Congedo di maternità per le autonome più lungo di 3 mesi

Congedo di maternità: a partire dal primo gennaio per le autonome sarà più lungo di 3 mesi, è diventato strutturale anche quello di paternità, come funziona? Di quali periodi è possibile beneficiare, i limiti di reddito, quali lavoratrici possono usufruirne, come funziona per il congedo di paternità.

4' di lettura

Congedo di maternità per le autonome più lungo di 3 mesi: sono stati previsti nella legge di Bilancio del 2022. E l’Inps nelle ultime ore ha fornito i dettagli anche per il congedo di paternità che è stato finalmente reso definitivo nell’ultima manovra. Aggiungiti al gruppo Telegram di news su Invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram e YouTube.

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Congedo di maternità: circolare Inps

La prima circolare Inps dell’anno (numero 1 del 2022) è dedicata al congedo di maternità e ai tre mesi aggiuntivi che sono stati concessi alle lavoratrici autonome e professioniste.

La misura come detto è stata introdotta nella legge di Bilancio (la numero 234 del 2021). Il testo definitivo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre.

Un testo che non ha riservato sorprese. Ovvero è stato approvato così come è stato trasmesso dal Parlamento, senza alcuna modifica.

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Congedo di maternità: requisiti

I 3 mesi in più di maternità si aggiungono ai 5 che sono già disponibili prima e dopo il parto. Sono concessi alle lavoratrici (e in qualche caso ai lavoratori) che sono iscritte:

  • alla Gestione separata;
  • alle autonome e alle imprenditrici iscritte alle gestioni autonome dell’Inps;
  • alle libere professioniste con cassa (che nell’anno precedente al periodo di maternità abbiano percepito un reddito inferiore a 8.145 euro).

Congedo di maternità: anche ai padri

Il congedo di maternità prolungato di altri 3 mesi può essere usufruito anche dai padri (autonomi o parasubordinati), ma solo in questi casi:

  • reddito inferiore a 8.145 euro;
  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono;
  • affidamento esclusivo del bambini.

Congedo di maternità aggiuntiva: a chi spetta

Ma vediamo nel dettaglio a chi spettano i tre mesi aggiuntivi di maternità:

  • alle lavoratrici autonome e alle lavoratrici che hanno rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e che sono iscritte alla gestione separata dell’Inps;
  • alle lavoratrici iscritte alle gestioni autonome dell’Inps: artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, pescatrici autonome;
  • alle libere professioniste che sono iscritte alle casse o agli enti di previdenza riconosciute dalla legge.

Congedo di maternità aggiuntiva: da quando

La maternità può essere indennizzata a partire dal primo gennaio del 2022, o anche prima, ma a patto che il periodo di maternità non si sia concluso all’inizio dell’anno.

Per il 2021, quindi l’anno precedente a quello nel quale è stato esteso il periodo di maternità, le donne interessate devono comunque aver dichiarato un reddito inferiore a 8.145 euro l’anno.

Il prolungamento della maternità può interessare, come accennato, anche il padre.

È dunque passato anche il congedo di paternità obbligatorio, che viene garantito al padre lavoratore dipendente (era stato introdotto in via sperimentale con la legge numero 92 del 2012).

Sono concessi 10 giorni in coda al periodo già accordato alla madre.

È anche possibile beneficiare di un giorno in più, ma solo a titolo facoltativo: è quindi necessario un accordo con la madre.

Si può beneficiare dei giorni di paternità solo entro il quinto mese dalla nascita del figlio.

Congedo di maternità: domanda

Il padre lavoratore dipendente, durante il periodo di congedo obbligatorio, può beneficiare di una indennità che è a carico dell’Inps. Riceve il 100% della retribuzione.

Se le indennità sono anticipate dal datore di lavoro, quest’ultimo potrà rivalersi sull’istituto non versando i relativi contributi.

La domanda per il congedo di maternità (e paternità) deve essere presentata solo per via telematica. Questi sono i tre canali possibili:

  • tramite il portale web, accedendo con Spid, Cie o Cns, utilizzando i servizi raggiungibili direttamente sulla home page del sito Inps;
  • tramite il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803164 (gratis da rete fissa) o il numero 06 164164 (da rete mobile, a pagamento: la tariffa cambia con i diversi gestori);
  • tramite i patronati.

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