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Home / Invalidità Civile » Previdenza e Invalidità » Salute / Con l’indennità di accompagnamento si può guidare?

Con l’indennità di accompagnamento si può guidare?

Con l'indennità di accompagnamento si può guidare? La questione è stata sollevata più volte e la risposta è sì, ma a determinate condizioni.

di The Wam

Febbraio 2022

Con l’indennità di accompagnamento si può guidare? Vediamo in questo articolo se una persona con disabilità e alla quale è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento, e quindi una invalidità totale e permanente del 100%, può essere ritenuta adatta alla guida di un’automobile. (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Beh, rispondiamo subito: chi riceve l’indennità può guidare un’auto e può anche prendere la patente.

Con l’indennità di accompagnamento si può guidare? Cosa dice il Ministero

Questo in linea di massima, anche perché non si può negare a un individuo il diritto di mettersi al volante. Ma bisogna comunque distinguere tra i diversi casi. La vera discriminante è il tipo di patologia che è stata riscontrata dalla Commissione medica dell’Inps.

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Ed è una questione che è stata anche chiarita dal Ministero della Salute in una nota del 21 marzo 2016.

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Così si legge: «Non si ravvisa una incompatibilità assoluta tra indennità di accompagnamento e titolarità di una patente di guida speciale: essere beneficiari dell’indennità di accompagnamento non è a priori incompatibile con il conseguimento o rinnovo di una patente speciale».

Il ministero aggiunge: «Il discrimine è la guida in condizioni di sicurezza per sé e per gli altri: se la patologia della persona richiedente la patente di guida, beneficiaria dell’indennità di accompagnamento, è tale da consentire la possibilità di una guida in condizioni di sicurezza per sé e per gli altri, la patente potrà essere concessa e rinnovata».

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Con l’indennità di accompagnamento si può guidare? Sicurezza

La questione chiave è dunque la sicurezza.

La questione sicurezza dovrà essere valutata dalla Commissione medica locale, sulla base di una valutazione medico legale fatta caso per caso: «si esprimerà infatti un giudizio di idoneità o inidoneità alla guida».

E quindi, questa è la conclusione del Ministero per la Salute, «beneficiare di una indennità di accompagnamento non preclude il conseguimento o il rinnovo della patente di guida, quanto piuttosto la patologia che ha motivato il riconoscimento del beneficio. In particolare quanto la patologia stessa, in base a valutazioni ad personam, permetta o meno una guida in condizioni di sicurezza per sé e per gli altri».

Beh, il discorso è chiaro: non esiste un divieto di guida per chi ha l’indennità di accompagnamento, ma a determinate condizioni. Ovvero: l’essere ritenuto dalla Commissione medica idoneo alla guida.

Con l’indennità di accompagnamento si può guidare? Non è incompatibile

Entriamo un attimo nel dettaglio.

L’indennità di accompagnamento totale e permanente non viene concessa non solo per motivi fisici, ma anche per questioni di natura psichica (malattie mentali, depressione e schizofrenia).

Per ottenere questo beneficio l’assistito deve dimostrare (alternativamente):

Come vedete questi due requisiti, che attestano comunque una condizione di disabilità grave, non sono direttamente incompatibili con la possibilità di mettersi al volante e guidare (in particolare il primo: l’incapacità di deambulare da solo).

Per questo motivo – così come ha ricordato il Ministero per la Salute – sarà indispensabile valutare ogni singolo caso per decidere se la malattia o la menomazione che è stata riscontrata sulla persona con disabilità e indennità di accompagnamento, possa o meno pregiudicare la sicurezza di chi è al volante e delle altre persone.

Con l’indennità di accompagnamento si può guidare? Patenti speciali

Per il rilascio di una delle patenti speciali (A, B, C e D), la persona con disabilità dovrà essere sottoposta a una visita di idoneità presso la Commissione medica locale (ce n’è una in ogni provincia).

Fanno parte della Commissione medica locale per l’idoneità alla guida:

l’indennità di accompagnamento si può guidare? Ricorso

La visita di idoneità si può richiedere presentando un certificato medico (su un determinato modulo) e un documento di riconoscimento.

Se la persona con invalidità è già titolare di una patente di guida normale (che dovrà essere trasformata in speciale), andrà esibita al posto del documento di identità.

Se la commissione medica dovesse ritenere la persona disabile non idonea è sempre possibile presentare ricorso.

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