterà salvare sul computer il documento emesso. C’è un particolare processo, previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale, che permette di conservare tutta la documentazione negli anni, senza che si corra il rischio di perdere tutto (come potrebbe accadere nel caso in cui si dovesse danneggiare il computer). Le fatture elettroniche potranno essere conservate utilizzando il servizio di conservazione gratuita, che è stato messo a disposizione direttamente dall’Agenzia delle Entrate (vi si accede passando dal portale Fatture e Corrispettivi).

Come abbiamo anticipato e sottolineato in precedenza, l’obbligo dalla fattura elettronica da parte di quanti abbiano aderito al regime forfettario, cioè nel momento in cui questi abbiano guadagnato oltre 25.000 euro nel 2021.

Ma come deve essere calcolato questo importo?

Come usare la fattura elettronica da luglio: gli importi

Per riuscire a calcolare correttamente l’importo del limite previsto (25.000 euro), è necessario tenere in considerazione il regime contabile che è stato applicato nel corso dell’anno precedente e seguire i chiarimenti contenuti nelle circolari 10E/2016 e 9E/2019. Nel caso in cui, per esempio, un professionista abbia fatturato per più attività, per ricavare l’importo totale dovrà sommare i ricavi e i compensi di tutte le attività esercitate.

Come usare la fattura elettronica da luglio: e l’imposta di bollo?

Anche in questo caso non cambia nulla. Benché si sia passati all’obbligo della fattura elettronica, l’imposta di bollo continuerà a dover essere versata. Ovviamente sarà necessario farlo in maniera differente: adesso si dovrà indicare nella fattura elettronica che il bollo è stato assolto in modalità elettronica. Il relativo versamento dovrà essere effettuato con un comunissimo Modello F24.

Ancora, il versamento di quanto dovuto per il bollo dovrà essere effettuato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo a quello del trimestre, quindi:

  • 31 maggio;
  • 30 settembre;
  • 30 novembre;
  • 28 febbraio.

Nel caso in cui l’importo da versare nel primo trimestre non dovesse superare i 250 euro, il versamento potrà essere effettuato entro il 30 settembre. Se anche nel corso del secondo trimestre (sommando con quanto dovuto nel primo) l’importo dovesse essere inferiore a 250 euro, il versamento potrà essere effettuato entro il 30 novembre.

Come usare la fattura elettronica da luglio: perché l’obbligo?

Come già avanzato, l’Italia – con la legge di recepimento della Direttiva 2014/55/UE – ha tenuto conto degli impatti legali e fiscali che sono a carico delle parti interessate come autorità centrali, regionali e locali e fornitori. La compatibilità della legislazione, dei provvedimenti attuativi e dei regolamenti collegati alla fatturazione, sono da uniformare e coordinare: si pensi ad esempio alla conservazione, alla protezione dei dati, alle comunicazioni transnazionali, ecc.

Per questo si è ritenuto necessario arrivare alla conformità sia con la fattura elettronica europea sia con il processo di gestione digitale degli acquisti della PA (Pubblica amministrazione, per ridurre i costi e creare nuove efficienze e valore. Tuttavia è bene osservare che la conformità da sola non richiede un significativo stravolgimento: infatti esisteva già il formato Fattura PA, ma una sostanziale differenza risiede nell’aggiunta di nuovi livelli automazione che, in buona sostanza, permettono di migliorare sia il contrasto all’evasione sia la lotta alle frodi in materia di Iva. Che, soprattutto in Italia, è molto elevato.

Ma si è tenuto conto anche di altri obiettivi come:

  • passare dal mercato domestico al mercato unico,
  • beneficiare delle tecnologie più moderne,
  • favorire la partecipazione ai contratti pubblici di fornitura.

Tuttavia le norme esistenti che regolano la fatturazione elettronica in Europa sono ancora molto frammentate e disomogenee e la maggior parte del loro potenziale è ancora da sfruttare. Ma si può dire che siamo sulla strada giusta.  

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