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Guida congedi per cause particolari e gravi eventi familiari

Congedi per cause particolari e gravi eventi familiari: quali sono e quando spettano. Scopriamolo in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Maggio 2022

Quando sono previsti i congedi per cause particolari e gravi eventi familiari e a chi spettano? Vediamolo insieme in questo articolo (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Congedi per cause particolari e gravi eventi familiari: quando spettano?

La normativa italiana prevede la concessione di congedi per cause particolari e gravi eventi familiari, oltre ai permessi lavorativi e ai congedi straordinari per cure.

A differenza di queste due agevolazioni lavorative, che spettano alle persone disabili e ai familiari che li assistono, i congedi per cause particolari e gravi eventi familiari possono essere fruiti da tutti i lavoratori, secondo l’articolo 4 della Legge numero 53 dell’8 marzo 2000.

Con il Decreto 278 del 21 luglio 2000, il Ministero della Solidarietà ha precisato le modalità di accesso e di fruizione di questo tipo di congedo, che può essere di due tipi:

Nei prossimi paragrafi vedremo insieme quali sono le differenze tra queste due agevolazioni, collegate ai congedi per cause particolari e gravi eventi familiari.

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Permesso per decesso o grave infermità

Congedi per cause particolari e gravi eventi familiari. Il primo tipo di congedo per cause particolari e gravi eventi familiari è il permesso per decesso o grave infermità. Si tratta di tre giorni di permesso retribuito all’anno in caso di decesso o di grave infermità del coniuge, anche se separato, e del parente entro il secondo grado, anche se non convivente.

Il permesso spetta anche nel caso in cui il decesso riguardi un componente della famiglia anagrafica, nel caso della famiglia di fatto. Nei tre giorni di permesso non vengono conteggiati i festivi o i giorni non lavorativi e possono essere cumulati con quelli concessi per la Legge 104 (lavoratori disabili e familiari di persone con handicap grave).

Occorre fruire dei tre giorni di permesso entro 7 giorni dal decesso, dell’insorgere della grave infermità o della necessità di provvedere a interventi terapeutici del coniuge o del familiare.

Per l’ottenimento dei permessi per la grave infermità occorre presentare la documentazione rilasciata dal medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato; dal medico di medicina generale o dal pediatra, entro cinque giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa.

La documentazione va presentata al datore di lavoro e il permesso può essere fruito anche in modo articolato o frazionato (riduzione dell’orario lavorativo). Lo stesso datore di lavoro potrebbe richiedere la verifica della gravità della patologia del coniuge o del familiare del lavoratore.

Per quanto riguarda il decesso del coniuge o del familiare, per fruire dei permessi è necessario presentare la relativa certificazione oppure una dichiarazione sostitutiva.

I tre giorni di permesso per grave infermità spettano una sola volta in un anno: in caso di due situazioni diverse, il lavoratore potrà beneficiare solo di tre giorni di permesso.

Congedi per gravi motivi familiari

Congedi per cause particolari e gravi eventi familiari. I congedi per gravi motivi familiari sono dettati dalla Legge 53 del 2000. Si tratta di due anni di congedo in tutta la vita lavorativa di una persona e può essere utilizzato anche in modo frazionato. Questo congedo non è retribuito.

I gravi motivi devono riguardare: coniuge, figli legittimi, legittimati, adottivi, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle anche non conviventi, nonché i portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado. Il congedo può essere richiesto anche per i componenti della famiglia di fatto.

I gravi motivi per i quali si può beneficiare del congedo sono:

Fanno parte dell’elenco dei gravi motivi anche quelli che colpiscono direttamente il lavoratore, come:

Nel caso in cui il lavoratore non ha usufruito dei tre giorni di permesso per lutto, questi può richiedere il congedo per il decesso di un familiare.

Congedi per cause particolari e gravi eventi familiari
Congedi per cause particolari e gravi eventi familiari: quali sono e quando spettano.

A rilasciare la documentazione è il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato; il medico di base o il pediatra. Questa va presentata assieme alla richiesta di congedo. Il datore di lavoro, entro 10 giorni dalla presentazione della domanda, è tenuto a comunicare la decisione al lavoratore.

Il diniego alla richiesta del lavoratore deve essere motivato. La domanda, su richiesta del lavoratore, può essere riesaminata entro 20 giorni dal rifiuto del datore di lavoro. Una volta concluso il periodo di congedo, il lavoratore può riprendere a lavorare e può anche rientrare in anticipo, comunicando l’intenzione al datore di lavoro.

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