Fenomeni social

Commento xenofobo del prete di San Martino su Sanremo

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Il parroco di San Martino Valle Caudina, Salvatore Picca, ha scritto un post dal sapore xenofobo e razzista per commentare l’ultimo Sanremo. Non ci credete? Questo è il testo:


Sarò un sovranista…un fascista…un nazionalista…uno squadrista e tutti gli ista del mondo ma la canzone di Mahmood davvero non si può sentire… è semplicemente vergognosa…ma si è realmente fascisti e razzisti dicendo che non può vincere il festival della canzone italiana una schifezza del genere e che non si può dire a tutto il mondo che la canzone italiana è ridotta a quello schifo???? WWWWW IL VOLO… purtroppo hanno avuto una sola pecca non erano musulmani non erano immigrati non erano pieni di tatuaggi non erano drogati erano solo troppo italiani e con una canzone troppo italiana per vincere il festiuval della canzone italiana.

Mahmood
Mahmood

Dunque, il sacerdote afferma che Mahmood ha vinto solo perché si danneggia sempre chi “non è musulmano, non è immigrato, non è pieno di tatuaggi, non è drogato”. Il parroco della chiesa di San Giovanni Bosco aggiunge: “I ragazzi de Il Volo erano troppo italiani per vincere il festival della canzone italiana”.

Nell’incipit il parroco anticipa le critiche (coda di paglia?): “Sarò sovranista… un fascista… un nazionalista… uno squadrista e tutti gli ista del mondo…”. Beh, da quello che scrive – a parte gli ista – sembra almeno in linea con il ministro Salvini che, nonostante la questione Diciotti, le discussioni sulla Tav, il caso Venezuela, e la recessione annunciata, ha trovato, anche lui, il tempo per criticare la vittoria di Mahmood. A dire il vero nessuno si è sorpreso, in fondo sappiamo tutti il perché del post governativo: Sanremo era il trend topic della giornata, e il leader della Lega non poteva certo perdere l’occasione per twittare.

Ultimo a Sanremo
Ultimo

In linea con Salvini

Mahmood – è strachiaro a tutti – è finito nel mirino perché si chiama Mahmood. Sarà pure italiano, sarà italiana anche la madre, ma il padre egiziano che gli ha dato nome e cognome, quello no, non si può accettare (evidentemente). “Doveva vincere Ultimo”, ha tuonato il ministro leghista.

Ma almeno il ministro ha un motivo

Ma se il ministro ha più volte manifestato la sua idiosincrasia verso tutto quello che non è italiano (ha allargato i confini: prima si limitava ai padani), costruendo anche su questo le sue fortune elettorali, il parroco per quale straccio di motivo ha sentito la necessità di scrivere quel post? Non certo per la canzone, la questione è che Mahmood è meno italiano di altri ed è figlio di un immigrato. Altrimenti perché quei riferimenti ai musulmani, ai tatuati, ai drogati (ma perché Mahmood è drogato?). La musica non c’entra niente. Proprio per questo il parroco della Chiesa di papa Francesco, ha manifestato con le sue parole un atteggiamento che è soprattutto xenofobo e forse razzista.

Il Volo a Sanremo
Il Volo

Per qualche like in più

E’ come se di fronte alla vittoria di un cantante omosessuale, il prete avesse scritto che “se non sei gay, drogato e tatuato non vinci Sanremo” e che la “canzone fa schifo”, ma avrebbero dovuto vincere quei ragazzotti de Il Volo, così maschi (mah, insomma…) e soprattutto etero. E pensare di non passare per omofobo.

Scrivere sciocchezze in libertà sui social è sport diffuso da anni. E un prete che posta frasi xenofobe è sicuro di vivere il suo quarto d’ora di celebrità (tra chi lo osanna e chi lo manda da qualche parte). Anche se va contro i valori che predica, contro la dottrina cristiana e anche contro il suo stesso Papa. Anzi, proprio per questo (un prete contro i “poteri forti”…)

Siamo già un Paese sull’orlo di una crisi di nervi. Se anche i parroci si divertono a soffiare sul fuoco per racimolare qualche like… L’operazione comunque è riuscita: 223 mi piace, 81 commenti, 33 condivisioni. Bravo don Salvatore, ora la sua pagina prende Il Volo…

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