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Concorsi pubblici, si cambia: niente orale e test regionale

Concorsi pubblici, si cambia: non ci sarà più la prova orale obbligatoria e introdotti i test su base regionale.

di The Wam

Giugno 2023

Concorsi pubblici, si cambia: la prova orale non sarà più obbligatoria, almeno fino al 2026. (scopri tutti gli annunci e le offerte di lavoro sempre aggiornati. Ricevi su WhatsApp e sul canale Telegram la rassegna stampa con le ultime novità sui concorsi e sul mondo del lavoro. Resta sempre aggiornato sulla nostra pagina Facebook e Prova il nostro tool online per la ricerca di lavoro in ogni parte d’Italia. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Perché niente orale fino al 2026? Per facilitare la procedura di assunzione, anche perché entro quella data dovranno essere completati i progetti del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La norma è stata prevista in un emendamento approvato dalla Camera e riguarda in particolare per i profili non apicali per i quali, dunque, può bastare anche la sola prova scritta.

Su questo argomento potrebbe interessarti un articolo che spiega il boom di rinunce nei concorsi pubblici e come funziona il ripescaggio; vediamo anche come funziona il limite di età per i concorsi pubblici.

Concorsi pubblici, approvazione del provvedimento

Il provvedimento è stato approvato per facilitare il reclutamento di personale, tramite concorsi, nelle pubbliche amministrazioni. Sarà in vigore entro il prossimo 30 giugno.

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Ma non solo. La norma fa parte di una serie di misure che prevedono la riforma complessiva della Pubblica amministrazione, con modifiche anche sostanziali al decreto del Presidente della Repubblica numero 487 del 1994.

L’obiettivo è chiaro: ridurre i tempi per le procedure pubbliche a 6 mesi.

L’esecutivo ha deciso di anticipare alcuni aspetti contenuti all’interno della riforma. Uno di questi, appunto, è l’eliminazione fino al 31 dicembre 2026 della prova orale «per i profili non apicali».

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Concorsi pubblici su base territoriale

La sospensione della prova orale obbligatoria fino al 2026 non è dunque l’unica misura che il governo ha deciso di introdurre subito. L’altro aspetto, ugualmente rilevante per i candidati, è l’attivazione di concorsi su base regionale (sempre considerando i requisiti che escludono automaticamente dalla partecipazione).

Cosa significa? In pratica i concorsi nazionali unici, quelli banditi dalla commissione Ripam, si potranno organizzare stabilendo due criteri:

Detto in modo più chiaro: se un candidato partecipa per un concorso in una Pubblica Amministrazione dovrà comunicare prima della prova in quale città o Regione intende essere assunto. Non potrà dunque presentare una richiesta per altri territori.

Se poi, specifica l’emendamento, in una determinata zona, non si riescono a coprire tutti i posti, si scorrerà la graduatoria dei territori confinanti dove si è registrata una eccedenza di idonei.

Saranno considerati idonei solo i candidati che rientrano nel 20 per cento dei posti successivi all’ultimo tra quelli che sono stati banditi.

Ridurre le rinunce dopo i concorsi pubblici

Questa novità, nelle intenzioni del governo, dovrebbe  contribuire a ridurre il numero elevatissimo delle rinunce, che riguarda in particolare i candidati che hanno vinto il concorso ma rifiutano il posto perché non trovano conveniente spostarsi in un’altra zona del Paese (e sostenere spese che rendono quel lavoro molto poco attrattivo).

Sono tante le persone del Sud che infatti, dopo aver superato le selezioni, non sono disposte a trasferirsi in un’altra regione.

Tutti questi “no, grazie”, stanno rallentando e di molto il reclutamento del personale sempre più necessario alle pubbliche amministrazioni per rispondere alle esigenze dettate dal Pnrr e da un urgente bisogno di rigenerare l’organico (che ha un’età media superiore ai 50 anni e perderà entro cinque anni un milione di lavoratori per raggiunti limiti di età).

La riserva di posti nei concorsi pubblici

È stata prevista negli emendamenti anche una riserva di posti del 15 per cento per i volontari, così si legge nella normativa, «che abbiano concluso il servizio civile universale senza demerito».

