Congedo parentale per autonomi, via alle domande

Congedo parentale per autonomi, da pochi giorni è possibile presentare le domande all’Inps. Sono valide a partire dei periodi fruiti dal 13 agosto 2022. Vediamo come funziona, a chi spettano e come presentare la domanda.

6' di lettura

Congedo parentale per autonomi, ora è possibile presentare le domande per i periodi che partono dal 13 agosto 2022. (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Possono dunque accedere al congedo parentale anche commercianti, artigiani e agricoltori. I papà che presentano la richiesta avranno il diritto di astenersi per tre mesi dopo la nascita del figlio o l’ingresso del minore in famiglia (per le adozioni).

Su questo argomento puoi anche leggere un post che parla dei nove mesi di congedo parentale anche per gli autonomi; vediamo in un articolo quando con il congedo parentale il licenziamento è giusto.

Congedo parentale per autonomi: cosa prevede

Il congedo parentale per autonomi prevede dunque tre mesi di assenza facoltativa dal lavoro con un indennizzo che è pari al 30% della retribuzione convenzionale (42,91 euro per il 2022). A comunicare i dettagli della misura e la modalità di presentazione della richiesta è stata l’Inps, con il messaggio numero 4265 del 2022. L’istituto di previdenza ha anche spiegato, nella stessa nota, di aver reso disponibile agli utenti l’applicazione che agevola la fruizione del servizio.

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Congedo parentale per autonomi: la riforma

L’estensione del congedo parentale anche ai lavoratori autonomi è contenuta nel decreto legislativo numero 105 del 2022. In quella norma, a partire dal 13 agosto di quest’anno, viene prevista per la prima volta la possibilità di accedere al diritto del congedo parentale anche per i padri che svolgono lavori autonomi (prima era consentito solo ai dipendenti).

Ricordiamo che le madri che svolgono lavoro autonomo ne hanno già diritto.

Il congedo parentale per i papà “non dipendenti” funziona allo stesso modo delle mamme. Come detto, la retribuzione sarà pari al 30% della retribuzione convenzionale (l’indennità sarà dunque di circa 15 euro). Ma a una condizione: l’astensione dell’attività lavorativa deve essere effettiva.

Congedo parentale per autonomi: a chi spetta

L’indennità del congedo parentale spetta ai lavoratori autonomi che sono iscritti:

  • alla Gestione separata;
  • alle Gestioni autonome Inps;
  • liberi professionisti, per le casse non gestite dall’INPS ma dalle specifiche Casse previdenziali di appartenenza, si tratta in particolare di:
    • cassa nazionale del notariato;
    • cassa azionale di previdenza ed assistenza a favore degli avvocati e procuratori;
    • ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti;
    • ente nazionale di previdenza e assistenza veterinari;
    • ente nazionale di previdenza e assistenza medici;
    • cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei geometri;
    • cassa di previdenza per l’assicurazione degli sportivi;
    • cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei dottori commercialisti;
    • cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri e gli architetti liberi professionisti;
    • cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali;
    • ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro.

Congedo parentale per autonomi: come presentare domanda

Nella circolare diffusa dall’Inps si spiega anche come presentare la domanda. È possibile farlo con uno dei consueti canali:

  • sito web dell’Inps autenticandosi tramite SPID, CIE o CNS;
  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure al numero 06 164 164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
  • istituti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

La domanda deve essere inoltrata prima dell’inizio del periodo in cui si decide di fruire del congedo. Al massimo può essere inviata il giorno stesso.

Per questa volta sarà possibile farlo anche per i periodi di tempo tra il 13 agosto (quando cioè è entrata ufficialmente in vigore la normativa) e il 25 novembre (quando cioè l’Inps ha messo a disposizione delle persone interessate l’applicativo).

Nel frattempo che venisse aggiornato il sistema, l’istituto di previdenza  ha consentito ai lavoratori di astenersi dal lavoro presentando solo dopo la domanda per avere diritto all’indennità.

Come già accennato, il beneficio del congedo parentale è concesso solo se c’è una astensione effettiva dallo svolgimento dell’attività lavorativa, con la conseguente sospensione degli obblighi contributivi.

Congedo parentale per autonomi, cosa prevede

La nuova formulazione dei congedi parentali prevede:

  • alla madre, fino al dodicesimo anno (e non più fino al sesto anno) di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi, non trasferibili all’altro genitore;
  • al padre, fino al dodicesimo anno (e non più fino al sesto anno) di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi, non trasferibili all’altro genitore;
  • entrambi i genitori hanno altresì diritto, in alternativa tra loro, a un ulteriore periodo indennizzabile della durata complessiva di 3 mesi,per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di 9 mesi (e non più 6 mesi).
Congedo parentale per autonomi, via alle domande

Congedo parentale per autonomi, altre novità

L’articolo 239 della legge numero 234 del 30 dicembre 2021, ha disposto che alle lavoratrici autonome vengano riconosciuti altri tre mesi di indennità di maternità. Iniziano a decorrere dalla fine del periodo di maternità.

Questa ulteriore agevolazione viene però concessa solo se nell’anno che precede la maternità il reddito sia stato inferiore a 8.145 euro.

I tre mesi aggiuntivi si sommano ai cinque mesi che già spettano (due prima del parto e tre dopo). In totale ci sono dunque otto mesi di maternità per le lavoratrici autonome.

C’è stato poi il Decreto Conciliazione vita lavoro (Gazzetta del 29 luglio 2022) , lo stesso che ha riguardato i papà, che a partire dal 13 agosto ha riconosciuto alle mamme anche i periodo di astensione anticipati. Possono essere richiesti in caso di gravidanza a rischio (accertata dall’Asl), fino a due mesi prima del parto.

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