Con il congedo per cure si ha diritto a 30 giorni di assenze per ogni anno di lavoro, che si possono aggiungere a quelle per malattia. Ma che retribuzione spetta durante il congedo per cure? Vediamolo insieme - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
Indice
Che retribuzione spetta durante il congedo per cure?
Il congedo per cure è trattato come le assenze per malattia, ma offre 30 giorni in più rispetto al periodo di comporto. Quest’ultimo è il periodo massimo durante il quale il lavoratore può assentarsi per malattia o infortunio senza rischiare il licenziamento, come previsto dall’art. 2110 del Codice Civile.
Durante il congedo per cura, quindi, i dipendenti ricevono una retribuzione calcolata secondo le stesse regole delle assenze per malattia.
Nel settore privato, durante il congedo per cura, il lavoratore riceve solo la parte di stipendio pagata dal datore di lavoro, perché l’INPS non versa alcuna indennità. Inoltre, i primi 3 giorni di assenza, noti come periodo di carenza, sono pagati interamente dal datore di lavoro.
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Nel settore pubblico, il congedo per cura viene pagato come le normali assenze per malattia, inclusa la riduzione dello stipendio previsto per i primi 10 giorni di assenza.
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Che retribuzione spetta durante il congedo per cure: esempi
Abbiamo detto che i giorni di assenza per congedo per cure vengono retribuiti allo stesso modo delle assenze per malattia. Questi giorni sono calcolati utilizzando la cosiddetta “Retribuzione media giornaliera” (RDG).
La RMG si ottiene dai compensi del mese (o delle quattro settimane) precedente l’inizio della malattia. L’importo da considerare è l’imponibile previdenziale, indicato nei cedolini.
Per calcolare la RMG, si procede come segue:
- Si prende la somma degli importi imponibili previdenziali.
- Si divide questa somma per:
- il numero delle giornate lavorate o retribuite (esclusi i giorni di malattia) nel mese precedente, per gli operai pagati a ore;
- il coefficiente fisso 26, per gli operai con stipendio fisso mensile;
- il coefficiente 30, per gli impiegati.
Al risultato della divisione, si aggiunge il rateo mensile della tredicesima e, se presente, della quattordicesima. Il rateo mensile si calcola dividendo la retribuzione mensile per 12 (se c’è anche la quattordicesima, si moltiplica per due).
Il tasso mensile viene poi diviso per:
- 30 per gli impiegati;
- 25 per gli operai.
Facciamo un esempio pratico con Caio, un operaio con retribuzione fissa mensile di 1.500,00 euro e che ha diritto alla tredicesima e quattordicesima:
- la retribuzione imponibile INPS del mese precedente è 1.650,00 euro;
- dividiamo 1.650,00 euro per 26, ottenendo (quota A) 63,46 euro;
- calcoliamo i ratei di tredicesima e quattordicesima come segue: (1.500,00 / 12) * 2 = 250,00 euro;
- dividiamo il tasso delle mensilità aggiuntive per 25, ottenendo 250,00 / 25 = 10,00 euro (quota B);
- per ottenere la RMG, sommiamo quota A (63,46 euro) e quota B (10,00 euro), ottenendo 73,46 euro.
In questo modo, abbiamo calcolato la Retribuzione Media Giornaliera di Caio, che è pari a 73,46 euro.
RMG INPS pagata per intero con il congedo per cure?
Dopo aver calcolato la RMG, è importante sapere che l’INPS non paga l’intero importo. Infatti, viene applicata una percentuale della retribuzione media, che varia a seconda dei giorni dei giorni di congedo o malattia:
- 50% della RMG per i giorni di malattia dal 4° al 20°;
- 66,66% della RMG per i giorni di malattia dal 21° al 180°;
- 80% della RMG per i dipendenti di pubblici esercizi e laboratori di pasticceria, non iscritti all’albo delle imprese artigiane.
Considerando la RMG di Caio, gli importi saranno i seguenti:
- 73,46 euro * 50% = 36,73 euro dal 4° al 20° giorno di malattia;
- 73,46 euro * 66,66% = 48,97 euro dal 21° al 30° giorno di congedo per cure (le assenze per malattia possono durare fino a un massimo di 180 giorni).
Giornate indennizzabili con in congedo per cure
Una volta calcolata la RMG “percentualizzata”, bisogna moltiplicarla per i giorni di congedo che possono essere indennizzati.
