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Concorsi pubblici, pochi candidati: motivi e opportunità

Molti posti nella PA restano vuoti. Questo perché i vincitori dei concorsi rinunciano preferendo altre posizioni. Vediamo perché ci sono pochi candidati nei concorsi pubblici.

di Valerio Pisaniello

Febbraio 2023

Pochi candidati nei concorsi pubblici? Il rapporto 2022 di Formez pa evidenza l’estrema difficoltà nel reclutare i profili tecnici come quelli di ingegneri e architetti. Oltre il 70% dei candidati nemmeno si presenta alle prove (scopri tutti gli annunci e le offerte di lavoro sempre aggiornatiRicevi su Telegram la rassegna stampa con le ultime novità sui concorsi e sul mondo del lavoro. Prova il nostro tool online per la ricerca di lavoro in ogni parte d’Italia. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Nel concorso per l’assunzione a tempo determinato di 8.171 addetti all’ufficio del processo il tasso di copertura è stato del 153% al Sud, mentre al Nord si è fermato al 74,6%. Flop per il concorso Coesione Sud.

Indice

Pochi candidati nei concorsi pubblici: alcuni dati 

Pochi candidati nei concorsi pubblici? Dei quasi 1.300 candidati che tra il 2021 e il 2022 si sono messi in fila per rispondere a più 15 bandi, molti di loro ne hanno vinti tra i 4 e i 9. Così molti posti rimangono scoperti.

Il presidente di Formez, Bonisoli: “Le amministrazioni rendano le prove più adatte ai profili che cercano”.

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Quante persone partecipano ad un concorso?

Ebbene, complessivamente gli iscritti al concorso sono quasi 105.000 mila; per l’esattezza hanno presentato domanda in 104.780, di cui 33.592 uomini e 71.188 donne.

Pochi candidati nei concorsi pubblici: flop PNRR

Sconfortante soprattutto l’esito dei bandi per il reclutamento di personale per la realizzazione degli interventi del PNRR: come è noto prevedono l’assunzione con contratto a tempo determinato, con il risultato che “spesso i vincitori di questi concorsi hanno rinunciato all’assunzione in quanto vincitori di altri concorsi con contratto di lavoro stabile“.

Ilfattoquotidiano.it aveva raccontato che è andata esattamente così con il concorso Coesione Sud per 2.800 posizioni a tempo determinato, e il report conferma: “Non ha permesso di coprire tutti i posti per i profili ricercati, nonostante le sedi di lavoro fossero quasi esclusivamente dislocate nelle regioni del Mezzogiorno”.

Sono rimasti vacanti ben 722 posti per il profilo “Esperto in gestione, rendicontazione e controllo” e 1.245 per “Esperto tecnico” (ingegneri e architetti). Non solo: “Dopo le assegnazioni delle sedi di lavoro le rinunce al posto sono state complessivamente 374; oltre la metà (55,6%), al momento della rinuncia, risultava essere vincitore di altri bandi che nell’80% dei casi assicuravano una assunzione a tempo indeterminato“.

Pochi candidati nei concorsi pubblici: la maggioranza degli idonei è donna

Le procedure di selezione semplificate relative ai concorsi pubblici avrebbero dovuto portare a un significativo aumento del numero dei candidati.

Tra il 2010 e il 2022, infatti, ben 102,3 candidature per ogni posto assegnato. L’80 percento dei candidati possiede una laurea e sei candidati risultati idonei su 10 sono donne. Elevata l’età media dei nuovi ingressi: 36 anni.

È quanto emerge dal rapporto Formez PA ( Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle Pubbliche Amministrazioni) che stila un bilancio di questi 12 anni di gestione delle procedure concorsuali.

Un po’ più di 1.300 candidati tra il 2021 e il 2022 si sono messi in fila per rispondere a più 15 bandi, e molti di loro ne hanno vinti tra i 4 e i 9. Sono ovviamente la punta di diamante di un nutrito gruppo di quasi 265 mila candidati che nel biennio hanno partecipato ad almeno due concorsi, potendosi poi permettere di scegliere quello che preferivano.

Rimane la persistente difficoltà a coprire il fabbisogno di profili professionali tecnici o particolarmente specializzati o emergenti, che già dalle prove iniziali registrano un abbattimento della partecipazione rispetto alle candidature (sotto al 30% dei convocati per statistici, informatici, ingegneri e architetti). 

Di seguito un approfondimento sugli stipendi degli insegnanti.