Si tratta di una forma di incentivo al servizio civile. Un beneficio che potrebbe essere applicato anche all’eventuale approvazione della mini leva volontaria, sulla quale stanno lavorando diversi esponenti del governo e che potrebbe essere approvata nei prossimi mesi.

Concorsi pubblici, si cambia: niente orale e test regionale
Nella foto una candidata in attesa di partecipare a un concorso pubblico

Supporto psicologico per gli universitari

Il governo ha anche dato il là alla nascita di una figura professionale, all’interno delle università, che si occupa di controllare e coordinare tutte le iniziative legate al supporto e al benessere psicologico degli studenti.

Un’esigenza che si è avvertita molto in questi anni ed è stata sollecitata a più riprese dagli stessi studenti.

«La pandemia – ha dichiarato il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini ha messo tutti a dura prova e ha acuito alcuni disagi giovanili, rendendo necessaria l’attivazione di nuove modalità di ascolto e prevenzione. Su questi temi il mio intervento e il sostegno dell’intera maggioranza e del Governo non verranno mai meno».

Solo quest’anno – ricordiamo – si sono verificati due casi di suicidio tra gli studenti universitari. I ragazzi hanno lamentato la logica della competizione per ritagliarsi un futuro migliore. La conseguenza, ad esempio, è questa: essere fuori corso può essere un motivo di vergogna nei confronti perfino dei colleghi di studio. Non solo perché presuppone di dover pagare altre tasse (che non tutti possono permettersi), ma soprattutto perché ci si sente esclusi dalla possibilità di trovare un impiego.

La considerazione è questa: se non riesce a lavorare chi si è laureato in anticipo e con il massimo di voti, cosa può aspettarsi chi è in ritardo con gli esami?

Il provvedimento è stato approvato in Commissione (relatori Nazario Pagano di Forza Italia e Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia). Andrà al voto nei primi giorni di questa settimana. 

FAQ (domande e risposte)

Qual è la nuova modifica prevista per i concorsi pubblici fino al 2026?

La prova orale non sarà più obbligatoria nei concorsi pubblici fino al 2026, per facilitare la procedura di assunzione.

A cosa serve questa modifica nel processo dei concorsi pubblici?

Serve per facilitare la procedura di assunzione, in modo da completare i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) entro il 2026.

A chi si applica principalmente questa modifica?

Questa norma si applica principalmente ai profili non apicali, per i quali potrebbe essere sufficiente la sola prova scritta.

Qual è l’obiettivo dell’esecutivo con queste modifiche ai concorsi pubblici?

L’obiettivo è ridurre i tempi per le procedure pubbliche a 6 mesi.

Cosa significa l’attivazione di concorsi su base regionale?

Significa che i candidati potranno partecipare a un concorso pubblico specificando in quale città o regione intendono essere assunti, e non potranno presentare una richiesta per altri territori.

Cosa succederà se in una determinata zona non si riescono a coprire tutti i posti?

Se non si riescono a coprire tutti i posti in una determinata zona, si scorrerà la graduatoria dei territori confinanti dove si è registrata una eccedenza di idonei.

Come intende il governo ridurre il numero di rinunce dopo i concorsi pubblici?

Il governo intende ridurre il numero di rinunce attraverso la regionalizzazione dei concorsi, sperando che i candidati accettino le posizioni offerte nella loro regione piuttosto che rifiutare a causa della distanza.

Che cos’è la riserva di posti nei concorsi pubblici?

È una misura che prevede una riserva di posti del 15 per cento per i volontari che hanno concluso il servizio civile universale senza demerito.

Qual è la nuova figura professionale che il governo vuole introdurre nelle università?

Il governo vuole introdurre una figura professionale che si occupa di controllare e coordinare tutte le iniziative legate al supporto e al benessere psicologico degli studenti universitari.

Quando verrà approvato il provvedimento relativo ai concorsi pubblici?

Il provvedimento sui concorsi pubblici sarà approvato entro il prossimo 30 giugno.

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