Condono cartelle esattoriali, azzeramento delle multe

Condono cartelle esattoriali, azzeramento delle multe: non saranno pagate dai contribuenti quelle elevate tra il 2000 e il 2010. Non sono infatti cumulabili e nessuna potrebbe quindi superare la soglia limite di 5.000 euro. Potranno beneficiare del condono tutte le persone che nel 2019 hanno dichiarato un reddito non superiore a 30.000 euro.

4' di lettura

Condono cartelle esattoriali, azzeramento delle multe. Un azzeramento di fatto e che riguarda – meglio specificarlo subito – il condono di tutti gli atti esecutivi emessi dal 2000 al 2010.

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Perché un azzeramento delle multe? Lo specifica una nota dell’Agenzia delle Entrate. Che non lo dice esattamente, ma non ce n’è bisogno.

Vediamo insieme. Come sapete il condono delle cartelle esattoriali riguarda quegli atti che sono inferiori a 5mila euro.

Condono cartelle esattoriali: singole iscrizioni al ruolo

Quei 5mila euro, non sono però riferiti – così precisa l’Agenzia – all’ammontare complessivo di una singola cartella, dove potevano essere inseriti debiti accumulati per imposte o multe non versate.

Quella cifra, 5mila euro, appunto, si riferisce a ogni singola iscrizione al ruolo.

Cosa significa?

Che chi ha collezionato e non pagato multe per un ammontare complessivo superiore a 3mila euro e temeva di trovare nella cartella altri 2, 3mila euro per tributi non versati, superando quindi la soglia, non dovrà in realtà versare niente.

Proprio perché in quel caso le iscrizioni al ruolo sono almeno due e nessuna delle due supera i 5mila euro.

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Condono cartelle esattoriali: limite quasi impossibile per le multe

Oltretutto è assai difficile che una o più multe non pagate per delle infrazioni al codice della strada superino quella soglia (bisognerebbe essere un vero recordman nella categoria automobilisti indisciplinati). E quindi, la precisazione dell’Agenzia delle Entrate e Riscossione, azzera in un solo colpo tutte le multe che sono state elevate in quel decennio.

Condono cartelle esattoriali: l’altro requisito

Ma proprio tutte verranno cancellate?

Non esattamente. Va ricordato infatti un altro requisito fondamentale per rientrare nel condono: il reddito imponibile non deve superare i 30.000 euro nel 2019. Chi va oltre quel limite non avrà alcuna cancellazione.

Condono cartelle esattoriali: partono quelle per i redditi over 30.000

Le cartelle arriveranno lo stesso, a quel punto sarà importante verificare l’eventuale prescrizione o decadenza. Ma se la cartella non è scaduta, beh, in quel caso mettete l’anima in pace e pagate.

Comunque sia il 30 settembre, cioè tra qualche giorno, l’Agenzia delle Entrate consegnerà alla riscossione i codici fiscali di quanti superano quel limite di reddito. E inizieranno a partire le vecchie cartelle.

Condono cartelle esattoriali: sono due milioni e mezzo

Per gli altri, per quelli che rientrano per requisiti nel condono fiscale, bisognerà aspettare solo un altro po’: il 31 ottobre, infatti, le loro cartelle esattoriali (2000/2010) verranno azzerate.

È pur vero che l’Agenzia delle Entrate non invierà nessuna documentazione sull’avvenuta cancellazione del debito.

Il condono dovrebbe riguardare, secondo una prima stima del fisco, due milioni e mezzo di atti esecutivi.

Se vorranno i contribuenti interessati potranno verificare consultando l’area personale sul sito dell’Agenzia.

Condono cartelle esattoriali e nuova sospensione in arrivo

Nel frattempo il governo si avvia a una nuova sospensione per l’invio di tutte le altre cartelle esattoriali. Quelle che sono state sospese per circa due anni a causa della pandemia.

L’invio di quegli atti esecutivi è iniziato a settembre. L’Agenzia delle Entrate aveva intenzione di spedirne non più di un milione al mese.

L’esecutivo vorrebbe dilazionare ulteriormente quelle notifiche. Il timore è che, dopo due anni di stop, si riversino sui contribuenti italiani decine di milioni di cartelle esattoriali. Un carico che, per un Paese che ora sta uscendo dalla crisi economica innescata dal coronavirus, potrebbe rivelarsi complicato da gestire.

Il nuovo stop alle notifiche dovrebbero essere esteso fino al 31 dicembre per poi riprendere, ma sempre in maniera graduale, per evitare un intasamento di procedure esecutive (difficili da gestire anche per la magistratura).

Si va anche verso una quarta rottamazione delle cartelle. C’è quindi la possibilità di dilazionare in modo agevolato i debiti con il Fisco.

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