Stefano Belfiore: facebook
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Comunicatore in affitto: ti rendo l’azienda virale su Facebook

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“Al momento il social network principale resta Facebook. Ma Instagram ha tante possibilità di conversione”. Spiega Stefano Belfiore, social media manager e “comunicatore in affitto” (il nome del suo sito personale). Stefano è specializzato nel supporto digitale ad aziende e privati. Con lui continuiamo il nostro viaggio nel mondo del tech e della viralità. Stefano, fra i suoi partner commerciali, si occupa anche delle pagine social di alcuni punti Deco. (Con questo articolo avevamo iniziato il discorso sui social media manager)

Stefano, perché facebook è sempre il social numero uno?

“Perché è una piattaforma orizzontale per eccellenza. Arriva a più nicchie di persone: grandi e piccole. E raggiunge, trasversalmente, utenti che hanno interessi diversi. E che, per chi vende o propone servizi, sono un target appetibile”.

Ecco, il mercato: come si converte un gran seguito facebook in guadagno?

“Conversione è la parola adeguata. Premetto che non esistono ricette prestampate. Ma un corretto piano d’azione sui social, affiancato dalle giuste tecniche di diffusione dei contenuti, permette al cliente di guadagnare il suo spazio e poi la nicchia di acquirenti. C’è una linea che divide l’amatore dal social media manager professionale: il guadagno è al di là di quella linea”.

Stefano Belfiore e Bono Vox: da facebook alla musica
Stefano con il suo “grande amore” Bono Vox

Quali sono i contenuti che funzionano di più su facebook oggi?

“C’è un ritorno ai video. Dirette, ma anche video caricati nativi sulla piattaforma. E’ chiaro: non è sufficiente prendere il telefonino e iniziare a girare. Devi sapere cosa raccontare e come farlo. L’utente decide nei primi cinque secondi se continuare a guardare il video che hai creato. Ci vuole il connubio di più linguaggi narrativi: immagini di impatto, la giusta musica, il tempo del racconto. Su facebook, poi, l’aspetto visual ha sempre più importanza:contenuti come info-grafiche ben fatte hanno grande importanza”. (Se trovi questo articolo interessante condividilo con i tasti social. E segui la pagina facebook di The Wam. A te costa un attimo, ma ci farebbe crescere molto)

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Quanto tempo occorre per stilare un buon piano social?

“La pianificazione è tutto. Il piano si sviluppa in più mesi fra macro e micro risultati. Si parte dagli obiettivi. Il cliente ha bisogno di vendere? Allora il dato interessante è il numero di conversioni rispetto ai social. La faccio semplice: se un post raccoglie migliaia di like, ma nessuno ci clicca o visita sul tuo sito di vendita, la tua comunicazione su facebook è pessima. Ci sono tanti venditori di fumo. Usano strategie scorrette: penso all’acquisto dei like per confondere il cliente”.

A proposito di confondere: tu hai clienti sia a Nord che a Sud Italia. Com’è la cultura digitale in proposito?

“Non farò nomi. Ma, per la mia esperienza, a Nord Italia il mercato è più maturo. A Sud, salvo alcune eccezioni, per gestire le pagine facebook ci si affida ancora al cugino o al nipote. E poi, dopo aver messo insieme le tue belle icone social, ti sorprendi se i clienti restano gli stessi”.

Un aspetto sottovalutato del social media management?

“Dagli improvvisati di sicuro i report. Pochi sanno davvero misurare e leggere gli Insight delle pagine. E quindi i risultati che la campagna social sta raggiungendo. Senza un monitoraggio continuo, e la capacità di cambiare in corsa, centrare obiettivi concreti è impossibile”.

Esempi vicini e lontani di brand che utilizzano bene i social…

“A livello nazionale dico di certo Barilla e Nestlé: sono passi avanti a tutti. Io ho base ad Avellino. Nelle vicinanze cito Daniele Gourmet e i vivai Ma.Da.Cos.

In che modo Instagram può rivelarsi una chiave vincente per i propri affari?

“Su Instagram si compra. E’ il social complementare a Facebook. Non è un caso che appartenga allo stesso imprenditore. Soprattutto il sistema di messaggistica diretto è molto utilizzato per diffondere le proprie offerte. Anche attraverso l’organizzazione di gruppi tematici. E’ un social dove l’Adv (pubblicità) non ha ancora un peso preponderante come facebook. L’assenza di sponsorizzazioni così spinte permette anche a realtà imprenditoriali piccole di emergere”.

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