Congedo lavorativo per gravi motivi familiari: quando si può

Per i lavoratori la legge prevede un congedo lavorativo per gravi motivi familiari o per cause particolari. In questo approfondimento vediamo insieme come esercitare questo diritto

3' di lettura

Non solo permessi e congedi retribuiti: per i lavoratori italiani la legge prevede anche la possibilità di un congedo lavorativo per gravi motivi familiari o per cause particolari. In questo approfondimento vediamo insieme come esercitare questo diritto, analizzando modalità di accesso e utilizzo di questi congedi (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

INDICE

Il congedo lavorativo per gravi motivi familiari

A sancire il diritto alla concessione di un congedo lavorativo per gravi motivi familiari è la Legge 53/2000.

Il congedo corrisponde a un periodo di due anni nell’arco della vita lavorativa e può essere utilizzato anche in modo frazionato.

È importante sottolineare che si tratta di un congedo non retribuito e che i gravi motivi familiari devono riguardare il coniuge, i figli, biologici o adottivi, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle e familiari entro il terzo grado anche non conviventi, oltre ai parenti con disabilità.

Si considerano gravi motivi familiari tutte le necessità che derivano dalle seguenti cause:

  • morte di un familiare;
  • impegni particolari del lavoratore o della sua famiglia che riguardano la cura o l’assistenza di familiari;
  • situazioni di grave disagio personale del lavoratore, ad esclusione della malattia.

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Come fare richiesta di congedo per gravi motivi

Il congedo lavorativo per gravi motivi familiari può essere richiesto anche per pochi giorni nel caso in cui il lavoratore non abbia la possibilità di utilizzare i permessi di tre giorni in quell’anno o se li ha già sfruttati e ha bisogno di altro tempo.

Per presentare domanda, è necessario avere tutta la documentazione necessaria per attestare i gravi motivi familiari.

Entro 10 giorni dalla richiesta, il datore di lavoro è tenuto a comunicare la sua decisione al dipendente. In sostanza, dovrà chiarire se concederà il diritto.

Se il datore di lavoro rifiuta la proposta del lavoratore, e offre un rinvio a un periodo successivo e determinato, o una concessione parziale dei giorni richiesti, deve motivare la sua decisione in base a quanto previsto dalla legge e con ragioni organizzative che non permettono l’assenza e la sostituzione del dipendente.

Se invece la proposta di congedo lavorativo per gravi motivi familiari viene accettata, il lavoratore tornerà al suo incarico e alla sua mansione a conclusione dei giorni di congedo.

Il lavoratore può anche anticipare il suo rientro al lavoro: basterà inviare comunicazione all’azienda in tempi utili.

Speriamo di aver fatto un po’ di chiarezza, ma se hai ancora dubbi sul congedo lavorativo per gravi motivi familiari non esitare a scriverci su Instagram.

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