Condominio minimo: quante persone servono per costituirlo?

Condominio minimo: da quante persone è costituito e quali sono le norme che lo regolano? Scoprilo in questo articolo.

3' di lettura

È possibile costituire un condominio con poche unità immobiliari? La risposta è: sì (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

È il caso del condominio minimo, che si differenzia dai condomini ordinari per la ristretta quantità di proprietari o condòmini in un edificio.

Se sei interessato all’argomento e vuoi saperne di più sul condominio minimo, continua a leggere questo articolo.

Condominio minimo: quante persone servono per costituirlo?

La domanda posta in apertura ha già ricevuto una risposta affermativa. Per costituire un condominio bastano almeno due proprietari di casa o due condòmini.

Si parla, in questo caso, di condominio minimo, che si costituisce automaticamente e senza delibere e prevede la presenza di non più di otto proprietari o condòmini. La differenza da un condominio ordinario è la non necessità di nominare un amministratore.

Ma senza un amministratore come si rispettano le regole? Semplice: applicando le norme dettate dal Codice Civile per il condominio ordinario. Funzionano allo stesso modo la ripartizione e il pagamento delle spese condominiali, i millesimi e l’organizzazione interna, le votazioni in assemblea.

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Condominio minimo: regole e norme

Come detto in precedenza un condominio minimo si distingue da un condominio ordinario per l’esigua presenza di proprietari o condòmini all’interno di un edificio: minimo due, massimo otto.

Ma quali sono le regole di un condominio minimo? In primo luogo, non è necessario approvare un regolamento, poiché la legge prevede la costituzione solo quando il numero di condòmini di un edificio sia superiore alle dieci unità.

Le spese per le parti in comune di un edificio (scale, ascensori…) vanno ripartite tra i condòmini seguendo le tabelle millesimali, obbligatorie anche per i condomini minimi.

Le spese per la manutenzione delle cose comuni, invece, vanno approvate con un’apposita delibera adottata nel corso di un’assemblea condominiale.

Per ciò che riguarda il ruolo e il funzionamento dell’assemblea, questi sono regolati dalle stesse norme di un condominio ordinario.

Se i condòmini sono solo due, si applica la regola dell’unanimità. Se non dovesse essere raggiunta l’unanimità dei consensi, il condòmino può richiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria che, a sua volta, può decidere per la nomina di un amministratore.

Se hai ancora dubbi sul condominio minimo, sul numero di condòmini che servono per costituirlo e sulle norme che lo regolano, non esitare a scriverci su Instagram.

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