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Con il congedo 104 non si riduce lo stipendio

Con il congedo con Legge 104 non si riduce lo stipendio. L'INPS ha fornito chiarimenti in un documento ufficiale. La tredicesima e la quattordicesima mensilità vengono considerate nel calcolo dell’indennità di congedo straordinario.

di Romina Cardia

Giugno 2024

Vediamo perché con il congedo con Legge 104 non si riduce lo stipendio (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

L’INPS chiarisce: con il congedo con Legge 104 non si riduce lo stipendio

Con il congedo con Legge 104 non si riduce lo stipendio. Chi lo utilizza, infatti, riceve un’indennità pari all’ultima retribuzione percepita prima del congedo.

Questa indennità include tutte le componenti fisse e continue del salario, come il rateo della tredicesima mensilità e altre eventuali mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità e premi. Restano esclusi solo i compensi variabili legati alla presenza al lavoro (Circolari INPS n. 61/2001 e n. 32/2012).

L’INPS ha chiarito ulteriormente questo aspetto nel messaggio n. 30/2024, rispondendo a domande sui criteri per calcolare il rateo della tredicesima e della quattordicesima mensilità nell’indennità.

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Congedo straordinario e “retribuzione rilevante”

Il congedo straordinario è un periodo di assenza dal lavoro retribuito, concesso ai lavoratori dipendenti per assistere familiari con disabilità grave.

Questo congedo può essere richiesto per un massimo di due anni durante l’intera vita lavorativa del dipendente, con un limite complessivo per ciascun disabile, condiviso tra tutti coloro che ne hanno diritto.

Come abbiamo anticipato, durante il congedo, il lavoratore dipendente, sia del settore pubblico che privato, riceve una indennità mensile pari all’ultima retribuzione ricevuta prima del congedo, fino a un massimo di 42.546 euro per l’anno 2024.

Questa indennità viene anticipata dal datore di lavoro, che successivamente la recupera attraverso il conguaglio con i contributi dovuti all’INPS.

Inoltre, il periodo di congedo è coperto dalla contribuzione figurativa, basata sull’indennità, fino a un massimo di 12,763 euro (calcolato come il 33% di 42.546 euro).

Tredicesima e congedo straordinario

Quindi, abbiamo detto che nel computo dell’indennità, vengono considerati tutti gli elementi stabili e regolari del salario del lavoratore.

Questo approccio, sancito dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 263/1946, prevede per i dipendenti statali ricevano “a titolo di gratifica, una tredicesima mensilità da versare entro il 16 dicembre di ogni anno…“.

Nel corso del tempo, questa gratifica ha subito varie trasformazioni, diventando un compenso fisso e regolare (non più legato a circostanze come il merito) pagato in un preciso periodo dell’anno a tutti i dipendenti pubblici e privati.

Inoltre, la giurisprudenza (come la sentenza del Consiglio di Stato n. 658 del 2/9/1987) ha confermato che la tredicesima costituisce ora un emolumento fisso di tipo identico allo stipendio, pagato alla fine dell’anno a tutti i dipendenti indipendentemente dal merito.

Anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito che la quota della tredicesima mensilità è un elemento fisso e regolare che si accumula mensilmente e quindi va considerata nel calcolo del congedo straordinario.

La disposizione contenuta nel comma 5-quinquies dell’articolo 42 del decreto legislativo n. 151/2001, che esclude i periodi di congedo straordinario dal calcolo delle ferie, del trattamento di fine rapporto e della tredicesima, è stata introdotta per evitare il doppio pagamento della tredicesima: prima come indennità e poi come parte del contratto di lavoro.

Ricapitolando: durante il congedo straordinario, il lavoratore ha diritto a un’indennità pari all’ultimo salario prima del congedo, considerando tutte le voci fisse e regolari (compresa la quota della tredicesima, oltre ad altre mensilità aggiuntive, bonus, indennità, premi, ecc.), ma escludendo le componenti variabili del salario.