Pochi candidati nei concorsi pubblici: il fenomeno dei plurivincitori 

Il fenomeno crescente e sempre più diffuso delle rinunce da parte dei vincitori è conseguenza diretta di un sistema che si fonda su procedure per profili assimilabili a vario titolo in base ai requisiti di accesso richiesti.

I candidati vincitori scelgono così in base a criteri di utilità soggettiva, quali la stabilità del rapporto di lavoro o la sede di servizio. Basti pensare agli addetti all’Ufficio del processo: in molti dopo pochi mesi di attività hanno rassegnato le dimissioni e optato per un incarico a tempo indeterminato.

Due anni fa si registravano oltre 200 candidati per un posto, ora siamo scesi a 40. Ci sono persone che arrivano a partecipare a 15 concorsi, vincendone 9. Così molti posti rimangono scoperti.

Il 41,5 percento dei candidati ai concorsi banditi dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2022 ha partecipato a più procedure e il 26 percento di questi è risultato idoneo a due o più concorsi. Dei 168 bandi di concorso gestiti da Formez PA tra il 2010 e il 30 giugno 2022, le procedure concluse sono 76 (il 45,2 percento), una è stata revocata, mentre 91 sono quelle ancora in corso, di queste ultime, 75 sono state pubblicate nel 2021, 16 nel primo semestre del 2022.

L’84 percento delle procedure concorsuali ha raggiunto la copertura totale dei posti resi disponibili, mentre il 16 percento dei posti è rimasto vacante. 

Il Rapporto Formez PA 2022 non solo intende restituire un quadro completo della gestione e delle funzioni dell’Istituto, evidenziando i principali indicatori e risultati positivi registrati nel corso degli ultimi anni, ma anche offrire spunti di analisi e riflessione su alcune tematiche chiave per il settore pubblico”, ha detto il presidente Alberto Bonisoli che ha aggiunto come “Le amministrazioni devono migliorare la comunicazione e rendere le prove più adatte ai profili che cercano”.

Pochi candidati nei concorsi pubblici: nella foto una prova d’esame di un concorso pubblico.

Pochi candidati nei concorsi pubblici: carenza di ingegneri, architetti e informatici 

In generale, per profili altamente specialistici come quelli di ingegnere, architetto, informatico e statistico l’amministrazione non riesce a coprire i posti disponibili.

Nel 2021 e 2022 sono state chiuse 10 procedure concorsuali per l’assunzione di 867 unità di personale con profilo professionale “Statistico informatico” e “solo il 40% dei concorsi ha raggiunto la piena copertura dei posti e, nel complesso, i posti coperti sono stati il 62% del totale disponibile”.

Oltre il 70% dei candidati per i profili tecnici, statistici, informatici, ingegneri e architetti non si è presentata il giorno delle prove.

Emblematico il caso del concorso bandito nel 2021 dalla Presidenza del Consiglio per l’assunzione a tempo determinato (3 anni) di 500 esperti da impiegare nella realizzazione del Pnrr.

I profili ricercati erano economico, giuridico, informatico, statistico-matematico, ingegneristico, ingegneristico-gestionale, da assegnare in parte al Mef e in parte alle altre amministrazioni centrali. I posti sono stati tutti coperti e sono stati messi a disposizione delle amministrazioni centrali anche oltre 800 idonei.

Ma dopo le assegnazioni delle sedi di lavoro, a giugno 2022, “le rinunce degli idonei sono state poco meno di 400 e anche in questo caso poco meno della metà dei rinunciatari risultava essere vincitrice di altri bandi”.

A rinunciare sono stati soprattutto gli informatici e i profili statistici ed economici. Morale: “Nonostante il buon risultato del concorso, che ha permesso la copertura totale dei posti, l’alto livello delle rinunce ha determinato delle carenze di personale per alcuni profili”.

Di seguito un approfondimento sui lavori più richiesti nel 2023.

Pochi candidati nei concorsi pubblici: semplificare le prove selettive

Le principali ragioni secondo Bonisoli sono da ricercarsi nelle retribuzioni, con il settore privato che per questi profili è spesso più attrattivo di quello pubblico, e nella dinamica demografica, perché il numero di nati per anno nel 1990 è poco più della metà dei nati nel 1960.

Con questa competizione per accaparrarsi le qualifiche più difficili da trovare – spiega Bonisoli – i concorsi andrebbero “tradotti” in modo che siano più comprensibili, andrebbero trovate nuove forme di pubblicità (i giovani non leggono i giornali, ha sottolineato) e ipotizzato anche un nuovo sistema di selezione che ad esempio tralasci la parte giuridica in favore degli ingegneri.

Fonti e materiale di approfondimento

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