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Condizionatori, regole Ue: 8 su 10 da cambiare

Condizionatori, regole Ue, 8 su 10 da cambiare: in arrivo la stretta sui gas fluorurati, tutte le conseguenze.

di The Wam

Maggio 2023

Condizionatori, regole Ue, 8 su 10 da cambiare: la stretta sui gas fluorurati potrebbe avere conseguenze importanti. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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L’Ue ha deciso la messa al bando graduale degli F-Gas, sostanze che vengono utilizzate da condizionatori, pompe di calore, impianti di refrigerazione stazionari e in movimento (quelli utilizzati dai supermercati) e da tutta una serie di macchinari che utilizzano la sostanza che sarà messa al bando (come impianti di protezione antincendio, aerosol e commutatori ad alta tensione).

Le restrizioni imposte agli F-Gas rischia di rendere impossibile la manutenzione e la riparazione dei condizionatori che sono già installati nelle abitazioni private e nelle strutture pubbliche (dagli uffici agli ospedali).

I problemi per il settore sono inevitabili. E non sono irrilevanti: impiega 140 mila persone, genera un volume d’affari di circa 8 miliardi e pesa per lo 0,5 per cento sul Prodotto interno lordo del nostro Paese. È anche vero che una riconversione efficace potrebbe attenuare e di molto le conseguenze negative.

Su questo argomento potrebbe interessarti un post che spiega come nel 2029 sarà vietata la vendita delle caldaie a gas; vediamo anche quanto ci costerà adeguarci alla regolamentazione imposta dall’Ue per le case green entro il 2033; e infine vediamo come dal 2035 sarà imposto lo stop alle auto diesel e benzina.

Condizionatori, perché ridurre gli F-Gas

L’eliminazione graduale degli F-Gas viene ritenuta una delle azioni più forti per la mitigazione degli effetti causati dal cambiamento climatico. I fluidi utilizzati per la refrigerazione, il condizionamento e il riscaldamento, sono al momento essenziali per una serie di aspetti importanti del nostro vivere quotidiano (basti pensare alla conservazione del cibo o dei medicinali), ma hanno incidono sul riscaldamento globale migliaia di volte più dell’anidride carbonica,

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Condizionatori, la norma

I gas fluorurati sono dunque considerati dei super gas serra. Nell’aprile dello scorso anno la Commissione Europea ha presentato una proposta di revisione del regolamento sugli F-Gas. Contiene sia misure per accelerare la riduzione del consumo, sia una serie di divieti sulle nuove apparecchiature.

L’alternativa è l’utilizzo di tecnologie a basso potenziale di riscaldamento globale che sono al momento disponibili.

Nel marzo di quest’anno la Commissione parlamentare Envi ha approvato gli emendamenti che sono stati negoziati tra tutti i Paesi. Si è raggiunto un compromesso tra le ambizioni ambientalista della Commissione e quelle ovviamente più conservatrici sostenute dalle associazioni industriali e dalle multinazionali del settore fluorochimico. 

Un compromesso che, come vedremo, non ha però soddisfatto tutti.

Condizionatori, Green Deal

Come è ormai noto l’Unione Europea è impegnata nella strategia Green Deal, che ha un ambizioso obiettivo: raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Il regolamento sugli F-Gas comporterà entro il 2030 lo stop in molti settori.

C’è già un sì del Parlamento Europeo e dei ventisette Paesi membri. Ora si passa alle trattative interistituzionali.

Come dire: le regole non sono ancora definitive, ma manca poco.

Condizionatori, le proteste

Le imprese che producono refrigeratori e climatizzatori hanno espresso la loro preoccupazione. Le associazioni di categoria (Applia, Area, Ehpa ed Epee), hanno firmato un documento dove si denuncia che i divieti «non tengono conto delle varie applicazioni e non consentono ai tecnici di avere il tempo necessario per la formazione».

Le prime mobilitazioni sono state in Francia e proteste si sono sollevate anche in Italia.

Gli industriali chiedono tempi più lunghi per completare la transizione. Anche perché le regole vanno in contrasto con quanto ha stabilito la stessa Unione Europea nel piano RePowerUe, che indica nelle pompe di calore lo strumento più idoneo per sostituire progressivamente le caldaie a gas.

Condizionatori, il governo

Una risoluzione presentata da Fratelli d’Italia alla commissione Ambiente e attività produttive, raccogliendo le preoccupazioni degli industriali, ha impegnato il governo a contrastare in modo deciso la scelta del’Ue, in particolare le tempistiche.

Nella risoluzione il governo ritiene che gli obiettivi ambientali proposti dall’Ue sono condivisibili, ma la regolamentazione rischia di «produrre effetti dannosi, finendo per danneggiare la filiera nazionale della refrigerazione e del condizionamento, ambito nel quale l’Italia è guida in Europa e nel mondo». 

Ma non solo: la proposta, se non verrà modificata, causerà la messa al bando di quasi tutti gli impianti che sono oggi in commercio, rendendo di fatto quasi impossibile la riparazione delle apparecchiature utilizzate nelle case e nelle imprese.

I numeri che sono stati forniti parlano di 8 impianti su 10. Quasi tutti.

Condizionatori, pugno duro

L’Ue ha deciso di agire con decisione contro l’utilizzo degli F-Gas perché rappresentano il 2,5 per cento delle emissioni europee ed hanno ovviamente un impatto consistente sul clima.

Ma non solo: la Commissione Europea ritiene che ci siano delle alternative naturali facilmente disponibili.

La Germania ha già fatto partire una serie di incentivi per i climatizzatori che sono alimentati con refrigeranti naturali.

Condizionatori, regole Ue: 8 su 10 da cambiare
Nella foto una donna accende un condizionatore

Condizionatori, propano sì, propano no

Una soluzione che però non convince gli industriali italiani. Queste alternative naturali non potrebbero essere usate ovunque.

Il motivo? Si tratta di sostanze infiammabili ed esplosive, come il propano. Oggi sono vietate in ospedali, hotel e cinema. Si pone dunque un problema immediato: come saranno rinfrescati questi luoghi?

Ma non solo, il propano potrebbe non essere indicato neppure per gli impianti da installare all’esterno delle abitazioni. 

È anche vero che molte aziende, partite in anticipo rispetto alla scelta dell’Ue, ritengono al contrario che il propano (altamente raffinato) sia sicuro ed ecologico. Non hanno un impatto sulla riduzione dell’ozono nell’atmosfera, sono a basso potenziale di riscaldamento globale e più convenienti.

Insomma, la stessa contrapposizione a cui abbiamo assistito per l’eliminazione graduale delle auto alimentate a benzina e diesel (2035), per la sostituzione delle caldaie a gas (2030) e l’efficientamento energetico delle abitazioni.

Da una parte l’esigenza ambientalista, dall’altra gli interessi delle industrie e i potenziali costi per i cittadini.

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