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Congedo straordinario 104 se il coniuge convivente è anziano

Congedo straordinario 104 se il coniuge convivente è anziano può essere sostituto da un altro familiare o sono necessari altri requisiti?

di The Wam

Maggio 2022

Congedo straordinario 104: se il coniuge convivente è anziano si può trasferire il diritto al beneficio a un altro familiare? L’età avanzata è paragonabile a un handicap? (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Questa è una dinamica che si ripete spesso. Capita quando si ha un genitore con una disabilità grave e l’altro è avanti con gli anni. In questi casi l’ordine di priorità imposto dalla Legge 104 può essere scalato (ad esempio da un figlio) o il caregiver deve comunque essere il coniuge (nonostante l’età)?

Congedo straordinario 104 con la dimora temporanea

Congedo straordinario 104: l’interpello Anci

La questione è stata chiarita dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in risposta a un interpello presentato dall’Anci, nel quale si chiedeva qual era l’interpretazione corretta dell’articolo 42 comma 5 del decreto legislativo numero 151 del 2021. In particolare nel punto dove si afferma che possono richiedere la fruizione del congedo straordinario 104 persone diverse dal coniuge della persona con disabilità grave «in mancanza, decesso o presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente».

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Congedo straordinario 104: se il coniuge ha più di 80 anni

In pratica l’Anci voleva sapere dal ministero se un coniuge convivente con più di 80 anni potesse essere considerato in uno stato invalidante (a causa dell’età) e quindi non in grado di assistere il partner o se invece anche in questo caso era comunque indispensabile una certificazione medica che confermasse uno stato patologico.

Scopri la pagina dedicata ai benefici connessi alla Legge 104.

Congedo straordinario 104: ordine di priorità

È bene ricordare che al congedo straordinario 104 non possono accedere tutti i familiari che ne hanno diritto, è infatti indispensabile rispettare un ordine di priorità, che è questo:

Chi ha il congedo 104 può essere licenziato?

Quindi secondo questo schema la prima persona che può accedere al congedo straordinario e ai benefici della legge 104 è il coniuge convivente. Può essere escluso solo se mancante, deceduto o se è affetto da patologie invalidanti.

Congedo straordinario 104: l’età non conta

Ebbene, cosa ha risposto il ministero?

Che l’età avanzata (in questo caso il riferimento era a una donna di 80 anni) non costituisce un requisito sufficiente per legittimare il godimento del congedo straordinario 104 da parte di un altro familiare.

Congedo straordinario 104 e convivenza: facciamo chiarezza

Nel rafforzare questa interpretazione, il ministero ha ribadito quando è riportato nella legge: «Il diritto a fruire del congedo straordinario 104 da parte di un familiare diverso dal precedente (in ordine di priorità) è possibile solo in ragione delle ipotesi tassativamente indicate dal legislatore».

E quindi solo se fra quelle ragioni (mancanza o decesso) ci siano le «patologie invalidanti».

Per cui, l’età avanzata (anche quando si superano gli 80 anni), non viene considerata di per sé invalidante se non concorrono anche delle patologie che possono certificarne lo stato.

Per dirla meglio: un anziano in buone considerazioni di salute può assistere il coniuge.

Congedo straordinario 104: vale anche per gli altri passaggi

Questo orientamento espresso dal ministero viene applicato anche negli altri passaggi, come tra il secondo e il terzo grado di parentela. Per essere possibili devono sempre essere presenti delle «patologie invalidanti» che indichino l’impossibilità per l’avente diritto di assicurare una costante e globale assistenza al familiare con disabilità grave.

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