Contagi covid, boom nell’Est Europa: allarme badanti

Contagi covid, è boom nell'Est Europa dove si sono raggiunti picchi mai registrati, è allarme badanti anche perché circolano certificati verdi falsi. Le situazioni più gravi in Romania e Bulgaria, dove gli ospedali sono pieni e i tassi di vaccinazione molto bassi. La preoccupazione è per le prossime feste di Natale, quando molte badanti, colf e baby sitter torneranno nel Paese d'origine.

4' di lettura

I contagi covid sono in grande aumento nell’Est Europa, in particolare in Romania, dove i casi hanno raggiunto picchi mai visti e nel Paese e come se non bastasse c’è una larga diffusione di certificati vaccinali falsi.

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Gli stessi certificati che possono consentire a migliaia di persone di entrare anche in Italia e ottenere il Green pass per lavorare.

Contagi covid: certificati vaccinali senza vaccino

Oltretutto quei certificati vaccinali distribuiti in Europa dell’Est e in particolare in Romania, non sono del tutto falsi. Sono anche peggio. Le persone pagano il personale sanitario per non farsi somministrare la dose anticovid (che viene buttata) e ottengono il certificato senza aver avuto nessuna iniezione. Subito dopo possono tranquillamente viaggiare in tutta Europa.

Perché scatta l’allarme badanti? Natale è vicino, così come il rientro in patria di tanti collaboratori domestici. Ma ci arriviamo.

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Contagi covid: cosa accade nei Paesi dell’Est

Prima il quadro di quello che sta accadendo in Romania, ma la situazione è critica anche in Bulgaria, Paesi Baltici e Slovacchia.

In Romania si parla di “catastrofe”, con record di contagi, ricoveri e morti. I posti in terapia intensiva sono occupati al 100% e da ieri sono state chiuse le scuole e c’è l’obbligo di green pass per entrare nei negozi o uscire la notte. La Romania è uno dei Paese europei con la più bassa percentuale di vaccinati. Una costante in molte nazioni dell’Est dove non c’è molta fiducia nelle istituzioni pubbliche. Il recente boom dei contagi ha comunque accelerate almeno in parte la corsa al vaccino. Negli ultimi giorni la percentuale degli immunizzati ha raggiunto il 31%.

Questo il quadro, al quale si aggiunge la questione dei certificati falsi.

Contagi covid: allarme Natale (ma non solo)

Perché può preoccupare il nostro Paese? Con Natale che non è così lontano decine di migliaia di lavoratori dell’Est torneranno in patria. Si tratta di colf, badanti, baby sitter, artigiani e autotrasportatori. In luoghi dove il covid circola in modo importante. Se a questo si aggiunge anche l’aspetto non secondario delle false certificazioni è facile immaginare le possibili conseguenze.

Contagi covid: nessun controllo alle frontiere

Le regole per chi arriva dalla Romania sono del tutto simili a quelle in vigore per altre nazioni dell’Unione Europea.

Al momento non c’è distinzione tra Paesi con altissimi tassi di vaccinazione (come Spagna o Portogallo, oltre l’85%) e nazioni dell’Est Europeo, dove la copertura è decisamente scarsa.

In Romania, per capirci, ci sono 14.000 casi al giorno (con 19 milioni di abitanti, un terzo dell’Italia), i ricoverati sono oltre 20.000.

In questo momento la Romania è un Paese a rischio, così come del resto la Russia e la stessa Bulgaria (7 milioni di abitanti, 6.000 casi al giorno, percentuali di vaccinazione molto basse e ospedali completamente pieni).

Contagi covid: nessuna quarantena

Eppure da quelle nazioni si può entrare in Italia senza alcuna quarantena o un tampone. Basta un certificato verde, ma come abbiamo visto, il documenti falsi sono diffusi quasi quanto il covid.

C’è il timore, purtroppo concreto, che il contagio che circola nei Paesi dell’Est possa diffondersi anche in Italia.

I collegamenti tra la Romania e l’Italia sono molto intensi, ogni giorno. E lo diventeranno ancora di più prima e durante le feste di Natale. Il problema è che non tutti arrivano in aereo, molti viaggiano in bus o in auto. I controlli sono decisamente complicati.

Il ministero della Salute sta vagliando la situazione. I rischi sono evidenti, ma la scelta di aumentare i controlli per chi proviene dai Paesi a rischio non può essere certo presa dagli esperti, ma dalla politica.

Contagi covid: agire prima per evitare il peggio

Per i tecnici bisognerebbe comunque aumentare i controlli alla frontiera, sarebbero opportuni dei tamponi per chi entra in Italia e un periodo di quarantena (anche solo 5 giorni). In particolare per chi proviene da nazioni dove si verificano queste due condizioni:

  • una forte diffusione dei contagi covid;
  • una bassa percentuale di popolazione immunizzata.

Sarebbe necessario – sostengono gli esperti – agire subito, non dopo che la situazione è già compromessa. «È preferibile – ha dichiarato il professor Pregliasco – immaginare lo scenario peggiore e difenderci. Non è detto che si verifichi, ma se ci organizziamo per evitarlo è la cosa migliore».

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