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Home / Diritto » Invalidità Civile » Previdenza e Invalidità / Congedo parentale, in questo caso licenziamento giusto

Congedo parentale, in questo caso licenziamento giusto

Congedo parentale, in questo caso licenziamento giusto: la sentenza della Cassazione su un padre che aveva ignorato i bisogni affettivi del figlio con disabilità.

di The Wam

Maggio 2022

Congedo parentale, il licenziamento di un dipendente è giusto quando il beneficiario non appaga i bisogni affettivi e relazionali del figlio da assistere. (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Una storia significativa e una sentenza della Cassazione che mette in risalto un altro aspetto fondamentale del congedo parentale per assistere un minore con handicap. Potrebbe essere utile a quanti stanno usufruendo, o si apprestano a farlo, di questo beneficio consentito dalla legge per i genitori di figli con disabilità.

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Congedo parentale: abuso del diritto

La storia. Un lavoratore è stato licenziato dalla ditta di trasporti dove era assunto perché durante il periodo di congedo parentale non aveva svolto nessuna attività in favore del figlio affetto da una disabilità. In Appello il ricorso contro il licenziamento è stato respinto dai giudici che non hanno ritenuto valide le motivazioni proposte dal lavoratore.

Il dipendente era stato allontanato dal datore di lavoro anche sulla base di una relazione elaborata da una agenzia investigativa che aveva accertato l’abuso del diritto al congedo.

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La Cassazione (con la sentenza numero 509 del 2018) ha confermato in pieno la sentenza d’Appello e respinto il ricorso del lavoratore contro il licenziamento.

Scopri la pagina dedicata ai benefici connessi alla Legge 104.

Congedo parentale: cosa è chi ne ha diritto

Prima di andare avanti vediamo cosa dispone la norma sui congedi parentali.

I lavoratori dipendenti che sono genitori (anche adottivi o affidatari) di un minore di 12 anni in situazione di gravità, anche se non conviventi, possono usufruire un congedo parentale più lungo rispetto al congedo ordinario. Ovvero di 36 mesi per ogni figlio con disabilità.

Bisogna rientrare in questi tre requisiti:

Questo congedo parentale inizia alla conclusione del periodo concesso per gli altri congedi parentali (se è una madre, quindi, dopo sei mesi).

In pratica: se i genitori (tra madre e padre) hanno usufruito complessivamente di 10 mesi di congedo parentale potranno utilizzare altri 26 mesi entro i 12 anni del figlio (per inciso 26 mesi complessivamente tra i due genitori).

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L’indennità è pari al 30% della retribuzione per tutto il periodo, mentre la contribuzione figurativa è del 100%.

Dopo il 12esimo anno di età del figlio, i genitori potranno fruire solo dei 3 permessi mensili retribuiti e del congedo straordinario biennale, concessi se viene riconosciuta la Legge 104.

Congedo parentale: sentenza

Torniamo al nostro caso. I giudici della Cassazione hanno riscontrato che il padre in questione aveva adottato un comportamento «contrario alla buona fede». Ma aveva anche causato un danno al suo datore di lavoro, che è stato «privato ingiustamente della prestazione lavorativa del dipendente». Oltre, chiaro, ad aver danneggiato l’Inps che eroga la prestazione assistenziale.

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In sua difesa il lavoratore ha dichiarato che il congedo parentale non può essere equiparato ai permessi legge 104 e che inoltre non aveva svolto nessun lavoro alternativo durante tutto il periodo di congedo.

Congedo parentale: conclusione

I magistrati dell’Alta Corte hanno ritenuto che tutto questo non ha importanza, cioè non ha rilevanza se il genitore durante il congedo abbia o meno svolto un altro lavoro, quello che conta è che nello stesso periodo ha trascurato di occuparsi di suo figlio.

I giudici hanno anche ritenuto che il congedo «non attiene alle esigenze puramente fisiologiche del minore», il beneficio del congedo parentale prevede invece di appagare «i bisogni effettivi e relazionali del figlio con disabilità per realizzare il pieno sviluppo della sua personalità sin dal momento dell’ingresso in famiglia».

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