Comunione dei beni: che succede con debiti e conti?

Come funziona la comunione dei beni in caso di debiti contratti da uno dei coniugi? Vediamolo insieme.

3' di lettura

(CORRETTO DA PUBBLICARE) Come funziona la comunione dei beni e quali sono gli effetti del regime patrimoniale su conti e debiti? (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Ve ne parleremo in questo articolo di approfondimento sul tema.

Se siete interessati all’argomento e volete saperne di più, continuate a leggere.

Come funziona la comunione dei beni

Prima di approfondire gli effetti su conti e debiti in comunione dei beni, vediamo come funziona questo regime patrimoniale.

Dopo il matrimonio, con rito religioso o con procedura civile, si applica automaticamente la comunione dei beni a meno che i coniugi non dichiarino volontà contraria.

Il regime consiste nella titolarità di entrambi gli sposi su beni e denaro ottenuti successivamente alle nozze.

Fanno parte della comunione dei beni:

  • acquisti durante il matrimonio;
  • frutti dei beni di ciascuno;
  • ricavi delle attività dei singoli coniugi;
  • aziende gestite da entrami e avviate dopo il matrimonio.

Restano quindi esclusi i beni di proprietà di ciascuno, relativi al periodo precedente al matrimonio, beni in donazione o successione, quelli funzionali alla professione, risarcimenti.

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Effetti su debiti e conti

Dopo aver visto quali sono i beni che rientrano nel regime patrimoniale della comunione dei beni, vediamo gli effetti su conti e debiti.

Se è vero che i coniugi sono entrambi responsabili dei debiti contratti dal singolo, è anche vero che esistono tutele per il coniuge che non ha attivamente commesso l’inadempienza.

I debiti che non possono ricadere su entrambi i coniugi sono quelli strettamente personali, ad esempio:

  • debiti contratti prima del matrimonio o dopo le nozze, ma per motivi personali;
  • debiti per acquisti non utili per la famiglia (ad esempio attrezzature per l’attività professionale).
comunione dei beni

Per quel che riguarda invece il conto corrente, in caso di regime patrimoniale di comunione i coniugi possono decidere di averne uno cointestato.

In questo caso entrambi i coniugi possono eseguire operazioni come versamenti e prelievi senza il consenso dell’altro, mentre per la straordinaria amministrazione (come accensione di un mutuo) sarà necessaria la firma di entrambi gli intestatari del conto.

Se si verifica invece il divorzio o la separazione, le somme versate sul conto corrente cointestato andranno divise al 50%.

Il denaro versato sul conto corrente personale, invece, appartiene solo al coniuge intestatario durante il matrimonio, ma va condiviso in caso di separazione e divorzio.

Speriamo di aver fatto un po’ di chiarezza, ma se hai ancora dubbi sulla comunione dei beni e sui suoi effetti su conti e debiti non esitare a scriverci su Instagram.

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