Un milione per truccare i concorsi nelle forze dell’ordine. Saranno annullati?

Nelle carte dell'indagine che ha portato a cinque arresti della Procura di Benevento

2' di lettura

Un milione di euro di guadagni per truccare il concorso. E’ scritto dall’ordinanza che ha fatto finire in carcere Claudio Balletta, 65 anni, vice prefetto, e due funzionari dei vigili del fuoco, Antonio De Matteo (in pensione) e Giuseppe Speraneo.

L’indagine della Procura di Benevento (Pm Aldo Policastro), che si concentra su procedure truccate per entrare nelle forze dell’ordine e nei caschi rossi, ha probabilmente scoperchiato solo la punta dell’iceberg di un mercato più vasto. In quelle pagine si fa riferimento a dieci nomi coperti da omissis.

Corsa al ricorso?

Non è escluso che ora ci sia una corsa al ricorso da parte dei primi candidati esclusi nelle procedure finite al centro dell’indagine. E nelle altre che potrebbero aggiungersi nei prossimi mesi. Ma potrebbero rivelarsi efficaci? Diciamo che, nei casi tradizionali, il ricorso per i concorsi pubblici, andrebbero presentati al tribunale amministrativo regionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione dei risultati.

E al momento l’indagine non è ancora approdata a sentenza. In caso di condanna, dovrebbe poi essere pubblicato un decreto ad hoc per sanare la posizione.

Sul punto anche il procuratore Aldo Policastro, in conferenza stampa, ha detto: “Non abbiamo elementi per poter invalidare i concorsi, ma un dato è certo: c’è chi è stato escluso ingiustamente”.

Un affare da un milione di euro

L’affare da un milione era su un concorso per vigili del fuoco che, a breve, dovrebbe essere pubblicato. La finanza ha accertato una compravendita delle risposte per i quiz pre-selettivi, grazie al ruolo di Balletta al Ministero dell’Interno. Gli indagati si preparavano a truccare tutto l’iter della gara. Si erano dati un “minimo” di candidati da aiutare: 50. Con una proiezioni di guadagno di 20mila euro a partecipante. Totale: proprio un milione.

Gli affari così, in passato, non erano mancati. C’è una tabella, che spiega perché i tre funzionari hanno subito sequestri per oltre 200mila euro. Divisi in mazzette da 7mila a 30mila euro per candidato a seconda del servizio offerto.

Perquisizioni in tutta Italia

Gli inquirenti di Benevento hanno scoperto 89 persone che hanno usufruito dei servizi dell’associazione, abitano tutti nel Sannio tranne due irpini di Caposele e Torre Le Nocelle. Il vice-prefetto, spesso, scriveva messaggi con telefonini intestati a cittadini stranieri, così da ostacolare le indagini. Oltre 50 perquisizioni sono state eseguite in tutta Italia e ora potrebbero portare a nuovi sviluppi investigativi.

Interrogatori nei prossimi giorni

Nei prossimi giorni, intanto, gli indagati compariranno di fronte al gip e avranno l’occasione di chiarire i tanti aspetti inquietanti che emergono dall’ordinanza. (Gli indagati sono difesi, fra gli altri, dagli avvocati Antonio Leone, Tullio Tartaglia e Gerardo Giorgione)

Chiavette usb con le risposte dei quiz pre-selettivi vendute a ventimila euro, i giorni delle convocazioni dei concorsi che si conoscevano molto prima, le presunte ingerenze con le commissioni esaminatrici. Mentre poi c’era chi l’esame lo faceva onestamente, era la maggior parte ha detto Policastro, e spesso non lo superava.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!