Condono cartelle esattoriali, come ottenere la cancellazione

Condono cartelle esattoriali: ecco come ottenere la cancellazione dei debiti arretrati e che risalgono al periodo primo gennaio 2000 – 31 dicembre 2010. Quali sono le procedure, e come sapere se siete stati inseriti o esclusi nel beneficio? Cosa accade se il debito è cointestato e uno dei due non ha diritto alla cancellazione?

4' di lettura

Condono cartelle esattoriali. Come sapete il decreto Sostegni di marzo ha sancito la cancellazione delle cartelle esattoriali che sono in mano all’Agenzia delle Entrate e Riscossione datate tra il primo gennaio del 2000 e il 31 dicembre del 2010. I requisiti sono due: avere un reddito (nel 2019) inferiore a 30.000 e la cartella esattoriale non deve essere superiore a 5.000 euro.

Ora il punto è questo: quando saranno cancellati questi debiti dal fisco? Cosa deve fare il contribuente? Come verificare se quell’annullamento è stato fatto?

Quando cioè si potrà essere sicuri che quel determinato debito non c’è più. Senza contare che potrebbero essere molti a non aver mai avuto un avviso e non sapere neppure di quell’arretrato che avrebbe dovuto essere versato.

Ma procediamo con ordine.

Nessun adempimento per i cittadini

Il condono cartelle esattoriali non prevede per i cittadini alcun adempimento.

Per capirci: chi è in attesa del condono cartelle esattoriali perché ritiene di avere i requisiti necessari per la cancellazione del debito non deve fare nulla. Sarà infatti l’Agenzia di riscossione a comunicare i dati delle cartelle al di sotto dei 5.000 euro. Spetterà poi all’Agenzia dell’Entrate verificare se il contribuente ha dichiarato un reddito inferiore a 30.000 euro.

Se i due dati vengono confermati si può andare avanti con l’azzeramento del debito.

Condono cartelle esattoriali: primo passo il 20 agosto

Sui tempi ormai ci siamo: non oltre il 20 agosto l’Agenzia della Riscossione dovrà inviare alle Entrate l’elenco dei codici fiscali dei contribuenti potenzialmente interessati dal condono cartelle esattoriali.

Sono all’interno del sistema informativo dell’ente dal 23 marzo 2021: si tratta di cittadini che hanno uno o più debiti fino a un massimo complessivo di 5.000 euro (nella cifra devono essere compresi oltre al capitale anche gli interessi per l’iscrizione al ruolo e sanzioni).

L’incrocio dei dati entro il 30 settembre

L’altra data di riferimento per il condono cartelle esattoriali è il 30 settembre 2021. Entro quel periodo l’Agenzia delle Entrate deve individuare i contribuenti che hanno un reddito inferiore a 30.000 euro (nel 2019). Subito dopo inviare l’elenco dei codici fiscali dei contribuenti che rientrano nei requisiti alla Riscossione.

Saranno anche segnalati quelli che non hanno diritto al condono cartelle esattoriali.

Nel caso un debito inferiore a 5.000 euro fosse intestato a più debitori, la cancellazione non sarà effettuata se uno solo dei contribuenti ha un reddito superiore alla soglia fissata nel decreto Sostegni.

Condono cartelle esattoriali entro il 31 ottobre

Dopo questa scrematura, l’Agenzia della Riscossione, entro il 31 ottobre, dovrà procedere d’ufficio alla cancellazione del debito.

Entro il 30 novembre sarà inviata ai contribuenti l’annullamento delle cartelle esattoriali.

A questo punto chi ha potuto beneficiare del condono cartelle esattoriali potrà accertarsi dell’avvenuta cancellazione verificando la sua posizione debitoria collegandosi a questo sito.

Inclusi rottamazione ter e saldo e stralcio

Rientrano nel condono cartelle fiscali anche i carichi che sono inclusi nella rottamazione ter e nel saldo e stralcio.

Questi contribuenti, che stanno già versando le rate per la definizione agevolato della loro situazione debitoria, dovranno verificare se i debiti rottamati rientrino tra quelli che sono stati azzerati in automatico.

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione di questi utenti un nuovo servizio che consentirà di accertarsi se esiste o meno la possibilità di rientrare nell’azzeramento del condono cartelle fiscali.

Come saprete il condono cartelle fiscali immaginato in origine avrebbe potuto avere una valenza e un significato economico molto più rilevante. Avrebbero dovuto essere cancellate tutte le cartelle esattoriali dal 2000 al 2015. Ma l’operazione avrebbe avuto costi molto più pesanti per le casse dello Stato.

Nell’attuale condono cartelle esattoriali rientrano invece anche molti crediti che sono ritenuti inesigibili.

Darà un sospiro di sollievo a tanti, ma il compito di questo condono cartelle esattoriali è un altro: liberare da un arretrato mostruoso l’Agenzia delle Entrate.

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