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Comunità energetiche: cosa sono e perché convengono

Comunità energetica, parte l'obiettivo italiano per realizzare 7 gigawatt di potenza entro il 2027, eliminando 1,35 milioni di tonnellate di CO2. Le comunità, che includono imprese, enti pubblici, associazioni e condomini, autoprodurranno e consumeranno energia green, risparmiando dal 25-30% in bolletta. L'obiettivo del governo è di creare 20mila comunità entro il 2026.

di The Wam

Agosto 2023

Una Comunità Energetica è un’associazione di persone, enti o aziende che condividono e producono insieme energia rinnovabile e pulita, come il fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biometano o biogas (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Composizione di una Comunità Energetica

Queste comunità sono un modo innovativo per la produzione, distribuzione e il consumo di energia. Hanno lo scopo di combattere lo spreco energetico e di condividere l’energia, un bene essenziale, a un prezzo competitivo. Questa innovazione sta rivoluzionando il mercato dell’energia.

Chiunque può partecipare a una Comunità Energetica, incluso chi non possiede un impianto di produzione di energia (i cosiddetti “consumer”). L’unico requisito è che i punti di immissione e prelievo dell’energia siano collegati alla stessa cabina di trasformazione.

Potrebbe interessarti sapere quanto si guadagna vendendo energia; c’è un altro post che spiega cosa cambierà con l’energia rinnovabile in otto anni.

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Come Funziona una Comunità Energetica?

Le Comunità Energetiche si basano sulla produzione e condivisione di energia rinnovabile da impianti con una potenza complessiva inferiore a 200kW. La condivisione avviene attraverso la rete di distribuzione esistente, con l’obiettivo dell’autoconsumo istantaneo, a volte supportato da sistemi di accumulo di energia.

Obiettivi Governativi e Comunità Energetiche nei Condomini

Il governo italiano sta promovendo la creazione di Comunità Energetiche con l’obiettivo di realizzare 7 gigawatt di potenza energetica installata entro il 2027.

Questo contribuirà al 10% dell’obiettivo di eliminazione della CO2 previsto dall’Agenda 2030 dell’ONU.

Le Comunità Energetiche possono essere formate da imprese, enti pubblici, associazioni e condomini, il tutto per autoprodurre e consumare energia elettrica da fonti green.

Benefici Economici e Riduzione delle Bollette

Secondo le stime di Agici e Accenture, partecipare a una Comunità Energetica può portare a un risparmio in bolletta del 25-30%.

Per Confcooperative, cittadini e imprese potranno avere un beneficio economico complessivo che vale fino a 4 miliardi.

Costituzione di una Comunità Energetica

Per costituire una Comunità Energetica, basta creare uno statuto collettivo e verificare con il Gestore dei servizi energetici se il progetto è idoneo. Una volta ricevuta l’approvazione, gli incentivi saranno disponibili e i progetti potranno partire in tutto il Paese.

Comunità Energetica e il PNRR

Le Comunità Energetiche rientrano tra i progetti sostenuti dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha recentemente annunciato che Bruxelles darà l’ok a questi progetti nelle prossime settimane.

Tariffe Agevolate e Contributi a Fondo Perduto

Per tutte le Comunità Energetiche, ci saranno tariffe agevolate, cumulabili con i contributi a fondo perduto.

Questi ultimi arriveranno grazie ai 2,2 miliardi del PNRR, destinati a finanziare comunità con una potenza massima per impianto da 1 megawatt, ma solo nei Comuni con meno di 5mila abitanti.

Comunità energetica, progetti in campo

Hera, un’importante azienda italiana nel settore dei servizi pubblici, è pronta a lanciare diversi progetti pilota.

Questo segue la firma di un protocollo d’intesa con la Regione dell’Emilia Romagna, che ha già approvato 124 progetti. Parallelamente, il Friuli Venezia Giulia sta procedendo con una dettagliata mappatura del territorio per la stessa finalità.

Nel frattempo, Iren, altro grande player del settore, sta lavorando su una trentina di progetti per strutture che spaziano dall’Emilia alla Liguria e al Piemonte. Ancora al Nord, Snam è in procinto di completare le sue prime cinque comunità energetiche.

Non mancano le iniziative basate sulla cooperazione tra settore pubblico e privato. L’Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, sta collaborando con Acea e diverse cooperative per creare Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer) con decine di impianti idroelettrici e centinaia di pannelli solari in Piemonte e Puglia.

La Cei, Conferenza Episcopale Italiana, sta pianificando progetti a livello nazionale, mentre Aci e Albatros prevedono, entro il 2025, di installare 400 colonnine per la ricarica di veicoli elettrici all’interno delle comunità pubbliche.

Infine, si prevede la creazione di 25 Comunità Energetiche Rinnovabili in 60 comuni del Centro Italia che sono stati colpiti da terremoti.

L’impatto in Italia delle comunità energetiche

Che cosa si verificherà con l’avvento capillare delle Comunità energetiche in tutto il territorio italiano?

The European House Ambrosetti, noto think tank di strategia economica, ha delineato uno scenario base in cui si prevede una penetrazione del 5% delle 500mila Comunità Energetiche potenziali, basandosi su stime del Politecnico di Milano.

Il risultato di questa previsione sarebbe una riduzione significativa delle emissioni di CO2, quantificata in 3,6 milioni di tonnellate.

Per quanto riguarda i membri delle Comunità Energetiche, è previsto un beneficio economico complessivo che potrebbe raggiungere i 2 miliardi di euro all’anno. Questo ammontare considera i proventi derivanti dall’energia immessa nel sistema, il risparmio sull’acquisto dell’energia, al netto dell’investimento tecnologico iniziale.

Differenze Nord-Sud e sfide burocratiche

Tuttavia, ci sono ancora delle sfide da superare. Secondo Agici e Accenture, se non si interviene sui nodi burocratici, c’è il rischio di non raggiungere i target fissati, sfavorendo in particolare il Centro-Sud, dove ci sono meno Comuni piccoli rispetto al Nord.

Il ministro Pichetto sta lavorando per semplificare i meccanismi della legislazione ambientale, con lo scopo di facilitare la creazione di nuove Comunità Energetiche.

Comunità energetica: cos’è e perché conviene
Comunità energetica: in foto alcune mani tengono delle lampadine.

FAQ (domande e risposte)

Cos’è la comunità energetica?

Una Comunità Energetica è un’associazione di persone, enti o aziende che condividono e producono insieme energia rinnovabile e pulita.

Come funziona la Comunità energetica?

Le Comunità Energetiche si basano sulla produzione e condivisione di energia rinnovabile da impianti con una potenza complessiva inferiore a 200kW. La condivisione avviene attraverso la rete di distribuzione esistente, con l’obiettivo dell’autoconsumo istantaneo.

Da chi è composta la comunità energetica?

Chiunque può partecipare a una Comunità Energetica, incluso chi non possiede un impianto di produzione di energia (i cosiddetti “consumer“).

Quanto si risparmia con la Comunità energetica?

Secondo le stime di Agici e Accenture, partecipare a una Comunità Energetica può portare a un risparmio in bolletta del 25-30%.

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