Con il congedo con Legge 104 non si riduce lo stipendio
Con il congedo con Legge 104 non si riduce lo stipendio. Nella foto: un lavoratore dipendente riceve il suo stipendio.

Retribuzione massima con il congedo straordinario nel 2024

La retribuzione massima con il congedo con 104 nel 2024 è stata annunciata dall’INPS con la circolare n. 61 del 6 maggio 2024.

La legge stabilisce che ogni anno, in base alle variazioni dell’indice ISTAT, venga aggiornato l’importo massimo complessivo annuale per il congedo straordinario, suddiviso tra indennità economica e accredito figurativo. Quest’anno, l’indice ISTAT è aumentato del 5,4%.

Anche per l’anno 2024, quindi, considerando l’incremento del 5,4% dell’indice ISTAT, è stato determinato il limite massimo complessivo per l’indennità di congedo straordinario e l’accredito figurativo.

Sono stati calcolati i valori massimi dell’indennità economica annuale e giornaliera (Tabella 1), tenendo conto dell’aliquota contributiva del 33% (fondo pensioni lavoratori dipendenti), così come gli importi massimi di retribuzione figurativa (Tabella 2) per i periodi di congedo fruiti durante l’anno:

TABELLA 1
Valori massimi dell’indennità economica
(importi calcolati secondo l’aliquota del 33%)
A

B

C

D

Anno

Importo complessivo annuo

Importo massimo annuo indennità

Importo massimo giornaliero indennità

2024

Euro 56.585,73

Euro 42.546,00

Euro 116,25
Retribuzione massima con il congedo con 104 nel 2024: valori massimi dell’indennità economica annuale e giornaliera
TABELLA 2
Valori massimi di retribuzione figurativa accreditabile
(importi calcolati secondo l’aliquota del 33%)
A

B

C

D

Anno

retribuzione figurativa massima annua

retribuzione figurativa massima settimanale

retribuzione figurativa massima giornaliera

2024

Euro 42.546,00

Euro 818,19

Euro 116,25
Retribuzione massima con il congedo con 104 nel 2024: valori massimi di retribuzione figurativa accreditabile

FAQ sul congedo Legge 104

A chi spetta il congedo Legge 104?

Il congedo Legge 104 spetta ai lavoratori dipendenti che hanno un familiare o una persona a loro affidata affetta da una grave disabilità. In particolare, possono beneficiarne i dipendenti pubblici e privati, sia a tempo determinato che indeterminato.

Il congedo può essere richiesto da coloro che hanno un coniuge, un parente o un affine entro il secondo grado (come genitori, figli, fratelli, suoceri) che presenta una situazione di disabilità grave. È importante precisare che la disabilità deve essere riconosciuta legalmente e certificata.

Perdo le ferie durante il congedo Legge 104?

Durante il congedo Legge 104, il lavoratore non perde il diritto alle ferie maturate. Le ferie accumulate possono essere usufruite prima dell’inizio del congedo o successivamente, nel periodo successivo al ripristino dell’attività lavorativa. In pratica, le ferie non vengono sottratte o annullate a causa del congedo Legge 104. Tuttavia, è necessario tener conto delle specifiche regole aziendali e delle disposizioni contrattuali che possono variare da caso a caso. È sempre consigliabile consultare il proprio contratto di lavoro o rivolgersi al dipartimento delle risorse umane per ottenere informazioni precise sulle modalità di fruizione delle ferie durante il congedo Legge 104.

Cosa non posso fare durante il congedo Legge 104?

Durante il congedo Legge 104, è importante rispettare alcune regole e limitazioni che disciplinano questa tipologia di assenza dal lavoro. Ecco alcune cose che non è possibile fare durante il congedo Legge 104:

È fondamentale rispettare le norme e le finalità del congedo Legge 104 per evitare problemi e garantire un corretto utilizzo di questa importante tutela prevista dalla legge.

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