In particolare:
- per gli operai, sono coperti i giorni feriali, compreso il sabato. Non sono coperti la domenica e le festività nazionali e infrasettimanali;
- per gli impiegati, l’INPS copre tutti i giorni del periodo di congedo, escluse le festività nazionali e infrasettimanali che cadono di domenica.

Che retribuzione spetta durante il congedo per cure: calcolo dell’indennità INPS
Seguendo sempre il nostro esempio, per quanto riguarda Caio, se si assenta con il congedo per cure dal 01-07-2024 al 09-07-2024, l’importo che l’INPS fornirà come indennità sarà calcolato come segue:
- ogni giorno sarà indennizzato con 73,46 euro, pari al 50% di tale importo;
- i giorni in cui si riceverà l’indennità durante questo periodo sono cinque: 04, 05, 07, 08 e 09 luglio;
- quindi, l’indennità totale sarà di 220,38 euro (36,73 euro al giorno * 5 giorni).
Questo importo sarà incluso nel salario di luglio 2024. L’indennità dell’INPS non è soggetta a contributi previdenziali, ma sarà soggetta a tassazione.
Assenze con congedo per cure: integrazione a carico dell’azienda
La maggior parte dei contratti collettivi prevede che il datore di lavoro debba integrare quanto versato dall’INPS. Nel CCNL Commercio, le disposizioni sono le seguenti:
il datore di lavoro copre al 100% la retribuzione per i primi tre giorni di assenza;
- dal 4° al 20° giorno di malattia, l’integrazione è pari al 75% dell’indennità INPS;
- dal 21° giorno in poi, l’integrazione è al 100% dell’indennità INPS;
Per calcolare l’integrazione, segui questi passaggi:
- calcola la retribuzione teoricamente dovuta durante i periodi di malattia;
- applica la percentuale specificata (per esempio il 75%);
- aumenta l’indennità INPS con i contributi a carico del dipendente (detto “lordizzazione”);
- verifica la differenza tra la retribuzione teoricamente dovuta e l’indennità INPS lordizzata.
Ad esempio, considerando l’impiegato Caio e applicando il contratto del Commercio:
- calcola la retribuzione per il periodo dal 04-06 al 09-06: retribuzione lorda (1.500,00 / 26) * 5 giorni (escludendo la domenica) = 288,46 euro;
- applica la percentuale del 75% prevista dal CCNL Commercio: 288,46 * 75% = 216,35 euro;
- aumenta l’indennità INPS considerando i contributi a carico del dipendente, calcolando (220,38 euro indennità INPS * 100) / (100 – 9,19% contributi a carico dipendente) = 242,68 euro;
- confronta la retribuzione teoricamente dovuta (216,35 euro) con l’indennità INPS lordizzata (242,68 euro); poiché la seconda è maggiore della prima, il datore di lavoro non deve integrare ulteriormente l’importo;
Che retribuzione spetta durante il congedo per cure per 8 giorni al mese: esempio
A questo punto possiamo confrontare un mese interamente lavorato con uno in cui è stato usufruito del congedo per cure.
Nel mese di luglio 2024, se Caio lavora per l’intero periodo, la sua retribuzione lorda ammonta a 1.500,00 euro. Al contrario, nel caso in cui Caio usufruisca del congedo per cure dal 1º al 9 luglio, la sua retribuzione lorda è composta come segue:
- 500,00 euro (retribuzione lorda);
- 403,85 euro (deduzione per assenza per congedo per cure);
- 115,38 euro (riduzione per malattia);
- 220,38 euro (indennità INPS). Il totale della retribuzione lorda è di 1.431,91 euro.
FAQ sul congedo per cure
Come funziona il congedo per cure termali?
Il datore di lavoro retribuisce il congedo per cure termali poiché è considerato sostanzialmente equivalente alla malattia, sebbene rappresenti un tipo di assenza separato. Tuttavia, se il trattamento termale avviene durante un periodo di malattia, l’indennizzo sarà responsabilità dell’INPS, con l’eccezione dei primi tre giorni.
Chi ha diritto ad aspettativa retribuita?
Un’aspettativa retribuita per motivi personali si verifica quando un lavoratore si ammala per più di tre giorni. Durante i primi tre giorni di malattia, la responsabilità della retribuzione è del datore di lavoro, mentre successivamente l’INPS si fa carico di essa.
Quando si può richiedere l’aspettativa retribuita per motivi familiari?
L’aspettativa retribuita per motivi familiari può essere richiesta quando il lavoratore ha parenti stretti affetti da gravi disabilità, e permette la possibilità di usufruire di un congedo per un massimo di due anni, distinguendosi così dai congedi di maternità e di paternità.
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